Tutte le trame del mondo #8


Per il fine settimana, come sempre, faremo qualche esercizio di trama prendendolo dall’elenco esaustivo delle trame possibili. Vi ricordo che questo non è “Guarda che quarta” e quindi la trama andrebbe scritta per intero, finale incluso. Se volete aderire alla forma in tre atti, la trama dovrebbe essere scritta in cinque punti:

  1. Inizio della storia e impostazione del conflitto;
  2. Primo colpo di scena;
  3. Parte centrale della storia e confronto drammatico;
  4. Secondo colpo di scena;
  5. Finale della storia e soluzione del conflitto.

La trama di oggi è “il truffatore viene truffato“; un esempio potrebbe essere Rischiose abitudini (Jim Thompson) oppure La stangata: non è un libro ma rimane un ottimo esempio.

Buona scrittura.

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13 pensieri riguardo “Tutte le trame del mondo #8

  1. L’allegria nella cittadina di Borgosole è minacciata da ripetuti furti di biciclette: che siano legate a un palo, a un albero e persino chiuse in cantina prima o poi spariscono.
    Quando la bicicletta da corsa di Ginetto viene rubata, il ragazzino scaltro e affezionato al velocipede che era appartenuto al bisnonno, non si dà per vinto e decide di indagare.
    A nessuno in realtà è sfuggito il dettaglio che le rapine sono aumentate da quando in città ha aperto MikeBike, un negozio per ciclisti all’avanguardia che promette lucchetti inespugnabili in regalo a chi compra i mezzi più costosi, che, pare ovvio, non tutti possono permettersi. Il vecchio emporio di biciclette, di proprietà di Azelio Bonaventura, dove tutti hanno comprato la prima biciclettina con le rotelle non può competere e da quel giorno i suoi introiti arrivano quasi unicamente dalla vendita di camere d’aria, a chi ha bucato.
    Ginetto non ci sta, è sicuro che Mike sia il responsabile ma non ha alcuna prova.
    A nulla valgono i continui appostamenti, anche notturni: Mike trascorrere le sere in casa, davanti alla Tv con la moglie e i figli, pare irreprensibile.
    Evidentemente avrà dei collaboratori, ma pare impossibile scoprire chi siano. Ginetto, appiedato e triste, si allea con Azelio, dà fondo alle sue mance, con disappunto dei suoi genitori, convince i compagni di scuola a fare altrettanto e partecipa all’acquisto di due biciclette spaziali da un importante fornitore giapponese, una novità assoluta, che Azelio espone in vetrina, dopo aver montato un sofisticato sistema di allarme nascosto sotto il sellino, collegato con la polizia locale.
    Dopo pochi giorni le due bici vengono rubate, il telefono del commissariato squilla, e l’intera squadra di polizia in forza a Borgosole si reca nel luogo dove proviene il segnale: il garage di Mike, dove suo cugino sta già verniciando le biciclette giapponesi rubate.

    Mi pare adatta più a Topolino con Manetta e Basettoni, che a De Sica, ma questo è il mio contributo. Un bacione

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  2. Nel ventiduesimo secolo il petrolio è finito e tutti usano solo biciclette, per muoversi: di conseguenza il loro furto è diventato un reato gravissimo. Paolo vive in periferia, rubacchiando vecchie bici scassate che rivende a poco prezzo al Clan Rosa, il gruppo criminale che controlla la città.

    Tutto fila liscio fino al giorno in cui rubano la nuovissima, costosissima e ancora intonsa bicicletta al sindaco: la polizia si presenta a casa dell’incolpevole Paolo solo perché una videocamera lo ha ritratto nei pressi della casa del primo cittadino qualche minuto prima del furto.

    Paolo viene così sbattuto in prigione dove conosce V3rm1n, un hacker dedito più alle droghe che alla consolle. con l’aiuto di un terminale portatile che V3rm1n tiene nascosto in cella, Paolo scopre che il sistema di monitoraggio video della città è fasullo e serve a coprire le malefatte del Clan Rosa, il cui misterioso capo è proprio il sindaco. Paolo decide di fargliela pagare, registrando uno dei colpi per rimandarlo sulla rete digitale cittadina. Quando ha ottenuto il video, però, scopre che il capo del Clan Rosa si vede solo di spalle e non è chiaro che sia proprio il sindaco.

    Decide di smascherarlo ottenendo una confessione: con V3rm1n come testimone si reca nell’ufficio del primo cittadino facendo finta di volersi dichiarare colpevole e voler restituire la bici. Al suo cospetto mostra il video cercando di incastrarlo; V3rm1n si defila, dicendo che lui non ha intenzione di registrare la confessione del sindaco ma che è fedele al Clan Rosa – e soprattutto alla droga che gli daranno gratis d’ora in avanti -. Il sindaco ride di gusto, dicendo che non sarebbero mai riuscito a incastrarlo, che tanto la bici non era stata rubata ma era un regalo per la sua amante senza che la moglie avesse sospetti.

    Paolo guarda V3rm1n, che fa segno di no con la testa. Il sindaco si alza dalla scrivania e si avvicina minaccioso a Paolo che urla per una inutile difesa; in quel momento la polizia entra. Il sindaco dice di ammanettare Paolo e di sbatterlo nel braccio della morte, ma i militari ammanettano il sindaco. V3rm1n allarga le braccia e fa un sorriso radioso: “Allora la trasmissione in diretta ha funzionato davvero. Non c’ero mai riuscito, prima.”

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      1. Sì, per ora sono in Puglia, a casetta mia.
        Lasciando il lavoro e guardando a altro, ho ripreso anche a bloggare (nel senso di leggervi con più assiduità). Non so quanto durerà (io spero sempre, ma vorrei anche un nuovo impiego XD) però per ora è così^^

        Moz-

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  3. Nella zona universitaria di Bologna il furto delle biciclette è ormai una brutta esperienza in cui si incappa almeno una volta nella vita e questo se sei fortunato. A Francesco, pony express ecologico dopo aver perso il lavoro nella ditta in cui lavorava da vent’anni, era già successo cinque volte. Aveva comprato tutti i lucchetti più costosi, aveva usato le bici più vecchie e meno appetibili per i ladri, ma era stato tutto inutile. Davanti al furto della sua bici per la quinta volta aveva definitivamente perso la pazienza e aveva deciso di correre al riparo in via definitiva.
    Sfruttando la sua esperienza di ingegnere elettronico e informatico del suo primo lavoro decise di inventare un dispositivo da installare su qualsiasi bicicletta e che consentisse non solo di ritrovarla ma di rendere inoffensivo il ladro. Avrebbe potuto anche brevettare il dispositivo, venderlo a qualche azienda del settore e diventare ricco. Il suo sogno era smettere finalmente di lavorare arrancando per arrivare a fine mese e in attesa di una pensione che i governi gli posticipavano di anno in anno con leggi sempre più inique.
    Ma i sogni, si sa, muoiono all’alba e il dispositivo inventato da Francesco era difettoso: una volta installato sulla bicicletta, in caso di furto, potevi attivarlo per ritrovare la bici, ma il segnale dopo mezz’ora causava una deflagrazione non tanto potente da causare una strage, ma sufficiente a uccidere il ladro.
    Questa terrificante scoperta Francesco la fece testando il dispositivo sul malcapitato ladro di bici che aveva lasciato apparentemente incustodita per dieci minuti.
    Allo scoppio e alla morte del ladro Francesco era scappato disperato e si era nascosto in casa impaurito in attesa di essere arrestato. Ma dopo giorni nessuno venne ad arrestarlo, anzi fu contattato dai servizi segreti di una potenza straniera che lo assoldò per studiare il suo fantastico dispositivi antifurto, o forse meglio dire anti ladro. Francesco divenne ricco e dopo qualche anno si ritirò alla Bahamas. Sembra che a Bologna nessuno abbia più il coraggio di rubare una bicicletta.

    P.s. Scritta di getto e senza troppe pretese

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  4. Allora, mettiamola così: giuro che ci provo tutte le volte e solo in casi sporadici mi viene fuori qualche passabile trama.
    E mi trovo con tanti primi punti avviati e i restanti mollati per fantasia assente.
    Invidio la vostra cavalcante capacità di organizzare idee e storie in uno schiocco di dita.
    Siete bravissimi. 🙂

    Buona domenica, Michele!

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    1. Suggerimento:
      A volte le storie si costruiscono a ritroso. Il conflitto è più o meno insito nella trama, dunque non resta che decidere come sia andata a finire. Poi bisogna domandarsi: perché è andata così? Di causa in causa, si risale fino all’inizio della catena dove si trova quella scatenante, che sta tra il primo e il secondo punto.

      Buona domenica anche a te 🙂

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  5. Perdonate lunghezza errori e tempi dei verbi, ed anche la ‘leggera assurdità’ della cosa, in effetti sostituendo qualche nome qua e la forse potrebbe quasi tornare serio! 🙂
    Esercizio divertentissimo da provare a fare però!

    Il giovane Xylpitz, è cresciuto nei bassifondi di Trebaseleghe, dove la vita non è così facile come la si dipinge.
    E guarda caso, Xylpitz dipinge, per vivere.
    Fa parte di una banda Xylpitz, i “warda che mona”, che terrorizzano il centro città.
    Xylpitz sa che l’attività principale della banda è la ricettazione di biciclette, che frutta alla banda un sacco di soldi insieme al commercio di pannetti per i freni posteriori sinistri di contrabbando, i più ricercati sul mercato.
    Lo sa perché Xylpitz dipinge le biciclette che la banda acquista dai giovani ladruncoli di Trebaseleghe.
    O almeno così è indotto a credere fino ad una sera in cui, dovendo finire una vecchia Olmo del 1955, fa tardi, ma inforca comunque la sua bici e si avvia verso casa attraversando il centro ad un orario per lui inusuale.
    C’è però vita, agitazione nel centro.
    Si sta tenendo un asta.
    Grandi macchine, donne ingioiellate ed uomini eleganti che fumano sigari fanno un po’ girare la testa a Xylpitz che si ferma, a fianco dell’ingresso della casa d’aste.
    Stasera saranno venduti tre schegge di legno di una porta di caffetterie di Calcutta su cui c’era un murales Bansky e due biciclette Xylpitz.
    Il giovane è esterrefatto quando uno degli astanti, appena arrivato, lo nota, o per meglio dire, nota la sua bicicletta ed esclama
    “Hey, ma quella è una Xylpitz!”. tutti si girano, fra i tanti si riconosce il Bepi, il suo capo, tutto vestito elegante.

    Il giovane pedalerà come un pazzo per distanziare la folla che lo rincorre, correrà verso Bigolo, Fossalta, Rustega .. fino a non ricordare nemmeno più le strade prese nella notte.
    Pedalare e pedalare solo questo aveva in mente il giovane sconvolto.
    Ritornerà il giorno seguente, sotto sera, verso Trebaseleghe, intenzionato ad andare dal Bepi, il capo, per chiarire la cosa.
    Avendo capito come e quanto era stato sfruttato vuole affrancarsi dai “warda che mona”.
    “Non chiederò nemmeno soldi” pensò fra sé, “tanto sono famoso, mi rifarò”.
    Voleva solo essere libero.
    Arrivato a casa però, scopre che estranei sono entrati in casa sua, ed oltre aver frugato ogni cosa, hanno rapito Silvestro, il suo canarino giallo (Xylpitz ha un pessimo senso dell’umorismo)
    Al posto del canarino, nella gabbia c’è un foglietto con, tenuta da un pezzo di scotch, una remigante gialla.
    Sul foglietto c’è scritto solo “tre margherite ed una tonno e cipolla”
    è il foglietto dell’ultima pizzata che ha fatto con Sego, Linda e Piòt, i suoi amici d’infanzia.
    Ma Xylpitz capisce lo stesso il messaggio dalla piuma: se non si piegherà alla banda, sarà Silvestro a pagare.

    Xylpitz mette in tasca il foglietto ma decide di rivolgersi alla polizia, dove però viene arrestato, perché Bepi ha depositato una denuncia contro di lui per l’omicidio di Xylpitz l’artista e per il furto di una bicicletta Xylpitz (che dovrebbe essere quella su cui ancora pedala dal giorno prima).
    Non riesce a dimostrare di essere lui Xylpitz perchè all’anagrafe risulta registrato come Ztiplyx a causa di un impiegato con una forte dislessia.
    Allo stesso modo non esistendo prova ne dell’esistenza in vita, né della morte di Xylpitz l’artista, non viene condannato per l’omicidio.
    Xylpitz comunque finisce in galera per furto, dove pochi giorni dopo gli viene servito Silvestro arrosto per pranzo.
    Dopo quattro anni esce, quando gli riconsegnano i suoi averi, nella tasca c’è ancora il biglietto con la piuma di Silvestro.
    Ad attenderlo all’uscita c’è Bepi.
    Bepi vuole che Xylpitz riprenda a dipingere, non lo riconoscerebbe come l’autore ma gli darebbe una piccola parte dei soldi, altrimenti…
    Se ne va lasciandogli una foto di Bip Bip, il suo vecchio Coyote, presa nel cortile della casa dei suoi, casa da cui si era allontanato 8 anni prima.
    “Ricordati Silvestro” gli dice Bepi.

    Xylpitz si piega a Bepi, ma il vecchio foglietto in tasca gli dà un’idea e contatta i suoi 3 vecchi amici.
    Di fronte ad una nuova pizzata (2 margherite una cozze e pinoli ed una cipolle e tonno, ed ancora tutti si chiedano come mai Linda avesse cambiato gusto) si accordano per rendere pan per focaccia a Bepi.
    Linda ora è una nota gallerista internazionale.
    Sego è un avvocato di successo che lavora in olanda.
    Piòt taglia l’erba ogni due domeniche, nel giardino di Bansky
    I tre grazie a Piòt, contatteranno Bansky e Linda si presenterà da Bepi con Bansky ed una “bicicletta Bansky”.
    La donna sfruttando i contatti da gallerista riesce a far ottenere a Bepi delle valutazioni da capogiro per la bici dal Prado, dal Guggenheim e dal Museo della bicicletta a rotelle di Amsterdam.
    Alla fine decideranno di istituire un asta in olanda, dove Bepi avrebbe messo all’asta la bici.
    Per il trasporto Bansky chiede a Bepi di occuparsi della sicurezza e di portare la bici in olanda con il suo aereo privato.
    Viene organizzato un grande evento all’aeroporto internazionale di Trebaseleghe per la partenza della Bici, alla presenza della Rai, della BBC e di un paio di tv parrocchiali.

    Ma Bansky aveva dipinto la bici coprendo una Xylpitz con una vernice speciale che svanisce se portata oltre il 4532 metri di altezza.
    Durante il volo la “bicicletta Bansky” torna ad essere una nuovissima Xylpitz.
    Sego si fa trovare in Olanda ad attendere Bepi con la polizia e la denuncia di Bansky per il furto della bicicletta.
    Xylpitz viene riconosciuto come ancora vivo, e per l’artista che realmente è.
    Bepi viene processato in olanda per furto di opere d’arte, e cosa ben più grave (in olanda), furto e ricettazione di biciclette e tutti i suoi beni vengono sequestrati.
    Al termine Bansky e Xylpiz lavoreranno insieme, Bansky dipingerà i murales e Xylpiz, abituato alle canne delle bici, dipingerà le grondaie dei palazzi a fianco dei murales.

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