Biblioteca Scarparo #21


Oggi giochiamo con gli incipit e con le quarte di copertina. La regola è semplice: dato questo titolo della ormai famosissima Biblioteca Scarparo, scrivetene l’incipit e/o la quarta di copertina.

Vi ricordo che in genere una quarta è lunga un migliaio di battute (spazi inclusi) e che dovrebbe contenere la storia fino alla deflagrazione del conflitto. Gli ingredienti principali dovrebbero essere una minima introduzione dei protagonisti e dell’ambientazione, insieme a una spruzzata di marketing che guidi il lettore nella decisione se questo libro sia di un genere che gli possa essere gradito.

L’incipit, invece, è aperto alla vostra interpretazione: l’importante è che incuriosisca abbastanza da voler leggere il resto!

Buona scrittura.

 

021-la-pietanza-dei-gattini

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35 thoughts on “Biblioteca Scarparo #21

  1. Quando il celebre chef Roberto Saviano vende ai cinesi il suo ristorante tutti pensano che sia impazzito.
    Abbandonare la sua passione e guadagni importanti per un’attività misteriosa sembra davvero pura follia.
    Ma Saviano conosce l’umanità e sa che nel periodo di crisi che ancora il mondo attraversa c’è un solo mercato che ha continuato a fiorire ed è quello dedicato ai piccoli animali da compagnia: soprattutto gatti, meno impegnativi dei cani. Nasce così La pietanza dei gattini, un locale gourmet per mici e con un’area dedicata al cibo d’asporto per chi non se la sente di lasciare che il coccolone di casa viva la sua esperienza fuori dalle mura domestiche, e per chi vuole provare prodotti innovativi take away.
    Sarà una via per nuovi successi nella ristorazione o un grande autogol? E come reagiranno i randagi del quartiere? Si metteranno in fila alla porta senza poter pagare il conto? E la gattara? Vivrà il ristorante come un oltraggio o non temerà la concorrenza considerato che lei rifocilla gratuitamente gli amici miagolanti?
    L’amore per gli animali domestici e per la cucina è al centro di un romanzo insolito che strizza l’occhio ai valori importanti quali libertà e dedizione allo stesso tempo. Saviano si mette a nudo, lasciando solo il cappello da cuoco, per raccontare di quel tempo non molto lontano quando tutti pensarono che fosse “matto come un gatto” e prossimo a un clamoroso fallimento.

    e adesso vi saluto che ho 10 persone e cena e nessun Chef al mio fianco. Un bacione

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  2. Io sono a un meeting di lavoro fuori sede e, da quando ho letto il post stamattina, non faccio altro che pensare al rumore di una scatola di croccantini che viene agitata per richiamare i mici. La cosa non mi fa molto onore, che bisogna essere ligi al dovere e professionali ma, a mia discolpa, sono qua per fare presenza che tanto sono sempre le solite cose (noiose e banali).

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  3. Pingback: Penne patentate principianti | da dove sto scrivendo

  4. Le quarte non mi vengono sopraffine. Ad anno nuovo mi allenerò di più. 😉
    L’incipit mi viene questo.

    Tutti fuori dalla scatola. Non se n’è salvato uno. La mia padroncina ha l’abitudine di lasciare i croccantini semi-aperti. Anche questa volta. Ne ho approfittato. La sua mamma è molto più precisa. Richiude la confezione e la ripone nella mensola in alto. Alice invece sa che sono golosa e mi lascia la confezione dietro la tenda del salotto che scende lunga fino al pavimento. Quando la sua mamma deciderà di alzare l’orlo alla tenda, Alice dovrà trovare un nuovo nascondiglio per i miei pasti.

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  5. Non ho mai scritto una quarta di copertina, ma come al solito ci provo 😀 Questo è quel che ne è uscito:

    Andrea è l’amministratore delegato della Infosalt, famosa società di consulenza informatica, e il suo tempo libero è oro. Tuttavia né la moglie Sofia, né i figli, né i preziosi vasi cinesi che colleziona riescono a catturare la sua attenzione come i suoi amatissimi gatti: For, If, And, Not e Or scorrazzano per la villa della famiglia Bonatti incuranti dell’allergia della padrona di casa e della fragilità dei vasi sopracitati. I felini vengono accuditi da Andrea in persona in un apposito laboratorio, in cui dice di aver fatto installare una fabbrica di cibo per gatti estremamente salutare, come dimostrano le dimensioni gigantesche man mano assunte dai cuccioli di casa. Ma una sera, stanca della situazione, Sofia riesce a entrare nel laboratorio interrompendo il pasto serale dei mici. E desidererà di non averlo mai fatto.

    Saviano mescola fantascienza e horror in un racconto che mina la visione tradizionale della famiglia altoborghese, con una commistione tra la letteratura di genere e il romanzo sociale. Un racconto in cui il grottesco nasce dall’assurdo nascosto dietro pomelli dorati.

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  6. Chi mai ucciderebbe l’innocua signora Gina, gattara di Vicolo Cimitero? Eppure che sia omicidio non c’è dubbio. Evidente dall’odore di veleno per topi che aleggia dal suo cadavere, sia pure in quantità così lieve che neppure la scientifica l’ha rivelato.
    Mercurio, il gatto nero filosofo della colonia felina, però ha naso e vibrisse ben più sensibili degli strumenti degli strumenti degli umani ed è sua intenzione scoprire chi ha ucciso l’unica persona che si occupasse dei gattini.

    E con questo ecco un altro racconto di Biblioteca Scarpato che scriverò davvero, credo (Piccole Nonne, che ora ha un altro titolo è al capitolo 24…)

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  7. E niente, mi è venuto in mente questo:

    “Basta poco per essere felici”, continuava a ripetere, mentre entrambe le mani si coordinavano per lavorare a maglia. Il gomitolo di pura lana appoggiato sulle ginocchia, i ferri tenuti abilmente, uno per mano. Fece scivolare il filo fra le dita. Lasciò che il respiro si sciogliesse in quel compito continuo che aiutava a sgomberare le nuvole dalla sua mente. Avrebbe fatto una copertina bellissima per la sua gattina. Matilde faceva le fusa ai piedi dell’anziana signora che di tanto in tanto, le dispensava occhiate gentili da due piccole fessure lucenti. Le labbra tremanti si incurvarono in un sorriso mite; sospirò: «stasera né pesce, né croccantini, cara mia. Niente. Giulio non è passato neanche oggi.» La gatta miagolò, andando a strusciarsi contro le sue gambe. «Hai fame, vero? Mio figlio ha promesso, verrà domani. Vedrai, porterà tre bustoni pieni di spesa, da stare bene almeno due settimane. Poi, non lo rivedremo prima che il frigo ritorni vuoto.» Posò il gomitolo nella busta e lasciò i ferri sulla vecchia poltrona rivestita di stoffa arancione. Con passo incerto, la schiena leggermente ricurva in avanti, si avvicinò alla finestra e l’aprì. Un vento gelido si adagiò tra i solchi della pelle. Matilde miagolò ancora una volta, prima di sgusciare fuori nel buio.

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  8. Questo è l’incipit di un Saviano inedito. 😉

    Il cibo è tutto, il cibo è vita, è sopravvivenza e quando ami una creatura la guardi mentre si sazia perché a saziarsi è lo spirito.
    Il leone azzanna la sua preda, il ragno succhia i tessuti del suo pasto intrappolato nella ragnatela: quanta perfezione nelle fauci che dilaniano la carne, quanta poesia nei tessuti che si sciolgono e vengono assorbiti.
    L’istinto individua la vittima, il fiuto comanda l’azione.

    Darla Madison tirò su la saracinesca del Pet Market.
    L’uomo appoggiato alla macchina la vide entrare, schiacciò sotto lo stivale la sigaretta e attraversò la strada. Il desiderio si annidò nelle cavità interne del suo stomaco come un piccolo dolore: quel giorno la pietanza per i suoi amabili gattini aveva i capelli neri e un bellissimo sorriso.

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  9. Incipit

    Smetti di pensare al cibo, mangiamerda – disse Mitch. – Aspettiamo di chiudere il caso. Ramses era un vecchio gatto, ma pur sempre un gatto. Un salto dal settimo piano può ucciderti ma anche storpiarti. E’ più sicuro e definitivo un boccone di topicida o un tuffo nel fiume. Non ci vedo chiaro in questo suicidio, voglio ispezionare quel terrazzo.

    Era apparsa la Baffona, storica gattara. C’è un ammazzagatti nel quartiere e sappiamo bene chi è – disse la vecchia.-

    Quarta

    In uno stile grottesco, con cani definiti mangiamerda e gatti elevati ad esseri superiori, l’autore scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria. Accende l’immaginazione intorno alle nostre paure, dai piccoli turbamenti al vero terrore. E allora anche una vecchia gattara può nascondere segreti indicibili. Perché le orribili morti degli storici gatti del quartiere – tra uccisioni mascherate da suicidi, falsi incidenti ed evidenti delitti – sono solo un diversivo per spostare l’attenzione da qualcosa di molto più oscuro e pericoloso. Quando “La pietanza dei gattini” diventa veleno e il futuro della colonia felina viene messo a rischio, si scoprirà che niente è come sembra.

    Ecco, da una quarta così, io mi faccio fregare.

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