Biblioteca Scarparo #10


 

Tiriamo il fiato e stacchiamo dalle storie in tre atti, distillate dal nostro elenco di trame, e torniamo a giocare con le quarte di copertina. La regola è semplice: dato questo titolo della ormai famosissima Biblioteca Scarparo, produrre una quarta di copertina. Vi ricordo che in genere il testo è lungo un migliaio di battute (spazi inclusi) e che dovrebbe contenere la storia fino a poco alla deflagrazione del conflitto. Gli ingredienti principali dovrebbero essere una minima introduzione dei protagonisti e dell’ambientazione, insieme a una spruzzata di marketing che guidi il lettore nella decisione se questo libro sia di un genere che gli possa essere gradito.

Buona scrittura.

 

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20 pensieri riguardo “Biblioteca Scarparo #10

  1. Te lo dico, Michele, il venerdì di part time la biblioteca Scarparo è un casino perché da me c’è il mercato e arrivo tardi con lo svolgimento.
    E se non apro io le danze gli altri tutti a fare tappezzeria.
    Arrivo, eh, scrivo e posto il commento che la mia 4^ lo elaborata tra e bancarelle.
    (Avrò fatto una spesa del cavolo)

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    1. La Biblioteca Scarparo rimane lì, a portata di mano, per tutto il fine settimana. Non ha data di scadenza e rimane buona anche dopo che qualche altro post l’ha scalzata dal posto d’onore in home page.
      Tutti abbiamo un sacco di cose da fare e io per primo non sono ancora riuscito a scrivere nulla (ci stavo provando proprio in questo istante). 🙂

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  2. Juliette Blancnil ha un delizioso negozio di articoli da regalo in Bretagna dove impacchetta anche articoli acquistati altrove. Un giorno si presenta da lei Monsieur Pierre Mesnil con una montagna di detriti e materiale da compostaggio che intende far confezionare, Juliette non può rifiutarsi: il cartello in vetrina parla chiaro, lei è la regina dei pacchetti, non teme nulla, neppure le forme più strampalate.
    La montagna – che Mesnil si affretta a dichiarare poteva essere pure più orripilante – è destinata a Monsieur Lagrande da sempre nemico numero uno in affari di Mesnil.
    Così l’incantevole negoziante si vede non solo costretta a maneggiare quella ratatouille, ma anche e soprattutto ad avere a che fare regolarmente con il burbero Mesnil che non perde occasione di andarla a trovare. Il contrasto tra il carattere di lui e di lei è stridente ed è apologia dei classici lati opposti che parrebbe si attraggano. Tra schermaglie amorose, nastri, carte luccicanti e fiocchi quello che sta nascendo sotto gli occhi di tutti nell’allegro paesino di pescatori non è definibile. Forse la relazione tra Juliette e Pierre, di cui tutti parlano, è la prova che in guerra e in amore tutto è permesso, o forse soltanto un’illusione cullata dalle onde del golfo di Morbihan.
    La cultura bretone così fiera e unica fa da sfondo a un romanzo insolito dove l’amore è solo una delle sfumature narrate, con incredibile ironia e tocchi di rara eleganza.

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  3. Tommaso è un bambino autistico che vive le proprie avventure in un mondo che sembra andare alla rovescia ma che invece, a ben guardare, funziona esattamente come il nostro. Sarà proprio lui, chiuso in un universo inaccessibile, a capire quale sia il motivo per cui la montagna si è nascosta sotto uno strato di carta: il cuore pulsante del monte sta cercando di proteggere sé stesso e i ghiacciai che lo adornano dalle ferite inferte dall’uomo. Saprà lottare contro l’incipiente riscaldamento che rischia di rovinare il monte per l’eternità? Un romanzo che esplora un nuovo modo di sentire ambientalista, ribaltando la famosa fiaba di Rodari “Giacomino di cristallo” per frenare lo scempio del surriscaldamento globale innescato dall’industrializzazione selvaggia.

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  4. Ogni martedì, Luigi va a trovare in ospedale Stefano, l’amico convalescente che, in seguito a un incidente con la moto, ha subito una delicata operazione. Entrambi provengono dalla desolante realtà dei quartieri periferici di Napoli, dove lo spaccio è l’unico modo per fare soldi e il coprifuoco è la soluzione più utile per difendersi dalla delinquenza notturna. I due ragazzi hanno un sogno: rifuggiarsi in un paese di montagna e aprire una scuola per prendere il brevetto di guida alpina. Il loro progetto, tuttavia, sfuma di fronte a ben altre evidenze: il padre di Luigi è in carcere, accusato di evasione fiscale, mentre la sorella di Stefano smette di lavorare come cameriera in un bar per prendersi cura della madre obesa, che da anni ormai giace inattiva su una poltrona. Ogni volta che Luigi entra nella stanza d’ospedale, porta con sé un involucro ben confezionato contenente la foto di una montagna, allo scopo di tenere sempre vivo il desiderio mai sopito di evasione e di libertà coltivato con l’amico.
    Il romanzo è duro, toccante ed è ricco di colpi di scena. Ambientato in una Napoli inedita, diversa da come noi la immaginiamo, racconta con vivida lucidità lo spaccato di una generazione di giovani idealisti che, nonostante le delusioni e i sogni infranti, continua a lottare, sperare e ad amare con forza la vita.

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  5. E’ sempre tutto troppo difficile per Asia: girare una frittata senza romperla, superare un esame, conquistare un ragazzo, salire in ascensore senza farsi venire un attacco di panico. Incartata in un bozzolo di incertezze e paure, la sua vita assomiglia ogni giorno di più a una montagna su cui tenta, inutilmente, di inerpicarsi. Un giorno, mentre ricerca su internet la destinazione adatta per trascorrere le imminenti vacanze natalizie, si imbatte in alcuni articoli di giornali che parlano di donne che le montagne le hanno realmente scalate. E’ in quel momento che un’intuizione la guiderà a prendere una decisione destinata a cambiare per sempre la sua esistenza. La montagna incartata, narra dell’avventura di una giovane donna disposta a lasciare a valle le insicurezze, pur di raggiungere le vette più alte del coraggio e della libertà.

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  6. Tommaso è cresciuto in un mondo protetto. Piccolo, sottopeso e sempre raffreddato. Passa le giornate su internet. si iscrive a un MOOC, un corso di ingegneria biomedica, prende la laurea con il massimo dei voti. Chattando con gli studenti del corso conosce un gruppo di pastori che si sono iscritti al solo scopo di risolvere un problema che impedisce di portare a valle le pecore che in estate pascolano sui monti. Le conifere di quel cocuzzolo sono state infestate da bruchi geneticamente automodificati. Dopo aver mangiato la vegetazione, il loro apparato digestivo rigetta striscioline di carta verdognola dall’odore di muschio che stanno incartando la montagna, coprendo le strade, impedendo l’accesso alle vie di comunicazione. I pastori chiedono al ragazzo di studiare una soluzione, per farlo dovrebbe raggiungerli sul monte. Lui, fra starnuti e colpi di tosse rifiuta. I pastori lo rintracciano, lo rapiscono, lo legano con le robustissime strisce di carta e lo portano lassù, dove i bruchi voraci si sentono sempre più a casa loro.
    La storia racconta di due mondi: quello cittadino di Tommaso e quello rurale dei mandriani, che sembrano parallele incomunicabili, ma che per il bene del pianeta si uniscono per trovare una soluzione brillante che possa salvare capre, mantenere cavoli, conifere ed ecosistema. Una storia che insegna a rispettare anche chi sembra voglia invaderci, perchè ogni essere vivente può aiutare il pianeta a modo proprio.

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