Storia in sei parole #23 – Parole intraducibili: Drachenfutter


Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

A grande richiesta – e per sgranchirci un po’ il vocabolario, dopo la pausa estiva – oggi facciamo un giro di “sei parole”. Dalla prossima settimana ricominceremo invece con i giochi e gli esercizi soliti e quindi tenetevi pronti, perché il prossimo thriller paratattico è già acquattato nell’ombra che vi aspetta.

Continuiamo a pescare dal vocabolario tedesco: oggi vi presento Drachenfutter. Tradotto letteralmente: “cibo del dragone”. Non è il piatto principale di un ristorante cinese a Berlino, ma il regalo che un uomo compra alla sua compagna dopo averla fatta arrabbiare. Un segno di pace. Tutti – credo – l’abbiamo fatto o l’abbiamo ricevuto. Oggi lo trasformeremo in una storia brevissima.

Ecco le mie sei, un classicissimo: «Rose rosse: mi perdoni? Sì? Spogliati!».

Giocate con me?

Annunci

27 thoughts on “Storia in sei parole #23 – Parole intraducibili: Drachenfutter

Lasciare un commento è sempre una buona idea!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...