Storia in sei parole #27 – Parole intraducibili: Zweisamkeit


da Internet - http://sixwordstoryeveryday.com/
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Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

La parola di oggi è Zweisamkeit e mi pare che l’italiano non ne abbia una equivalente (dico bene, Lisa?). Significa “Solitudine a due”: non esiste termine che meglio descriva quelle coppie di fidanzati simbiotici, che perdono progressivamente ogni contatto col mondo esterno.

Ecco le mie sei: «Marcostanza: fidanzati siamesi meritano la crasi.»

Giocate con me?

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37 pensieri riguardo “Storia in sei parole #27 – Parole intraducibili: Zweisamkeit

    1. Allora se vogliamo sfruttare i numeri e la parola intraducibile utilizziamo i numeri amici (amicabili) o addirittura i numeri fidanzati! (La formula del professore di Yoko Ogawa è un libro che AMO). Quindi aggiungo: Promessi Sposi sono 48 e 75.

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        1. Ho solo preso spunto dai numeri e uniti con la parola intraducibile 😉 Tra l’altro La solitudine dei numeri primi non l’ho neanche letto. Di Yoko Ogawa ho trovato stupenti anche Hotel Iris e Profumo di ghiaccio; La casa della luce invece l’ho lasciato lì per riprenderlo in un momento diverso.

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  1. “Mai commentare i blog quando è ora di andare a letto”… è una di quelle regole di senso comune, un po’ come “non messaggiare l’ex-ragazzo da ubriaca”…
    ovviamente non seguo i miei stessi consigli.
    La parola è intraducibile, confermo, e mi fa venire in mente il detto “they are attached by the hip” che in italiano suona malissimo, sarebbe tipo “quei due sono attaccati all’anca”, ma son sei parole quindi vado con quelle. Se poi la notte porta consiglio ripasso a mente fresca!

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  2. Con due miei amici dell’università, a forza di dire Vale e Paolo, abbiamo creato la crasi Valepaolo. Un’altra amica, siccome sta da quindici e passa anni con uno che si chiama (o meglio, è chiamato) Lello, è diventata automaticamente “la Lella” anche se si chiama Sarah… quindi come vedi è un’abitudine comune! 😀

    Ora i miei raccontini! 😀

    Battisti e Mogol erano più intonati.

    Sembri un’attinia: staccati un attimo.

    Siete due vampiri che rubano energia.

    Platone: accidenti alla tua mezza mela!

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