Storia in sei parole #24 – Parole intraducibili: Monachopsis


da Internet - http://sixwordstoryeveryday.com/
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Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

La parola di oggi non è tedesca e neppure veneta: credo che Monachopsis ci arrivi dal vocabolario inglese. Il riferimento è a quella sensazione persistente di essere fuori posto (cosa che a me capita regolarmente quando vengo invitato a una qualche festa, per esempio).

Ecco le mie sei: «Cosa faccio qui? Teletrasporto, Signor Scott!».

Giocate con me?

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37 pensieri riguardo “Storia in sei parole #24 – Parole intraducibili: Monachopsis

  1. Buongiorno Michele. Capita e come di sentirsi fuori posto, bisognerebbe imparare a evitarle certe situazioni. Ecco le mie, improvvisate:

    Guardo continuamente l’ora. Quando finirà?

    Mi nascondo dietro al solito menù.

    Telefonata urgente. Devo scappare. Sospiro. Finalmente.

    Ricordami: perché sono venuta qui stasera?

    … E una più esistenziale:
    Sono una macchia sul vestito nuovo.

    Buona giornata ^_^

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  2. Come un elefante in una cristalleria.
    Né carne né pesce: forse verdura?
    Come un sindacalista a casa mia.
    Eccomi: sono Monachopsis fatta a persona.
    Scapperei ma non cambierebbe comunque nulla.
    Dove, quando, con chi: sempre uguale.
    Non posso scappare da me stessa.
    Sono la persona che vorrei evitare.

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  3. Machecaxxo ci sono finita a fare?
    O anche: machecaxxo mi sono messa in testa?
    Come trasformare tre parole in una, riuscendo pure a esprimere lo stato d’animo attuale. Vale? Vale, vero?

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      1. Era anche molto più romantico, macchecc@zzo. E pensa che ho fatto le prove su Word per vedere quale fosse più carina, quale evocasse meglio il sentimento. Mi manca la tua genialità, vedi?

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