Tutte le trame del mondo #12


Per questo fine settimana faremo qualche esercizio di trama prendendolo dall’elenco esaustivo delle trame possibili. Vi ricordo che la trama andrebbe scritta per intero, finale incluso. Se volete aderire alla forma in tre atti, dovreste scrivere cinque punti:

  1. Inizio della storia e impostazione del conflitto;
  2. Primo colpo di scena;
  3. Parte centrale della storia e confronto drammatico;
  4. Secondo colpo di scena;
  5. Finale della storia e soluzione del conflitto.

La trama di oggi è “Scoperta di una bugia“.

Un romanzo che utilizza una trama di questo tipo è Ritratto di signora (Henry James); il protagonista è ingannato per tutta la durata della storia, fino alla rivelazione finale. In alcuni casi, come in L’amore bugiardo (Gillian Flynn), è il protagonista a nascondere la verità.

Buona scrittura.

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9 pensieri riguardo “Tutte le trame del mondo #12

  1. Valeria ha la pessima abitudine di farsi prestare libri, articoli di bigiotteria, capi di abbigliamento e cd dalle amiche, dimenticando poi di restituirli.
    In realtà li rivende per arrotondare, operazione ignobile e neppure così necessaria: non ha reali problemi economici ,è soltanto veniale e adora accumulare soldi in una vecchia cassapanca dipinta secondo le fogge del celebre deposito di Zio Paperone.
    Un giorno l’amica del cuore Gabriella, che l’ha sempre scusata nonostante i diversi maglioni e le svariate borse mai riavute indietro, nota in un mercatino la sua mantella di lana: impossibile che ne esista un’altra identica, avendola fatta lei ai ferri, deve essere per forza la sua!
    La compra e si presenta alla festa di compleanno di Valeria indossandola, la festeggiata trasecola ma nasconde bene lo stupore, Gabriella la fa una scenata rovinandole il party.
    Il giorno dopo tra lacrime e spiegazioni le due amiche si riappacificano, spaccano insieme la cassapanca ben colma e dopo aver scritto lettere di scuse per il maltolto, tentano di dividere il gruzzolo tra le tante persone che, negli anni, sono rimaste vittime dei prestiti a Valeria.

    Niente di che, non per un romanzo, ma per un racconto può andare, giusto per stare in allenamento tra un mal di gola feroce, la lavatrice che non centrifuga e la ripresa del lavoro (che un po’ di vita mia, vuoi non raccontarla da Michele!)

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    1. Intanto spero che il mal di gola ti abbia dato un po’ di tregua 🙂
      Io oggi ho lavorato un sacco (pur non percependo un euro: tutti lavori in casa); in questi giorni non sono neppure riuscito a scrivere quello che devo, figurarsi quello che voglio.
      La Grecia, ahimé, è assai lontana 😦

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  2. Anche se insomma… io continuo a provarci.

    Eliana è un’aspirante scrittrice che non riesce ad andare oltre qualche riconoscimento di poco conto. Vive un momento di profonda crisi perché non scrive come vorrebbe e i suoi testi vengono regolarmente scartati ai concorsi. Un pomeriggio, mentre aiuta la sua migliore amica, Rossella, a ordinare le cose della madre, deceduta da qualche mese, si imbatte e si impossessa di nascosto, di alcuni manoscritti che le erano appartenuti. Nel leggerli, resta molto colpita, tanto da chiedersi come mai la donna non avesse mai pubblicato. Intanto, nella sua vita letteraria continuano a piovere critiche e rifiuti. Stanca e sfiduciata, decide di usare i racconti trovati. Dopo un’accurata revisione e qualche modifica, apre un blog e pubblica il primo brano, firmandolo con uno pseudonimo. Il racconto, sul web, suscita molti consensi e così, i successivi. Non era mai stata centro di tanto interesse, in precedenza. Incoraggiata da questi risultati, presenta, a un importante concorso letterario, un romanzo tra quelli rinvenuti che aveva provveduto a correggere e terminare. Finalmente, la sua voglia di affermazione viene appagata: il romanzo entra nella rosa dei finalisti e anche la sua scrittura sembra migliorare: le idee, in precedenza vaghe e senza direzione, sembrano fare la fila nella testa per guadagnare il loro posto sulla carta. Tutto sembrava procedere per il verso giusto, fino al momento in cui la sua amica le confida di voler raccogliere i manoscritti della madre, con l’intento di pubblicarli per onorarne la memoria; e chiede aiuto proprio a lei, per esaminare i testi, prima di procedere. Eliana accetta, illudendosi di poter ancora nascondere la verità. Nel frattempo, le sopraggiunge la notizia di aver vinto il concorso. Le cose si complicano quando Rossella, navigando in internet, si imbatte nel suo blog e riconosce nei brani pubblicati quelli scritti da sua madre. Intenzionata a scoprire il responsabile del furto, ne parla con l’amica. Eliana è costretta dalle circostanze a confessare di essere stata proprio lei ad aver sottratto le opere. Pentita e vergognandosi molto del suo gesto, è disposta a ritirare l’opera dal concorso e a rispondere a tutte le eventuali conseguenze. Stava solo a Rossella decidere cosa fare, ora che era stata messa al corrente delle sue bugie. L’amica, decide di non denunciarla e accetta che il romanzo di sua madre venga pubblicate a suo nome, a patto, però, di riscuotere il sessanta per cento di tutti i futuri compensi che ne sarebbero conseguiti.

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