Miniplot #4


wiaw-feel-typing

 

Oggi tocca al Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Ricordo una notte sul declinare di novembre”…

Il mio miniplot è: Ricordo una notte sul declinare di novembre. La casa era vuota. Sul tavolo gelido c’era il flacone nuovo dei sonniferi. Se non lo aprii fu solo per colpa del gatto, che venne ad accoccolarsi caldo sul mio grembo per dormire. 

Annunci

38 thoughts on “Miniplot #4

  1. Ricordo una notte sul declinare di novembre, guardavo il traffico sull’autostrada transcanadese dall’oblò di un grattacielo bagnato. File di luci in fila sfrecciavano ordinate, senza sosta, da ore, quando sentii la notizia della morte di Fidel. E così, in uno sbuffo di sigaro, mi ritrovai su quel carretto coi cavalli in una viuzza de l’Havana.

    Liked by 3 people

  2. Ricordo una notte sul declinare di novembre, il lunedì era a poche ore da me e non volevo arrivasse, così decisi di non dormire, o meglio così decise la mia mente. Dubbi, desideri, esitazioni e rimpianti pungevano il mio non-sonno come vespe assassine. E poi un lunedì di sospiri albeggiò come se niente fosse. Infatti per lui niente era, niente è e niente sarà.

    Liked by 2 people

  3. Ricordo una notte sul declinare di novembre, col freddo umido che trapassava il cappotto. La luce del lampione illuminava un angolo di ponte e si sbriciolava incontrando il fiume, un metro più sotto. Un fiumiciattolo di paese, placido e poco profondo, non è l’ideale per togliersi la vita.

    Ora sono in città e sotto di me scorre un fiume impetuoso. Non è più novembre, ma forse andrà bene lo stesso.

    Liked by 2 people

  4. Ricordo una notte sul declinare di novembre quando il mal di stomaco tornò a farmi visita.
    Un dolore non troppo forte, per fortuna, ma abbastanza da farmi decidere di ricorrere a qualche rimedio omeopatico, di quelli che avevano già funzionato in passato, gli stessi che il mio medico detestava, ma lui mica lo sapeva del mio mal di stomaco.

    Ecco qua, la mia scorsa nottata. Buona settimana.

    Liked by 2 people

  5. Ricordo una notte sul declinare di novembre, mi svegliai in preda al panico con il bisogno terribile di sentire al telefono la sua voce e dirgli “mi manchi”, mentre lo immaginavo a letto, accanto a quella tizia con la manica dell’abito a sbuffo. Sua moglie.

    Liked by 3 people

  6. “Ricordo una notte sul declinare di novembre”, il cellulare continuava a lampeggiare nel buio. Mi voltai di spalle e sprofondai sotto le coperte. Non avrei risposto, né quella sera, né le altre dopo.

    Mi piace

  7. Ricordo una notte sul declinare di novembre, guardai fuori dalla finestra, nevicava, l’ultima volta che era nevicato in novembre stavamo insieme, avevamo passato la notte davanti al camino ed eravamo felici. Dove sei ora passione intensa che inebriava i sensi e fondeva l’anima e i nostri corpi incandescenti, incuranti della neve e del freddo.

    Liked by 2 people

  8. Ricordo una notte sul declinare di Novembre in cui gli spiriti ballavano, lievi nella nebbia. Rideva una fanciulla dalle guance di nube, vestita solo della brina dei campi, mi invitava a danzare, scalza sugli steli gelati dell’erba.

    E poi niente, mi sono svegliato seminudo nel fosso con la polmonite e ho pensato che forse era il caso di smettere di bere.

    Liked by 3 people

  9. Ricordo una notte sul declinare di novembre. Faceva un gran freddo e me ne stavo avvolta nelle coperte in attesa che la cioccolata calda si raffreddasse un po’. Mi ero girata giusto un istante ed ecco che… il gatto ci era arrivato prima di me, inserendo la sua adorabile zampina nella mia tazza. Non gli piacque granché.

    Liked by 2 people

  10. Ricordo una notte sul declinare di novembre con l’umidità della nebbia illuminata dai fari dell’auto. Un’atmosfera spettrale, degna dei più antichi racconti di yokai e yurei che tanto mi affascinavano. I veri fantasmi, quelli più spaventosi, non erano intorno a me ma dentro di me. Poi lo schianto.

    E’ stato un anno fa. Non sono riuscita a ricostruire cosa sia accaduto: la sbandata, lo schianto, i soccorsi, il coma. Incidente? O qualcosa di diverso? Non lo so. Non posso ancora camminare ma almeno riesco ad alzarmi e muovere le gambe. Non parlo ma ho ripreso a scrivere e disegnare. Boschi seminascosti dalla foschia, stagni e paludi…kappa, kitsune, karakasa, jibakurei: questi i miei soggetti. E sul tavolo, fra fogli, penne e matite, una tazza fumante di bancha.

    Liked by 3 people

    • Mi hai dato un po’ da studiare. 🙂
      L’unica che conoscevo era una kitsune, per averci scritto una cosa. Mi piacerebbe molto poter approfondire il folklore: dal Giappone all’India, dalla Russia alle Americhe, fino all’Oceania; c’è un mondo, là fuori, che aspetta solo qualcuno che lo racconti…

      Liked by 1 persona

  11. E tu mi hai dato da riflettere scrivendo “una” kitsune. Io uso il maschile in questo caso (e in generale lo uso molto di più del femminile ma questa è un’altra storia) perché, pur rispettando la regola di mantenere il genere che il termine avrebbe in Italiano, kitsune non lo intendo come volpe (e quindi femminile) ma come demone volpe (quindi maschile). In Italiano, infatti, kitsune non si usa per indicare la volpe ma identifica il demone volpe del folklore Giapponese.

    Mi piacerebbe trovare bei libri sul folklore (e sugli squali).

    Mi piace

    • La mia fonte di informazioni è Wikipedia: là usano il femminile. Di solito la Crusca fa così, per stabilire quale sia l’uso più in voga: cerca con Google le occorrenze. Il maschile si attesta a quota 14.000 mentre il femminile a quota 4.000. In generale, quindi, direi che hai ragione tu; non saprei dire il motivo per cui su Wikipedia abbiano fatto quella scelta.

      Mi piace

  12. Ricordo una notte sul declinar di novembre, guardavo fuori la luna gigante e il silenzio assordante padroneggiava dentro di me, finalmente ero riuscita a stare in silenzio con la mia mente ma all’improvviso nella frazione di un attimo il frastuono pervase la mia mente, la mia stanza e ogni rumore, la frana nella notte era arrivata e io posso sol ricordare che per fortuna l’ho scampata, la paura riempie il cuore e ogni anno non posso che ricordare la paura del mio cuore..
    Marta

    Mi piace

  13. “Ricordo una notte sul declinare di novembre” – disse il vecchio, cercando di sviare il discorso. Capii subito che stava mentendo: novembre non ha un plurale e i nomi che al plurale restano invariati sono indeclinabili.

    Mi piace

Lasciare un commento è sempre una buona idea!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...