Tutte le trame del mondo #11


Per il fine settimana, come sempre, faremo qualche esercizio di trama prendendolo dall’elenco esaustivo delle trame possibili. Vi ricordo che la trama andrebbe scritta per intero, finale incluso. Se volete aderire alla forma in tre atti, dovreste scrivere cinque punti:

  1. Inizio della storia e impostazione del conflitto;
  2. Primo colpo di scena;
  3. Parte centrale della storia e confronto drammatico;
  4. Secondo colpo di scena;
  5. Finale della storia e soluzione del conflitto.

La trama di oggi è “Scoperta di una parentela nascosta” oppure, a scelta, “Scoperta di un incesto“.

Nel primo caso bisogna citare “Grandi speranze” (C. Dickens) con i suoi plot twist che ridisegnano intere parentele.

Esempi del secondo caso sono invece “Dolores Claiborne” (S. King) oppure “Cronache del ghiaccio e del fuoco” (G. R.R. Martin)

Buona scrittura.

 

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16 pensieri riguardo “Tutte le trame del mondo #11

  1. Ne conoscessi uno dei libri che hai citato!

    Io e le trame, lo avrai immaginato, ultimamente ci capiamo poco. La nostra è una relazione difficile: forse non è amore e per ora ci siamo presi una pausa di riflessione. 🙂

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    1. Ti faccio una confessione: neppure io li conosco 🙂
      La questione delle trame è un esercizio tipo sudoku: bisogna incastrare 5 pezzi. Servono un’idea e una deviazione, per poterne fare i due momenti di rottura. Non è un esercizio che mi diverta, però è utile. Un po’ come gli addominali 😛

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  2. Clara ha otto anni ed è convinta di essere orfana: allevata da una zia eccentrica che la concia come se fosse ogni giorno carnevale, riesce a non deprimersi grazie a Pietro&Paolo tutto attaccato, i gemelli giardinieri che curano gli spazi verdi del collegio, dove trascorre l’intera settimana, il venerdì zia Brigida va a prenderla e inizia il tormento del weekend.
    E’ un’amicizia profonda quella che lega i giardinieri a Clara, la coccolano e non ridono per il suo abbigliamento stravagante in contrasto con le uniformi grigie delle altre bimbe, che sua zia si è rifiutata di farle indossare.
    Zia Brigida conduce una vita un po’ dissoluta, tanti sono gli uomini che si alternano nel suo salotto mentre Clara s’intrattiene in cucina; quando sente i passi per le scale sa che rimarrà sola a lungo e sgattaiola fuori in cerca di svago.
    Di solito incontra bande di teppistelli che la trascinano in avventure pericolose, rincasa malconcia e le prende pure dalla zia, che poi, pentita, la ricopre di vestitini a pois e grandi fiocchi, pensando di ricompensarla. Comunque vada il fine settimana, il lunedì arriva sempre a rischiarare l’orizzonte, Pietro&Paolo la aspettano al cancello, Suor Filippa la rimprovera perché neppure quella volta è tornata con la divisa e tutto ricomincia.
    Nella testolina fantasiosa di Clara, Pietro&Paolo sono i suoi due papà, due padri al posto di una madre e un padre, sempre meglio di zero padri, zero madri e una zia mezza pazza: arriverà il giorno in cui la verità verrà a galla e lei sarà finalmente felice.
    Le cose vanno diversamente e seguono la trama di un brutto romanzo d’appendice: Clara è nata da un incesto, il padre di Brigida infatti ha abusato di lei ripetutamente fino a quando lei non è riuscita a scappare e a rifarsi una vita portando con sé la sua bambina alla quale racconterà la verità il giorno del suo diciottesimo compleanno. Toccherà a Clara scegliere dove vivere e lei ha già le idee ben precise: studierà botanica e lavorerà in giardino a fianco ai suoi due papà.
    *******
    Oggi ho fatto più fatica del solito e non è certo il mio best.

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  3. Provo a fare dalla fanta-letteratura 🙂

    Renzo, recatosi a casa dell’Azzeccagarbugli con i due capponi, non riceve le assicurazioni che credeva di ottenere.

    Accecato dalla rabbia e dall’impotenza, prima di uscire, vede un faldone recante lo stemma di Don Rodrigo e lo ruba.

    Mentre si trova a Bergamo, presso il cugino Bortolo, studia le carte rubate e scopre che Don Rodrigo ha un figlio dichiarato illegittimo che è stato abbandonato nelle campagne. Dopo aver lungamente interrogato la zia, intuisce che è lui quel figlio e decide di tornare a reclamare i propri diritti.

    Con tanto di carte in mano, torna di notte al paese. A casa sua, la sua madre adottiva confessa e gli dà il panno in cui era avvolto il giorno in cui fu trovato; in un angolo, reca lo stemma di Don Rodrigo.

    Decide quindi di recarsi dall’Innominato; questi, conosciuta la storia, obbliga Don Rofrigo a prendere le proprie responsabilità di padre e di genero, dato che dovrà far convolare a nozze i due giovani.

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