Tutte le trame del mondo #2


La settimana scorsa abbiamo cominciato a usare la Biblioteca Scarparo per fare un esercizio un po’ diverso dal solito: invece di lasciarci trascinare da un’idea per scrivere una quarta di copertina (o un incipit, o un excipit) l’idea era di lavorare su una trama. Sarò sincero: non ne è uscito quello che mi aspettavo.

Ammetto che, non avendo partecipato, neppure io ho dato un possibile esempio di quello che avevo in mente. Come spiegava Helgaldo ottimamente più di un anno fa, le storie che vanno per la maggiore nel mondo occidentale seguono la famosissima struttura in tre atti. Struttura che è fondamentale nel cinema, dove abbiamo due ore scarse per raccontare una storia, e un po’ meno nella letteratura, che gode di un respiro più ampio.

Questo non toglie il fatto che pensare storie rispettando questo paradigma sia un buon esercizio, uno di quei fondamentali irrinunciabili se pensiamo di scendere nell’agone. Se non siamo in grado di giocare un rovescio tecnicamente perfetto non entreremo mai nel tabellone principale di Wimbledon anche se poi, in partita, useremo un nostro modo bizzarro di tenere la racchetta. Allo stesso modo, se non siamo in grado di solfeggiare e fare scale, non potremo mai suonare decentemente. Magari potremmo intrattenere gli amici, davanti a un falò sulla spiaggia, ma nessuno pagherà un biglietto per ascoltarci.

Ecco che la partitura in tre atti diventa il nostro fondamentale da esercitare; per ogni storia, ci serviranno 5 punti:

  1. Inizio della storia e impostazione del conflitto;
  2. Primo colpo di scena;
  3. Parte centrale della storia e confronto drammatico;
  4. Secondo colpo di scena;
  5. Finale della storia e soluzione del conflitto.

È chiaro che volendo scrivere il Finnegans Wake questo è del tutto inutile ma, se l’obiettivo è scrivere un libro vendibile, che non sia necessariamente un perno della letteratura, avere un fondamento nei tre atti dà certamente una buona mano. Ricordate che, per ogni punto, non è necessario andare tanto in profondità: una frase – neppure troppo lunga – basta e avanza.

Ebbene, non ci rimane che metterci alla prova. Oggi la Biblioteca Scarparo propone nientemeno che un romanzo di Sandra Faè: inutile dire che dovremo dare il meglio di noi stessi.

003 - difficili decisioni definitive

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68 thoughts on “Tutte le trame del mondo #2

  1. Ok, mi astengo. Però sono curiosissima di leggervi, tenetemi compagnia mentre mi mettono sottosopra la casa. Imbianchino alla porta, ho perso il conto in 9 anni quante volte siamo stati in modalità cantiere, o con elettrodomestici Ko. Grazie, Michele. Grazie a tutti.

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    • No, no, niente film ma una storia. Una storia che noi potremmo virare in un romanzo, arricchendola di altre storie e altri particolari.
      La storia è l’ossatura, è quella cosa per cui la maggior parte della gente, quando legge un libro, vuole voltare pagina. È quella cosa per cui la gente dice “voglio sapere come va a finire”. In un romanzo c’è molto altro, oltre alla storia; in un bestseller, di solito, c’è qualcosa in più; in un film c’è la storia ridotta all’osso perché due ore sono poche. I bestseller, però diventano spesso film proprio perché sono costruiti per essere poco più che sceneggiature.

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  2. Comincio io (al solito…)

    1) Claudio e Francesco si sono conosciuti all’università, ad un seminario di letteratura eccezionalmente tenuto da Carver; solo che mentre il primo cerca disperatamente di scrivere – senza successo – l’amico vince un prestigioso premio nazionale ed entra nella Repubblica delle Lettere dalla porta principale.
    2) Claudio accusa Francesco di aver vinto il premio con un romanzo basato su di una sua idea; vengono alle mani e si separano augurandosi ogni male.
    3) Le loro strade si dividono: Claudio, per vivere, è costretto a diventare un travet mentre Francesco viene assunto dalla stessa università; entrambi però, senza la presenza dell’amico, non riescono più a combinare nulla di buono: Francesco inanella flop editoriali e Claudio vede scivolare via inutilmente la propria vita, scandita dai rifiuti editoriali. Anche la vita privata dei protagonisti segue la stessa parabola.
    4) Entrambi si trovano a fare una scelta che cambierebbe le cose una volta per tutte: un suicidio o tornare sui propri passi chiedendo perdono all’amico di un tempo. Entrambi si trovano, nello stesso momento, per la decisione definitiva davanti a una busta chiusa e affrancata e a una pistola carica.
    5) Francesco spedisce la lettera. Dopo qualche settimana, non avendo avuto risposta, decide di andare di persona a trovare Claudio. Sulla via vicino a casa dell’amico, però, si imbatte nel necrologio.

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  3. Ma davvero ho scritto quelle cose? Non so però se le ho seguite. Comunque ecco la trama per Sandra:

    Sandra Faè è una scrittrice mai emergente, che pubblica con una piccola casa editrice di Firenze, GoWare. Mille copie vendute su Amazon o zero, fa lo stesso: resta sempre in un sottobosco letterario. Stanca di questa prospettiva, decide di imbucarsi a una festa privata a casa di Gian Arturo Ferrari, direttore editoriale Mondadori, per incontrare qualche personalità dell’editoria a cui far leggere l’ultimo suo inedito, destinato inizialmente alla solita GoWare. Per imbucarsi meglio acquista una borsa di Prada da urlo, sperando che l’aiuti a confondersi tra gli ospite. Mette il manoscritto nella borsa e in effetti riesce a entrare alla festa dove nessuno le rivolge la parola. A un faccia a faccia con Dacia Maraini, entrambe le donne scoprono di avere la stessa borsa. Sandra legge nel pensiero della famosa scrittrice: e tu chi cavolo sei? Disperata si butta sui cocktail.

    L’alcol le dà la il coraggio di tentare un colpo. Sostituire le borse, in modo che Dacia Maraini possa leggere il suo libro. Fa lo scambio in un momento che la borsa si stacca dalla mano della scrittrice e lascia la festa di corsa. Rovistando nella borsa della Maraini a casa, si accorge che all’interno c’è un romanzo inedito della famosa scrittrice. Lo legge nella notte e alla mattina decide di partire con l’Orso, il marito, verso la Valtellina per isolarsi da connessioni internet, giornali, tv e riscrivere il romanzo a nome proprio.

    Nelle tre settimane successive tra i monti Sandra lavora ossessivamente al romanzo, lasciando trama e personaggi, ma riscrivendo il testo secondo il suo stile. L’Orso tenta di dissuaderla da questa evidente illegalità, ma Sandra è intenzionata a proseguire. Nelle pause della lavorazione ogni tentativo dell’uomo di portarla alla ragione fallisce. Sandra vuole sfondare costi quel che costi. Anche un’accusa di plagio, di sottrazione di opera, la porterebbe paradossalmente sulle prime pagine dei giornali e da Fazio, dandole quella visibilità che da sempre viene negata a chi non ha entrature nel mondo dell’editoria. Il rapporto con l’Orso va in crisi, a nulla servono le cenette romantiche e i ricordi di quando le piaceva solo scrivere, momenti che il marito tenta di rammentarle. Quando chiede all’Orso, a stesura quasi terminata, di contattare qualche bravo avvocato esperto in copyright, presagendo le conseguenze del suo gesto, l’Orso tenta l’ultima carta: farò quello che vuoi ma contatterò anche un avvocato divorzista, è questo che vuoi al tuo ritorno a Milano? Sandra non risponde e si chiude nello studio per terminare il romanzo. Sente la porta che si chiude, l’Orso che avvia l’auto, la loro storia è terminata. A Sandra non resta ora che scegliere il titolo del «suo» romanzo. Difficili decisioni definitive.
    Torna quindi a Milano, dove l’Orso ha già svuotato gli armadi, e manda il romanzo a GoWare. Nessuna notifica da carabinieri o avvocati, per ora. Ma qualche giorno dopo squilla il telefono, sarà la Maraini? No, è l’editore entusiasta del suo libro: ha deciso di investire tutto su di lei, tenta il colpo grosso per portarla, come lei ha sempre desiderato, anche sugli scaffali dell’Esselunga. Dovrà essere il caso editoriale dell’anno. Ora Sandra è sicura di finire davvero sulle prime pagine, e perdere tutto ciò che le è rimasto.

    Difficili soluzioni definitive fa il botto. Scala le classifiche sulla Stampa e Il Corriere e si piazza al primo posto. C’è la fila dei giornalisti che la vogliono intervistare e la contatta anche la redazione di Che tempo che fa. Più si sale, più si andrà a fondo. L’Orso non si fa vivo. La settimana è piena di appuntamenti con i big dell’editoria. GoWare comunica a Sandra che è chiamata come relatrice a un dibattito nel padiglione autori del primo Salone del libro di Milano, a discutere di letteratura al femminile. L’altra relatrice sarà la Maraini. Sandra suda freddo, teme la gogna mediatica in presa diretta. Decide però di partecipare e andare incontro al suo destino. Va a letto e non vorrebbe più svegliarsi. Ma la mattina dopo GoWare telefona alle otto: per la seconda settimana Sandra è in classifica, al secondo posto: prima la Maraini, con Collegafigo, l’inedito di Sandra. Le viene un colpo, ma non può parlarne con nessuno, solo l’Orso sa e il suo telefono è sempre spento.

    È giunto il giorno del Salone. Sandra si prepara e parte. Decide di prendere la borsa, per restituirla alla Maraini. Eccola al tavolo, la Maraini tarda – un contrattempo, dice l’organizzazione –. Sandra spera che non venga. Ma mentre sta già parlando del «suo» libro, l’altra arriva e le si siede a fianco. Sandra non ha neppure il coraggio di guardarla, poi guarda la borsa, questa è la sua sua, che la collega più famosa ha portato con sé. La prima domanda che fanno alla Maraini è se l’è piaciuto il libro di Sandra: bello, l’avrei voluto scriverlo io. Ma sono qui per parlare del mio non del suo. Ora si guardano e si dicono tutto con gli occhi. La conferenza è un successone. Sandra sta per andare via con l’editore quando, in fondo alla sala vede un Orso. Lo raggiunge, gli implora di tornare a casa. Non lo so – la sua risposta –, dovrei digerire prima l’ingannevole mondo dell’editoria, ti va un aperitivo?

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  4. 1. Daniela e Domenico sono sposati da cinque anni e tra alti e bassi il loro può definirsi un matrimonio riuscito, con un’unica grossa nube: la mancanza di figli. Lui sembra rassegnato e comunque sereno, mentre lei si avvelena le giornate in affannose ricerche di una soluzione, trascinando il marito tra visite mediche e percorsi di fecondazione assistita, senza lasciare nulla di intentato. Il responso è sempre lo stesso: non esiste una causa oggettiva, né organica, ma la gravidanza non arriva.
    2. Il nuovo medico al quale si rivolge Daniela, indirizzata da un articolo trovato in rete su innovative cure contro l’infertilità sine causa, è una suo vecchio spasimante, di cui Daniela aveva rimosso l’esistenza, e dopo averli sottoposti a una nuova giostra di esami, sentenzia: la causa è del marito!
    3. Abbattuta da questa nuovo scenario, indecisa se comunicare al marito il responso o tenersi la diagnosi, cosa che sarebbe facilitata dal fatto che Domenico ormai si rifiuta di seguirla in ospedale e attende gli esiti a casa, fidandosi sempre della parola della moglie, senza controllare i referti, Daniela vive una crisi profonda.
    4. Il medico propone a Daniela una soluzione: una bella trombata con lui, trombata che Daniela non gli aveva mai concesso all’epoca! Di sicuro lui è in grado di scovare i giorni perfetti per il concepimento: il marito non verrà mai a conoscenza di nulla e l’obiettivo verrà finalmente centrato, grazie anche agli spermatozooi super vitaminizzati del medico.
    5. Daniela, ormai sull’orlo di un collasso nervoso, brucia tutti gli incartamenti e mette via definitivamente il sogno di maternità, decisa a godersi quello che di bello la vita le ha comunque dato. Il medico, sconfitto nel suo proposito, rivela tutta la sua perfidia, inviando una copia dei referti al marito, il quale però apprezzando l’immenso dono di una moglie che ha taciuto la verità per non mettere in crisi la sua virilità, non dà peso alla cosa, e compra due biglietti aerei per la Polinesia, dove trombando come ricci nella meravigliosa suite a pagoda sul mare, lei finalmente rimarrà incinta!

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  5. Pingback: Cercasi trame per best seller | da dove sto scrivendo

  6. Inizio a capire meglio la stima che avete per Helgaldo: caspita!
    Sandra l’ho seguita fino al punto 4…il mio punto 5 sarebbe stato molto diverso! 😀
    Quella di Michele però è la storia che si avvicina di più ai miei gusti: lettera e suicidio.

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  7. UNO
    Sandra Faè è sfinita. Il dodicesimo editore le aveva appena dimostrato di non aver letto il suo ultimo romanzo.
    Ma un particolare l’aveva insospettita. Quell’ultima risposta giungeva da un indirizzo e-mail al quale lei non aveva mai scritto.
    Possibile? Passa la sera a spulciare la sua posta elettronica e quel sospetto continua a trovare conferme: la Neverending Story Editori non rientrava nell’elenco che si era preparata. A pensarci bene, quella casa editrice non l’aveva mai sentita nominare. Possibile che qualcuno fosse entrato in possesso del suo scritto?
    I dubbi più atroci cominciano ad assalirla.

    DUE
    Dopo aver passato una notte insonne, il giorno dopo Sandra decide di contattare il suo agente letterario e di fissare un appuntamento urgente.
    Voleva vederci chiaro. E voleva farlo subito. Michele Scarparo, il suo agente, accetta di incontrarla in tarda mattinata per un caffè insieme.
    Giunta al bar, Sandra decide di andare dritta al sodo: “Hai mai sentito nominare la Neverending Story Editori?”
    Michele non risponde subito a quella domanda ma un lampo nei suoi occhi tradisce il suo sguardo. “Mai sentita” dice sbrigativamente.
    Ma proprio in quell’istante lo smartphone di Michele squilla e la scritta “Neverend. Edit.” compare inesorabilmente sul display.
    L’imbarazzo è palpabile. “Posso spiegare…” Ma prima che Michele possa finire la frase, Sandra ha già voltato le spalle: “Trovati un avvocato”.

    TRE
    Avrebbe dovuto fidarsi di Massimiliano. Sandra si rammarica di non averlo fatto prima. Massimiliano l’aveva messa in guardia sui trascorsi di Michele.
    Smerciava testi a vari editori, senza necessariamente avvisare gli autori. Non era raro che si appropriasse dei romanzi più validi o che li rivendesse sottobanco ad autori già affermati ma privi di idee valide per mantenersi sulla cresta dell’onda. Massimiliano aveva rotto tempo addietro con Michele quando si era reso conto che i continui rifiuti da parte degli editori facevano parte del gioco. Massimiliano si era spinto in verità molto oltre, insinuando che tutti gli editori, almeno in Italia, facessero capo ad una potente lobby occulta che gestiva il sapere. Una vera e propria lega intellettuale che si nascondeva sotto il nome in codice di Jack&John. In quei torbidi pensieri, Sandra si rende conto che la realtà stava venendo prepotentemente a galla. “Il nome dell’autore pesa molto di più del romanzo”. Quell’aforisma l’aveva sentito dire più volte da Marco Amato, eterno fautore dell’autopubblicazione. Lo ripeteva come un mantra. Marco era un’instancabile professionista del settore e aveva più volte dimostrato le sue tesi a favore del self-publishing. Sandra stimava Marco ma non si era mai sentita a suo agio con il self-publishing. Per lei era un mondo fumoso, troppo lontano dal suo essere, troppo distante dalla sua idea di scrittrice che voleva essere. Ma ora che aveva avuto la conferma che il mondo dell’editoria era più sinistro di quel che sembrava, l’autopubblicazione le sembra l’unica via possibile. Era una scelta insidiosa, certo. Ma era disposta a tutto pur di pubblicare il suo romanzo.

    QUATTRO
    Passano alcuni giorni in cui Sandra si trascina per casa senza entusiasmo, persa tra i lavori di casa e intenta a scegliere i colori con cui far tinteggiare il soggiorno dall’imbianchino. Si sente svuotata dai pensieri di quei giorni. Il lungo lavoro di ricerca di un editore l’aveva impegnata duramente per tutta l’estate. L’idea di denunciare veramente Michele in fondo non l’allettava. Si sentiva spossata, una battaglia legale era l’ultima cosa che desiderava. Il suo cellulare squilla improvviso e un numero sconosciuto compare sul display. Sandra risponde e una voce femminile la saluta. “Buongiorno Sandra, mi scusi se la disturbo, vorrei parlare con lei.” “Chi parla?” “Mi chiamo Elena, non ci siamo mai incontrate prima ma forse mi conosce lo stesso. Sono Elena Ferrante”.

    CINQUE
    Non poteva crederci. Sandra stava per conoscere Elena Ferrante, una delle ultime scrittrici di successo. Si sforza di tenere i piedi per terra e di considerare fino all’ultimo secondo che poteva trattarsi di uno scherzo. Ma quando al telefono Elena le aveva accennato alcuni particolari del suo ultimo romanzo, Sandra si convince che valeva la pena incontrarsi. “Il nome dell’autore pesa molto di più del romanzo” ripensò Sandra. Non le sfugge quell’inequivocabile dettaglio imposto dal destino beffardo: l’aveva contattata una scrittrice famosa, il cui nome però era uno pseudonimo. Un nome autorevole ma fittizio: nessuno infatti sapeva chi fosse realmente Elena Ferrante. E lei stava per conoscerla, stava per dare un volto a quel “nome d’autore”.

    SEI
    “Conosco Michele e mi ha fatto avere il tuo ultimo romanzo”. Sandra freme a quell’idea: Elena le stava forse dicendo che lo aveva letto? Poi fissandola negli occhi, Elena (o chiunque fosse) salta al nocciolo della questione: “Me l’ha offerto.” Quelle parole rimangono sospese nell’aria, nonostante il peso – enorme – che dovevano avere. A scanso di ogni possibile equivoco, Elena prosegue: “C’è un motivo se ho deciso di nascondermi dietro un nome d’arte…”.
    E così Sandra, nel corso di una serata magica, tremenda, esaltante e agghiacciante, scopre in una volta sola una serie impressionante di scomodi segreti che governano da tempo il mondo dell’editoria. “Elena Ferrante non esiste” dice Elena “Elena Ferrante sono io e potrai essere tu con il romanzo che mi ha offerto Michele, come sono state altre prima di te. Ho avuto molta fortuna con il mio primo romanzo, pubblicato con il mio vero nome, e ho trovato subito il successo. Ma non sono stata più in grado di scriverne altri all’altezza. Ma il successo che avevo raggiunto era tale che Michele non ha più voluto rinunciarci. E allora mi svelò, tempo fa, questi segreti: usare i romanzi di altre scrittrici e pubblicarli con il mio nome. Ormai la macchina del marketing era ben oliata e il mercato mi conosceva, diceva. Io ovviamente ero rimasta inorridita ai tempi ma Michele arrivò a minacciarmi. E così decisi di prestarmi al gioco, ma a modo mio: usare uno pseudonimo e dividere i proventi con le vere autrici, di volta in volta. Era l’unico modo per sentirmi a posto con la mia coscienza e per aggirare quel sordido mondo.”

    SETTE
    Quel sordido mondo, ripensa Sandra. Era davvero un sordido mondo: ora ne aveva la conferma definitiva. Quella notte, l’ennesima, non riusce a dormire. Mai e poi mai avrebbe immaginato, solo pochi giorni dopo, di passare dalla tristezza frustrante dell’ennesimo rifiuto editoriale alla gioia complice di aver conosciuto una donna fantastica che le stava offrendo l’opportunità di entrare alla grande nel panorama editoriale italiano. Ma la sua coscienza non era tranquilla. Pubblicare felicemente sotto nome altrui? O lasciar perdere e tentare la difficile ma sincera via dell’autopubblicazione che le permetteva quantomeno di presentarsi al pubblico con il suo vero nome? Aveva conosciuto segreti davvero scomodi ma la sua esperienza personale le aveva insegnato che nessun segreto è per sempre. Cosa sarebbe successo se quei sotterfugi fossero venuti a galla con il passare del tempo? Probabilmente ne sarebbe scaturito uno scandalo e lei ci avrebbe comunque rimesso. Se non altro, aveva avuto la gratificazione – e la certezza – di aver scritto un romanzo molto bello.

    ****************
    P.S.: sì, lo so: i punti erano 5 e io ne ho scritti 7. Ma non ho mai detto che mi sarei attenuto alle regole… 😀
    E comunque basta raggruppare qua e là…
    Un saluto a tutti quanti e scusate se ho preso in “prestito” qualche nome reale… 🙂

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  8. Romina è una giovane studentessa universitaria al primo anno di giurisprudenza. Durante una lezione di medicina legale conosce Adib, italiano naturalizzato di origini magrebine, anche lui studente nella stessa università. Fra i due nasce una simpatia che in breve tempo si trasforma in un sentimento più profondo. Romina sa a cosa va incontro cominciando una storia con Adib e non è solo il pregiudizio della gente che teme né la diffidenza della sua famiglia contraria a quella relazione, quanto la reazione dell’ex fidanzato, Fulvio, capitano di una squadra di calcio militante in serie B. Questi, infatti, saputa la notizia, comincia a perseguitare Romina con telefonate e pedinamenti, qualche volta l’affronta anche di persona, riempiendola di improperi e minacce. La più grave di esse promette la morte di Adib.

    Un pomeriggio Adib va all’appuntamento concordato con Romina, però non la trova. Preoccupato la chiama al telefono e quando il numero risulta irraggiungibile si precipita a cercarla in casa sua. Lei è lì, ma ha un atteggiamento respingente: lo rifiuta, gli dice di andarsene, gli rinfaccia che il loro amore non ha futuro, che è meglio non vedersi più. Adib, disperato, trova conforto nella preghiera e decide di frequentare la moschea del quartiere in cui vive. Durante questo periodo conosce Elyazi, giovane simpatizzante della Jihad, che gli confida che sta organizzando con altri affiliati un attentato ai danni di Marcello Pindaro, deputato e segretario federale di un partito di estrema destra, contrario alle politiche pro immigrazione e intenzionato a ottenere la demolizione di tutte le moschee della città.
    L’ex fidanzato di Romina è suo figlio, ma Adib prende le distanze dal progetto pur non intendendo tradire i fratelli islamici.

    Fulvio tenta di riallacciare i rapporti con Romina: le recapita fiori, la invita a cena, le compra regali, ma lei è restia, non vuole tornare con lui, Adib è sempre nei suoi pensieri: non lo vede da quando si è sentita costretta a dirle addio per evitare le conseguenze minacciate dal suo ex e ne sente molto la mancanza. Il cuore di Romina è afflitto e di questo si accorge Fulvio. Il ragazzo, ossessionato, durante un litigio in cui lei gli conferma l’amore per Adib, rinfacciandogli il sacrificio cui ha dovuto cedere a causa dei suoi ricatti, la picchia in modo selvaggio e l’abbandona malconcia e priva di sensi per terra, sotto casa, poi scappa. La trova Adib, che con una scusa vuole rivederla e proprio quella mattina decide di passare a vedere come sta. Quando la scopre in quelle condizioni, lo shock è grande; la porta subito in ospedale, lei lo riconosce e con un filo di voce gli fa il nome del suo aggressore, così Adib medita la vendetta e decide di affrontare Fulvio. Nel frattempo i piani per il buon esito dell’attentato procedono: il deputato viene pedinato per delle settimane e, alla fine, si concorda che il momento opportuno per agire sia il giorno del suo incontro con alcune personalità influenti, durante un pranzo in un noto ristorante della città. Quel giorno è lo stesso in cui Romina viene picchiata e portata in ospedale. Adib cerca Fulvio che, ancora confuso per l’accaduto, prova a ottenere un appoggio dal padre, raggiungendolo nel locale. Contemporaneamente, grazie ad alcuni informatori, il giovane musulmano lo intercetta e decide di seguirlo fino al ristorante, ma proprio davanti alla porta d’ingresso gli si pone davanti e lo affronta.

    I tre terroristi islamici, intanto, giungono sul luogo e uno di loro, quello con addosso la carica esplosiva, gira attorno al ristorante pronto a ricevere il segnale per l’attacco. La lite fra Adib e Fulvio rischia di fare fallire il piano, ma la decisione ormai è presa. La concitazione del litigio attira l’attenzione degli ospiti del locale e il padre di Fulvio esce insieme ad altri curiosi. Quando riconosce il figlio coinvolto nella colluttazione rimane sorpreso e contrariato. Arriva il segnale concordato, il kamikaze esce dall’angolo in cui si nasconde, ma il suo atteggiamento desta i sospetti di una guardia giurata al servizio di una banca limitrofa, che comincia a urlare a tutti di allontanarsi. Qualcuno, intimorito, scappa mentre i due giovani si fermano distratti dal caos intorno a loro. Adib capisce ciò che sta per accadere e comincia a correre, ma il kamikaze al grido di “Allahu akbar” tira la levetta collegata alla cintura che ha intorno alla vita e l’esplosione uccide quindici persone ferendone venti. Tra i morti ci sono il deputato e il figlio. Adib è tra i feriti.
    La notizia del nuovo attacco jihadista fa il giro del mondo, le accuse all’Islam radicale impegnano giornalisti e opinionisti televisivi. Vengono intervistati esperti, membri del Centro Culturale Islamico, convinti assertori dell’integrazione pacifica dei musulmani in Italia, le indagini confermano la matrice terroristica: il ministro dell’Interno garantisce che i responsabili dell’attentato saranno tutti assicurati alla giustizia, partendo dal primo arrestato durante la fuga, lo studente, originario del Marocco, Adib Laroui.

    Romina non crede al coinvolgimento nell’attentato di Adib. In ospedale le impediscono di vederlo e i suoi genitori le vietano categoricamente di avere qualunque contatto con lui. Quando, però, i due, con un sotterfugio riescono a incontrarsi, capiscono che il loro amore non è mai finito, Romina crede all’innocenza di Adib e, intenzionata a farlo scagionare, racconta all’avvocato ciò che è accaduto. Il padre le mette i bastoni fra le ruote in tutti i modi, ma lei, alla fine, per amore sceglie di convertirsi all’Islam.
    È abbandonata da tutti, amici e parenti. I genitori la ripudiano e la cacciano fuori di casa. Le indagini aiutate dalle testimonianze in favore di Adib, compresa quella di Romina, consentono al giovane di riconquistare la libertà, ma il sacrificio della ragazza è troppo grande e lui capisce che è proprio la sua vicinanza a causarle tutti i problemi che sta avendo. Decide di partire per un po’ e, mentendo, le dice di non amarla più.
    Romina ritorna, a fatica, all’apparente normalità, finché un giorno i volti di quattro presunti jihadisti riempiono la prima pagina di tutte le principali testate giornalistiche: “Sgominata una cellula islamica, un presunto terrorista era stato già giudicato innocente in un precedente attentato”.
    L’ultimo, a destra, nella foto è Adib.

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  9. Ho voluto tentare anch’io, azzardando con una trama non troppo complicata. ^_^

    1) Laura e Marco sono una giovane coppia sposata da due anni. Vivono vicino Roma e il loro matrimonio è felice. Laura lavora presso un centro estetico fuori città con il sogno di mettersi in proprio, mentre Marco è un assistente assicurativo, soddisfatto del suo lavoro. Entrambi trascorrono molte ore lontano da casa, ma grazie alla loro intraprendenza, incontri a sorpresa, week-end romantici, il loro rapporto procede senza intoppi e gode di momenti di grande intensità. Almeno fino a quando a Laura, non viene chiesto di seguire l’ apertura di una nuova sede di cui vorrebbero affidarle la gestione. Poco tempo dopo, nella compagnia assicurativa del marito, un avvicendamento nella dirigenza impone nuove condizioni lavorative ai dipendenti. A causa di questi cambiamenti, le attese di entrambi non sempre si conciliano, trascorrono meno tempo insieme e iniziano a fiorire le prime incomprensioni. Marco e Laura preoccupati per la loro relazione e desiderosi di concepire un bambino, decidono di chiedere tutti e due il part-time per essere più presenti l’uno con l’altro.
    2) Questa scelta, sarà disattesa dalla inaspettata promozione di Marco che sacrificherà i progetti di coppia per accettare la proposta della società, causando la delusione di Laura e la crisi del loro matrimonio. Marco, non riesce a comprendere la solitudine di Laura, è molto preso dalla carriera e da una nuova collega, Simona che si insinua prepotentemente nella sua vita. Continui litigi e incomprensioni, logorano il loro rapporto fino al momento in cui Laura, stanca di tutto questo, se ne va di casa rifugiandosi nella villetta al mare di sua nonna. Qui, stringerà un’affettuosa amicizia con Mauro, un uomo molto più grande di lei, silenzioso e gentile, con la passione per la scultura che l’aiuterà a ritrovare il suo equilibrio emotivo. Durante la sua permanenza alla villa, scoprirà anche di essere incinta. Dopo un periodo di riflessione, Laura, decide di partire e di raggiungere suo marito per rappacificarsi e rivelargli della gravidanza. E’ trascorso quasi un mese dal loro ultimo diverbio e lei, spera di poter rimediare a quanto accaduto e di ricomporre i pezzi di quel matrimonio felice di cui sente tanto la mancanza. Intanto, Marco, ragazzo molto orgoglioso, dopo i primi tentativi di riconciliazione, smette di cercare sua moglie, insidiato anche dall’intraprendente Simona che fa di tutto per distrarlo da quel difficile periodo.
    3) Laura arrivata nell’azienda dove lavora Marco, ha un incontro proprio con Simona che tra allusioni e mezze verità, insinua il dubbio che tra lei e suo marito stia nascendo qualcosa di più di un’amicizia. Scopre, inoltre, che i due sono in procinto di partire insieme per Torino, per rappresentare la società assicurativa durante una convention che li vedrà impegnati per una settimana. Laura non crede a quello che sta accadendo e ansiosa, aspetta suo marito per ricevere chiarimenti. Marco, ignaro delle allusioni di Simona e ancora piccato per la loro ultima discussione, confermerà il viaggio e rifiuterà la possibilità di una riconciliazione last minute considerata un pretesto per convincerlo a non partire. A questo punto, lui, dice a Laura di voler rimandare ogni decisione definitiva inerente la loro relazione al suo ritorno. Laura mossa dalla gelosia e ferita dall’intransigenza di suo marito, andrà via senza dirgli della gravidanza e avvisandolo che al suo rientro avrebbe trovato solo i documenti per il divorzio. Marco parte, convito di fare la cosa giusta e di poter sistemare le cose con sua moglie successivamente. Durante la sua permanenza a Torino, poco alla volta, aprirà gli occhi sulle reali intenzioni di Simona, evidenti dopo una festa, quando tenterà di sedurlo nella sua camera d’albergo. Rifiutata e accesa di rabbia, quest’ultima, minaccerà Marco di rovinargli il matrimonio e la carriera. A quel punto, Marco, decide di tornare immediatamente a casa, di cercare Laura e di raccontarle tutta la verità. Capisce che avrebbe dovuto dirle dal primo momento di aver accettato quella promozione non per ambizione, ma soltanto perché l’alternativa sarebbe stato perdere il lavoro. Soprattutto, doveva convincerla che tra lui e Simona non c’era mai stato nulla. Quando Marco, in ultimo, riesce a scoprire dove si era rifugiata Laura e a raggiungerla alla villa, si imbatte in Mauro. Durante un’ accesa discussione fra i due, emergerà la notizia della gravidanza di sua moglie di cui non era mai stato messo al corrente. Andato su tutte le furie, se ne va senza incontrarla.
    4) Tornato a Roma, scopre che Simona aveva ideato un piano per vendicarsi di essere stata respinta. Sarà accusato dalla sua compagnia di aver cospirato un raggiro assicurativo ai danni di una grande società, sventato tempestivamente dalla collega. A nulla varranno i tentativi di dimostrare la sua innocenza e sarà costretto a firmare le dimissioni per evitare una denuncia. Intanto, Mauro, segretamente innamorato di Laura, gli aveva tenuto nascosto l’incontro avuto con suo marito qualche settimana prima. La ragazza, incapace di accettare che Marco potesse rinunciare a lei così facilmente, confida a Mauro la sua intenzione di recarsi da lui con la scusa delle pratiche del divorzio. Solo a quel punto, Mauro confessa a Laura la verità. In preda alla collera, sale in macchina per raggiungere suo marito, ma durante il tragitto perde il controllo dell’auto e viene coinvolta in un grave incidente che metterà a serio rischio la sua gravidanza. Condotta d’ urgenza in ospedale, l’unica cosa che riesce a ripetere agli infermieri è il nome di suo marito. Marco informato, si precipita da lei in ospedale. Accertato che sia Laura che il bambino erano fuori pericolo, Marco, riesce ad avere un confronto onesto con sua moglie sulle vicende che avevano causato la crisi del loro matrimonio e finalmente, emergono, le verità di entrambi. Riscoperto il loro amore, decidono di non separarsi e di provare a essere nuovamente felici.
    5) Tre anni dopo.
    Laura dopo aver assunto la gestione del nuovo centro estetico per un paio d’anni, riesce a rilevarlo, realizzando il sogno di avere un’ attività indipendente. In questo progetto, viene sostenuta da suo marito che ne diventa socio, curando l’aspetto assicurativo e la contabilità. Tutto non potrebbe andare meglio, fino alla sera in cui accoccolati al tramonto, sul terrazzo della loro casa, una nuova discussione si delinea all’orizzonte: il nome da dare alla loro seconda bambina.

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  10. Colpevole, mea culpa. Rifaccio l’esercizio per meglio essere giustiziato.

    1. Un’aspirante scrittrice si imbuca a un party editoriale con in borsa un manoscritto da far leggere a qualche personalità dell’editoria.
    2. Una famosa scrittrice ha una borsa identica alla sua. Decide perciò di scambiare le borse. Si accorge che nella borsa rubata c’è un inedito di valore.
    3. Riscrive l’inedito a suo nome per mandarlo a un piccolo editore. Il suo matrimonio naufraga a seguito del suo gesto illegale. Il marito la lascia. L’editore, entusiasta, la pubblica con grande spreco di mezzi.
    4. Il suo libro, Diffcili decisioni definitive, scala le classifiche. Ma anche la famosa scrittrice ha usato il suo inedito per compiere la stessa operazione.
    5. Le due donne sono ospiti nella stessa sala a un salone del libro e decidono di mantenere il segreto sui rispettivi plagi. Il marito la perdona, ma l’editoria non è altro che una continua fiction degli inganni dove tutto è lecito pur di emergere.

    🙂 pietà!

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  11. Se riesco a incastrarmi nel caos di questi giorni,vorrei scrivere anch’io un testo.Se non ci metto un secolo a liberarmi, è stato bello ,comunque, leggervi e imparare cose utili

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  12. Avevo iniziato con la struttura di una storia. Ma poi è il solito lei-lui-l’altro, lei licenziata si scopre anche tradita (Sliding doors), lei sonnolenta ha un improvviso colpo di testa e molla tutto, scappa all’estero e trova l’altro (quante ce ne sono di storie così?), quando sempre andare tutto bene torna lui per riprendersela (oh, che colpo di scena!!). Si, no, si, no, forse, no, si, non lo so, certo, incerto, lo faccio, non lo faccio, che sembra Frodo indeciso alla bocca del monte Fato e poi… quale sarà il gran finale? Se è Drammatico, muore l’altro e lei deve tenersi lui, con l’altro nel ricordo (vanno di moda le storie d’amore col morto…Io prima di te, Tutta colpa delle stelle). Se è un Rosa Fucsia, lei torna dall’altro e lui rimane fesso.
    Banale ma di un banale…ma il fatto è che sono quelle storie lì che io adoro leggere, figuriamoci scriverle.
    Poi stanotte la pizza di ieri sera non m’ha fatto dormire bene, sete, sogni strani, parecchio strani e pam…salta fuori dal nulla la storia di Alyssa e Dave. Tutta una storia stranissima che…mi toccherà nominare il pizzaiolo tra i ringraziamenti?
    Intanto l’ho messa giù. Però no, se la scrivo qui non è più un inedito 😛

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    • Già la mia trama non mi sembrava niente di che, ora, leggendo le tue considerazioni guardo a quello che ho scritto con occhio ancora più critico. Eppure, come dici certe storie prendono, forse, perché si tratta molto banalmente di vita, quella semplice che può capitare anche a noi. È probabile che sono i pensieri, le emozioni che ci metti dentro a rendere un racconto diverso da un altro.
      Almeno credo. Non vedo l’ora di leggere il tuo.

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      • Non ricordo chi diceva che le storie sono già state scritte tutte, i conflitti dell’uomo sono sempre gli stessi (tutti intorno ai bisogni di amore, denaro, potere, salute). Quel che cambia è il “come” vengono scritte (anche per l’epoca ovviamente). Cambiano i personaggi, le scene, il ritmo, l’ambientazione. Ecco perchè ho detto che banale sarà banale (ridotta all’osso la struttura) ma sono sempre quelle trame lì che mi piacciono. Lui-lei-l’altro (o lei-lui-l’altra) è l’ingrediente base, ma il cuoco ci mette sempre del suo.

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  13. Stasera mi è venuta in mente questa trama e ho dovuto assolutamente scriverla, solo che arrivata al punto tre mi sono bloccata e non sono più riuscita a continuare…

    1) Lelia è un’adolescente cresciuta con un unico sogno: diventare una brava pianista. Nata in una famiglia di noti musicisti, lascia le sue impronte sui tasti del pianoforte prima ancora di imparare a camminare e a parlare. La sua vita è dedita allo studio della musica, per giungere a quella perfezione che la vedranno un giorno occupare quel posto che è di suo padre. Purtroppo, le sue mani non sono mai abbastanza virtuose e lei, non si sente all’altezza delle aspettative. Nonostante tutto, indirizza le sue energie per migliorare, nella convinzione che quello sia l’unico modo per conservare l’affetto dei suoi genitori e renderli orgogliosi di lei. Il poco tempo libero che si concede lo trascorre con Carlotta, esuberante amica d’infanzia che tenta di coinvolgerla in uscite serali e nei suoi pazzi viaggi in cerca di amore e avventura; e con suo fratello Francesco, discreto e sensibile artista con l’ambizione di diventare pittore, andato via di casa a causa dei forti conflitti con il padre.
    2) Arriva per Lelia il momento della grande occasione: aprire il concerto di un celebre musicista, in uno dei teatri più importanti d’Europa. Convinta di aver raggiunto quel risultato grazie esclusivamente al suo talento, prenderà molto male la notizia dell’intercessione del padre; scoperta avvenuta ascoltando per caso, una conversazione telefonica, a poche settimane dalla sua esibizione. Caduta nello sconforto e persa la fiducia in se stessa, non rivelerà a nessuno quanto appreso, ma metterà in atto tutta una serie di comportamenti volti a punire suo padre. Fra i tanti, pochi giorni prima del concerto uscirà con Carlotta, si ubriacherà e mollerà l’amica nel locale per passare la notte con Nick, un chitarrista rock che proprio quella sera, suonava con la sua band. Questo atteggiamento le costerà un litigio con Carlotta e il disappunto dei genitori che la ritroveranno il mattino dopo, addormentata e ancora ubriaca, sulle scale dell’ingresso di casa. Arrabbiata e costretta dalle circostanze, Lelia affronterà in un violento litigio suo padre, minacciandolo di non presentarsi al concerto e fatte le valige andrà a stare da suo fratello. Sua madre Elena, sensibile alle emozioni della figlia, riuscirà a convincerla a non fare sciocchezze, mediando il difficile rapporto tra i due.
    3) Lelia, come promesso salirà sul palco, decisa a riscattare la scarsa fiducia riposta in lei, ma nel bel mezzo dell’ esibizione, le sue mani si fermeranno e come blocchi di cemento armato non riusciranno più né a suonare, né a muoversi. La notizia di quell’evento finisce su tutti i giornali e per Lelia e la sua famiglia, comincerà un lungo e tormentato periodo tra l’assedio dei media ed estenuanti visite mediche che non porteranno ad alcun risultato. Nessuno dei dottori consultati riesce a trovare una eziologia valida e una cura appropriata alla paralisi di Lelia. Ritenendo che il disturbo sia di natura emotiva, Elena, contro l’opinione del marito, si rivolgerà a un esperto psicologo, Alberto Parisi, suo vecchio amico, fin dai tempi dell’università, chiedendogli di aiutare la figlia a guarire. Carlotta nonostante i suoi sforzi, non riesce a trovare un modo concreto per aiutare l’amica che è sempre più depressa e infelice. Francesco si avvicina molto alla sorella, rafforzando il loro rapporto con confidenze che non aveva mai osato prima; gli rivela, infatti, di essere gay e di essere stato cacciato di casa per questo, da suo padre. Intanto, Nick, appresa la notizia dai giornali, riesce a mettersi in contatto con Lelia nel vile tentativo di sfruttare quell’amicizia per fini personali. Ottenuta la sua fiducia, la convincerà ad allontanarsi dalla famiglia e andranno a vivere insieme nel suo appartamento. Qui, lui scoprirà che la ragazza ha composto moltissime canzoni e che oltre ad essere una brava pianista, ha anche un grande talento nel comporre musica e nello scrivere testi. Sfruttando la situazione, ruba e modifica i suoi inediti per presentarli a un discografico in cerca di nuovi gruppi emergenti.
    4)….

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    • Se posso dire la mia, hai scritto troppo. Ti sei fatta traviare da Helgaldo, e ti sei persa. 🙂
      Guarda invece il suo secondo esercizio: serve una cosa semplice, lineare, che esprima in maniera evidente il conflitto. Non riempirla di personaggi e situazioni. La protagonista in che genere di conflitto è? Chi è l’antagonista? Cosa vogliono entrambi (perché è questo, il nocciolo di ogni conflitto)?

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