Tutte le trame del mondo #9


Per il fine settimana, come sempre, faremo qualche esercizio di trama prendendolo dall’elenco esaustivo delle trame possibili. Vi ricordo che questo non è “Guarda che quarta” e quindi la trama andrebbe scritta per intero, finale incluso. Se volete aderire alla forma in tre atti, la trama dovrebbe essere scritta in cinque punti:

  1. Inizio della storia e impostazione del conflitto;
  2. Primo colpo di scena;
  3. Parte centrale della storia e confronto drammatico;
  4. Secondo colpo di scena;
  5. Finale della storia e soluzione del conflitto.

La trama di oggi è “la Morte” oppure, a scelta, “la Morte come McGuffin“.  Per cosa sia un McGuffin, potete leggere qui; io posso solo dirvi che è un marchingegno che serve per prendere i leoni sulle montagne Adirondack. Nel primo caso abbiamo una trama che affronta una morte lenta o una esecuzione, con il condannato che cerca un’assoluzione oppure vendetta nei confronti del mondo. Nel secondo caso, semplicemente, muore la persona “sbagliata”.

Esempi potrebbero essere nel primo caso La morte di Ivan Il’ič (Lev Tolstoj); nel secondo Colpa delle stelle (John Green).

Buona scrittura.

015-se-una-notte-dinverno-un-viaggiatore-muore

 

Annunci

24 pensieri riguardo “Tutte le trame del mondo #9

  1. L’erede al trono del Regno del Cielo intraprende un viaggio per conoscere le terre del padre. È inverno e il freddo, unito alla sua cagionevole salute, gli procurano una brutta malattia. Una mattina, nel gelo della stanza dove s’è spenta la stufa, viene trovato morto. Il Re giura che punirà l’autore o l’autrice del gesto, e le guardie vengono sguinzagliate per tutto il Regno a caccia dell’unica colpevole possibile: la Morte.

    Durante il processo, il cui giudice supremo è un affranto Re, la Morte si difende dicendo di aver fatto solo il proprio dovere. La Morte viene condannata.

    Nelle segrete del palazzo, la Morte ripercorre i fatti. Non è lei certo l’unica coinvolta: anche il Caso, la Malattia e l’Incoscienza hanno avuto la loro parte. Nessuno è responsabile, o meglio, nessuno vi si sente. La Morte si sente vittima di un’ingiustizia, profondamente convinta di star pagando per le colpe degli altri: dopotutto, lei è solo un burocrate che fa il proprio lavoro. Ha dovuto raccogliere il frutto di azioni compiute da altri. Frutto che, solo incidentalmente, coincide con un crimine.

    Forte di tutto ciò, chiede un incontro con il Re per ottenere la grazia. Che, però, il Re nega. Il giorno dell’esecuzione la Morte si presenta al patibolo incappucciata con la propria divisa d’ordinanza. Senza di lei, promette, la vita degli uomini non sarà degna d’esser vissuta. Il boia ride e fa scendere la lama. In tutto il Regno si scatena la festa.

    Nessuno, nel Regno, muore più. I nonni non lasciano il posto ai nipoti. Gli avi si arrogano diritti guadagnati in secoli di esistenza e lasciano sempre meno briciole alle nuove generazioni. Nessuno, dopo anni innumerevoli, riesce più ad trovare una qualsiasi novità e la Noia impazza. Il sovrano, stremato da giorni senza tregua e senza fine, comprende il proprio errore: che senso ha vivere se alla fine non si muore?

    Liked by 5 people

  2. Io oggi sto talmente sul pezzo che in pausa pranzo sono corsa in agenzia di viaggi a fare un biglietto del treno al volo che l’Orso domani deve andare a Roma a un funerale, tema morte ecco, con diversi conflitti: dilemma andare/non andare, orario 11 del mattino, il pomeriggio sarebbe stato più comodo, troverò posto e a che prezzo? Italo o Freccia rossa? Perchè gli altri fanno tutto on line e noi no?

    Mi piace

    1. Tocca anche a me dire: “Non è colpa mia”. La D di death è una delle prime e ho riunito due trame in un unico post. Saltare non mi pareva il caso. Da venerdì prossimo speriamo che le cose girino meglio per tutti, soprattutto nella vita.

      Mi piace

  3. Ogni notte d’inverno un viaggiatore muore, è un dato statistico. Ma se per tutto un mese d’inverno nessun viaggiatore, in nessuna parte del mondo muore? Un tesista in statistica se ne rende conto, all’improvviso. Com’è possibile? La morte notturna del viaggiatore è stata rubata? Pare di sì, perché sono aumentati, per tutto il mese, le morti dei viaggiatori diurni, in media uno di più al giorno. Ma come si fa a rubare una morte o, meglio, a trasferirla? E a quale scopo? Quale viaggio o viaggiatore notturna così importante si vuole proteggere?

    Liked by 1 persona

  4. Nel paese di Bengodi dalla notte dei tempi tutti vivono nell’ozio e nell’agio e nessuno muore più, tutti cercano di entrarvi e ottenere la cittadinanza.
    Il sovrano di Bengodi è molto preoccupato per la piega che stanno prendendo le cose nel suo regno perché c’è il rischio di sovraffollamento e la riduzione del benessere per tutti, così decide di far ergere altissimi muri in modo che nessuno possa entrare impunemente.
    Decide anche di non concedere la cittadinanza a nessuno almeno per tutto il successivo inverno.
    Ma una notte d’inverno uno strano viaggiatore bussa alla porta del sovrano: è la Morte che ha deciso di ritornare a visitare il paese di Bengodi e indispettita dall’atteggiamento dei suoi abitanti comincia la sua visita proprio dal suo sovrano, il quale impaurito dalla Morte la scongiura di risparmiarlo e in cambio gli offre la vita di tutti i suoi abitanti. La Morte accetta e prende la vita di tutti gli abitanti del paese che in fondo hanno goduto abbastanza in vita loro.
    Al sovrano, rimasto solo, non resta che aprire le porte a tutti coloro che hanno ancora voglia di entrarvi, ma da quando la Morte è rientrata a Bengodi sono in pochi adesso a volerne far parte.

    Liked by 2 people

  5. Grazie. Mi hai insegnato un termine nuovo, mcGuffin.
    Non disturbando Hitchcock, mi ricordo degli episodi di “Camera café “. Ora forse, lo farò con un occhio più attento. L’inquadratura attraverso la macchinetta del caffè, la trovo geniale. 😀

    Mi piace

  6. Mi sono venute in mente due storie su come usare un mcGuffin.
    Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, però te le posto più tardi.
    Poi casomai, se non ho centrato bene il senso, ne parleremo.
    Devo solo adattarle al tema “morte” perché non hanno molto a che vedere.
    Alle perse le posto in un altro momento.
    Mi ha divertito scrivendole. 🙂

    Liked by 1 persona

  7. Non ha niente a che vedere col tema della morte, però credo possa interessante per aver utilizzato un mcGuffin. Almeno spero.
    Un oggetto è il centro dell’azione.
    L’altro testo ha sia la morte come argomento, che un mcGuffin.
    Intanto leggi questo.

    Mi piace

  8. Vanni era un sessassantenne ancora arzillo. Fisico asciutto, ancora attivo nei campi. Solo la chioma bianca e le rughe più accentuate tradivano la sua età. Per il resto era rimasto un giovanotto, non stava fermo un attimo. Quarant’anni di matrimonio alle spalle con Cecilia, moglie esemplare e madre dei suoi tre figli.
    Sempre uniti, poche scaramucce. Ultimamente però la moglie non provava più il suo stesso interesse fisico.
    L’unico momento piacevole era quando tirava fuori la sua pipa e si metteva a fumare di nascosto dalla moglie.

    L’atmosfera tra i due si era freddata, nonostante ora vivevano soli, visto che i figli si erano costruiti una vita con le loro rispettive consorti. Avrebbero avuto più tempo per loro, ma non lo sfruttarono.
    A dare movimento alla monotonia, arrivò Anna, amica di Cecilia che passò a trovarli. Mentre era affacciato alla finestra a fumare la pipa, la vide arrivare.

    Subito spense la pipa, la lascio freddare un attimo e la misi alla meglio nella tasca dei pantaloni. Non vedeva l’ora di dare il benvenuto all’amica di sua moglie. E che amica.
    Anna cinquantenne ben portati, occhi verdi, capelli rosso fuoco come le sue guance dopo averla vista.
    Dopo le presentazioni, Anna si accorse che Vanni era eccitato. In realtà lo era, ma lei non sapeva che aveva la pipa in tasca visto che poi, per non farla cadere e per non farsi accorgere dalla moglie, l’aveva sistemata bene.
    Lei rimase impressionata che un uomo, non più giovanissimo avesse ancora questa virilità.
    La cosa non le dispiacque, anzi cerco di farsi notare ancor più, anche se aveva già fatto breccia in Vanni.
    A lui non sembrava vero che una donna così affascinante stesse al gioco della seduzione.
    Fatto sta che si ritirò nel suo studio, appoggiò la pipa sulla scrivania come un trofeo visto che l’aiutò molto nella conquista delle attenzioni di Anna.

    La moglie lo chiamò, saltò come una molla.
    Doveva andare in paese a far la spesa e poi dal dottore.
    Gli disse di badare alla casa e di aiutare Anna se ne avesse avuto bisogno, tanto lei avrebbe fatto presto.
    Non gli parse vero rimanere da solo con quella donna.
    Salutò la moglie.
    Si sistemò i capelli, i vestiti, si mise il profumo e chiamò Anna nel suo studio. Non prima di aver messo la pipa in tasca.

    Oramai erano soli, si capiva che erano attratti l’uno dall’altro.
    Lei notò di nuovo la sua virilità, anche se aveva una forma un po’ strana.
    All’improvviso entrò la moglie che stava per dire che aveva lasciato le chiavi.
    La scena fu delle più buffe.
    Più che arrabbiarsi la moglie disse che non lo aveva più visto così esuberante e dotato.
    Cecilia si avvicinò e vide la pipa penzolare dalla tasca dei pantaloni e capì che era tutto fumo ( e niente arrosto) , lo stesso fumo che faceva quando fumava di nascosto, solo aria.
    Gli diede la pipa in testa, mentre Anna rideva ripensando alle finte doti fisiche di Vanni.

    Liked by 2 people

    1. Il fornello delle pipa scalda parecchio: non so se avrei mai avuto il coraggio di infilarmelo in tasca 🙂

      Tecnicamente: quella è una pipa, non un McGuffin. Il McGuffin non è mai esplicitato, neppure alla fine del libro: tutti i riferimenti devono essere oscuri e ogni lettore dev’essere libero di farsi un’idea propria. Per rendere la pipa un McGuffin dovresti togliere tutte le parole “pipa”; al limite potresti dire che è caldo (anche se funzionerebbe meglio in inglese, giocando sul doppiosenso di ‘hot’ che nel contesto sarebbe efficace), ma mai che sia una pipa.

      Liked by 1 persona

      1. Ecco, grazie. Vedi che avevo bisogno di parlarne?
        Non ero sicura che fosse corretto.
        Diciamo che ho svelato il mcGuffin.
        Comunquemi piace troppo questa cosa. Forte!

        Mi piace

      2. La cosa più divertente è stato scriverlo e immaginarmi la scena.
        In effetti la pipa rimane calda per un po’. Volendo si potrebbe aggiungere che si bruciacchio. 😀

        Mi piace

Lasciare un commento è sempre una buona idea!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...