Storia in sei parole #32 – Parole intraducibili: Mauerbauertraurigkeit


Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

La parola intraducibile di oggi è mauerbauertraurigkeit. Di sicuro è anche indigitabile e, con buona probabilità, impronunciabile pure dai tedeschi, a meno di non farsi venire la raucedine; sfido pubblicamente Grilloz a mandarmi un file audio in cui ne registri la pronuncia e, poi, dimostri di non essere diventato afono. Prima di scrivere il significato di questa roba parola vorrei segnalarvi che una delle parole intraducibili, Schadenfreude, è stata usata dalla Gazzetta dello Sport, con tanto di spiegazione per qui pochi che non seguissero questo blog.

Dunque, dicevamo mauerbauertraurigkeit (spero di averla scritta giusta, perché è la terza volta che faccio copia-incolla): significa quella inesplicabile urgenza di allontanare le persone, anche quelle più care. A volte è solo una tentazione, ma ci sono persone che invariabilmente rovinano i rapporti proprio con chi è loro più vicino: credo, ma ci vorrebbe uno psicologo, che sia per la necessità di far auto-avverare una di quelle premonizioni che suonano tipo: “Vedi? Nessuno vuole starti vicino”.

Ecco le mie sei: «Abbandonami. Se rimani, te ne pentirai.» 

Giocate con me?

EDIT: Grilloz ha gentilmente fornito un file audio per ascoltare come si pronunci. Se volete sentire (e se volete sentire la voce di Grilloz!) cliccate qui.

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75 thoughts on “Storia in sei parole #32 – Parole intraducibili: Mauerbauertraurigkeit

  1. Grilloz però non è tedesco 😛 Comunque questa è facile, ti inegno il trucco: basta spezzare la parola nelle sue costituenti: Mauer-bauer-traurig|keit (ho separato traurig dakeit perchè pur essendo un’unica parola la si pronuncia come fosse spezzata). Letteralmente la tristezza del costruttore di muri
    Pronuncia questa invece: toilettenbürstenbenutzungsanweisung 😀

    Tornando a noi:
    Costruisco le mura della mia prigione.

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  2. Apro la porta, e vai via.

    Vorrei tanto vederti, ma resto qui.

    Ho bisogno di stare con me.

    Mi togli l’aria: lasciami sola.

    Voglio respirare in pace: vai via.

    Se mi ami, accetta questo silenzio.

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      • Intendevo che quello descritto nella mia mini-storia è il tipico atteggiamento dei personaggi dei manga (non starmi vicino perché ti creerò solo problemi… e cose del genere).
        Non c’entra nulla con il tedesco, nemmeno io lo conosco minimamente 🙂

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        • Grazie del chiarimento Elisa. (Però non sono d’accordo, non trovo affatto che si possa definire un “tipico atteggiamento dei personaggi dei manga”).

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          • Io ne ho letti un po’ (anche se adesso ho praticamente smesso) e mi sembrava che ci fosse spesso il tipo figo con la maledizione che diceva alla sua lei di stargli lontana perché non voleva farle del male… O viceversa a parti invertite. Ovviamente, non succede solo nei manga e non succede in tutti i manga, ma mi erano venuti in mente un paio di personaggi del genere, quando ho letto il tema del racconto.
            Vabbè, chiuso il discorso sui manga 😉 Comunque non era per screditarli, piacciono anche me.

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  3. Ne conosco uno che, quando gli serve, litiga ferocemente per qualsiasi cavolata a tiro, con tutti i presenti. Poi si chiude nel suo salotto…e si guarda la partiva senza nessuno che lo disturbi. Idem quando vuole evitare pranzi e cene coi parenti. E gli altri ci cascano sempre! 😉

    Derby. Serve una scusa per litigare.

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  4. Ma Grilloz ha una voce bellissima! Io lavoro quasi tutti i giorni con i tedeschi finti = quelli di Bolzano che vorrebbero rifondare l’impero austrungarico asburgico. Sto in mezzo a pronunce assurde sempre, uh a scrivere sempre mi è venuta in mente una scemata in tedesco, che ho studiato x 5 anni. Allora compito in classe, insegnante nazi, alunni che dicono
    Die Studenten sind immer da = gli studenti sono sempre qua
    poi aggiungevamo, no, non significa che siamo sempre qua ma che siamo nella m….
    Scusate a me fa ridere un sacco.

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  5. Buon pomeriggio a tutti. 🙂
    Io adoro il tedesco. L’ho studiato alle superiori e poi, ho continuato per altri due anni da sola. Mi diverte scomporre le parole composte e scoprire che non c’è nulla di impronunciabile. Se non mi credete, provate a ragionare con l’arabo e ne riparliamo. :-p
    La parola di oggi, me la sento sulle spalle. Io ho bisogno di periodi di silenzio, di isolamento, dove la presenza degli altri diventa un frastuono insopportabile.
    Ho chiacchierato per un quarto d’ora e di storia in sei parole, niente. Torno più tardi.
    Bacioni sparsi.

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  6. Ciao Iara. Io ti capisco. Adoro le lingue e le studio tutt’ora. Capisco quindi il tuo entusiasmo. Ecco perché a volte chiedo su un lingua. È una pazzia verso le lingue che solo chi è appassionato può intendere.
    Allora chiederò anche a te. 😉
    Un abbraccio grande.
    bis bald!

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