Biblioteca Scarparo #23


Oggi giochiamo con gli incipit e con le quarte di copertina. La regola è semplice: dato questo titolo della ormai famosissima Biblioteca Scarparo, scrivetene l’incipit e/o la quarta.

Vi ricordo che in genere una quarta è lunga un migliaio di battute (spazi inclusi) e che dovrebbe contenere la storia fino alla deflagrazione del conflitto. Gli ingredienti principali dovrebbero essere una minima introduzione dei protagonisti e dell’ambientazione, insieme a una spruzzata di marketing che guidi il lettore nella decisione se questo libro sia di un genere che gli possa essere gradito.

L’incipit, invece, è aperto alla vostra interpretazione: l’importante è che incuriosisca abbastanza da voler leggere il resto!

Questo è l’ultimo post, per quest’anno: il blog va in pausa natalizia e io devo cercare di occuparmi di un po’ di cosette mie (tra le quali, se mi rimane tempo, un romanzo e un racconto). Riprenderò a pubblicare dopo la befana, se tutto va bene; nel frattempo cercatemi tra i commenti: passerò a trovarvi ogni volta che potrò.

Buona scrittura, buon natale e felice anno nuovo!

023-i-fiori-del-natale

 

Annunci

35 thoughts on “Biblioteca Scarparo #23

  1. Incipit:
    Niente da fare: le poinsette al supermercato erano terminate. Michele scarpinò fino alla Boutique del fiore, dove sperava ce ne fossero ancora, maledicendo il suo scarso tempismo e immaginando il sovrapprezzo.
    “Stelle di Natale?” Chiese, infilandosi nel negozio e portando dentro fiocchi di neve e profumo di pan pepato.
    “Finite.” Rispose la creatura più meravigliosa che avesse mai visto in questo mondo, no, probabilmente anche negli altri mondi e in tutte le galassie non aveva rivali.

    Auguri, Michele. Ci sono persone che arrivano nella vita degli altri per migliorarla: tu sei tra queste.

    Liked by 1 persona

  2. Che pensiero, Sandra. Bellissimo. Però hai ragione. Ci sono persone che ti fanno star bene. Aspetta. Auguri? Mi sfugge qualcosa. Compleanno?

    Incipit:
    Mai più. Con me hanno chiuso. Il cenone di Natale è stato orrendo. Edvige che rideva alle battute sconce di Luca; Carlo che si è addormentato per un attimo. Dopo la gomitata per svegliarlo, ha fatto cadere i tortellini sui pantaloni, sul tappeto e non solo. Il cane che ha fatto la pipì sull’albero addobbato di luci e nastrini è stato niente in confronto a quando è arrivata Lisetta portando in dono un vaso di fiori rossi di Natale. Maledetta allergia e maledette cene natalizie. Avevo occhi rossi e naso grosso e dello stesso colore dei fiori. La prossima volta che mi invitano, le lancio il vaso dei fiori. Etcciù!

    Liked by 1 persona

  3. Buon Natale Michele e a tutti i lettori
    scusate mi è venuta fuori una storia molto triste, ma tanto natalizia e poi magari andando avanti potrebbe esserci un lieto fine

    INCIPIT

    Ogni anno era sempre la stessa storia, aspettava l’avvicinarsi del Natale con angoscia. Tutti intorno a lei erano felici dell’arrivo del Natale, tutti sembravano aspettare solo quel giorno, quel terribile maledetto giorno. E lei ogni volta doveva far finta di niente, mostrare un leggero sorriso a chi le faceva gli auguri ricambiando con cortesia e cercando di non mostrare la sottile irritazione che provava.
    «Sorridete pure, sorridete e gioite finché potete» pensava «almeno fino a quando il destino ve lo consentirà. Anch’io ero felice a Natale, la vita mi sorrideva. Non sapevo che tutto sarebbe finito proprio il giorno di Natale.»
    Suonarono alla porta. Chi poteva essere a quell’ora, era la sera della vigilia e lei voleva soltanto restarsene in casa da sola con il suo dolore e non vedere nessuno.
    Sulla porta c’era Davide, lo fissò senza espressione «cosa ci fai qui?»
    Lui aveva in mano una pianta con la stella di Natale «non dovresti star sola in un giorno come questo» disse porgendogliela.
    Lei la prese e lo fece entrare. Appoggiò a terra la piantina e tornò a sedersi sul divano.
    «Io sto bene da sola» disse scrutandolo «e poi non sarei una buona compagnia per nessuno, perché nessuno può capire.»
    «Forse io posso» replicò lui.
    Lo fissò, una volta aveva amato quell’uomo, ora non provava più niente né per lui, né per nessun altro.
    Sospirò «Sì, forse tu puoi capire» guardò i fiori «domani li porterò al cimitero, in fondo domani è Natale.»

    Liked by 1 persona

  4. C’era una volta una piccola cittadina, in un Paese dal clima mite e soleggiato. I suoi abitanti non vedevano la neve ormai da molti anni e i maglioni pesanti sferruzzati dalle nonne erano abbandonati negli angoli più reconditi dei vari armadi. Ma quell’anno prometteva di essere diverso: il respiro usciva in piccole nuvolette di vapore, che facevano somigliare le persone a locomotive parlanti, e per la prima volta i ragazzi utilizzarono i guanti, come dimostrò il numero esorbitante di oggetti scivolati dalle mani e andati in frantumi.
    Anna si svegliò intirizzita, chiedendosi dove avesse messo la trapunta pesante che si ricordava di aver ereditato da sua madre, quando, affacciandosi alla finestra, li vide: un mondo bianco e Davide all’ingresso del suo giardino. Il cappotto rosso del ragazzo lo faceva somigliare a uno strano fiore che fosse nato durante la notte e che ora, facendo capolino, si fosse accorto di essere l’unico portatore di colore in tutto l’universo.

    Buon Natale, ragazzi, e felice anno nuovo! 🙂

    Liked by 1 persona

  5. Le stanze, tutte uguali. L’odore, sempre lo stesso. Gli sguardi delle persone che incrocio, una miscela diluita di preoccupazioni, gioie, attese.
    Non mi aspetto niente di diverso: sono dentro un ospedale.
    Nella camera n.5 c’è un insolito silenzio. Sorvolo sui letti che accolgono le infermità altrui e mi soffermo su quello più vicino alla finestra: lui ha gli occhi immersi nel blu del cielo, che oggi è terso nonostante i tre gradi. Chissà se rimarrà sorpreso nel vedermi. Non potrà dirmelo, ha la mascella bloccata da punti di sutura e garze, ma io mi fiderò della sua espressione quando mi riconoscerà dietro il mazzo di fuori mentre gli dirò: “Buon Natale.”

    Buon Natale, Michele. 😉

    Mi piace

  6. Michelino, Michelino
    Eri bello da piccino
    Ora fai lo scribacchino
    Romanzino, raccontino
    Quindi niente regalino
    Se non scrivi a Helgaldino
    Quanto meno un pensierino
    Natalizio sul blogghino
    Per ricevere un librino
    Per quel thriller parigino
    Che hai postato sul Taccuino
    Da poeta ferrarino.

    Liked by 2 people

  7. Lo aveva giurato a sé stessa, sarebbe stato un Natale bellissimo, anche con poco. Quel pensiero le solleticò il cuore, tirò su col naso e nascose gli occhi dietro a un fazzolettino di carta stropicciato. Affrettò il passo. Un fiume di braccia e gambe le veniva incontro, urtandola. Le bancarelle disposte lungo la strada erano coperte da una massa indistinta di corpi e di teste; era impossibile vedere cosa vendessero. Si fece largo tra la folla, a forza di: “permesso” ignorati e di spinte, poi individuò lo stand che stava cercando, quello di Luigi. Lo vide sorridente, intento ad appendere dei babbo natale di feltro. In testa, portava il solito berretto di lana nero e intorno al collo un enorme sciarpone a quadrettoni. Riconobbe le ghirlande, le bambole di stoffe e le palline decorate che aveva confezionato per lui. Luigi si voltò nell’istante in cui lei apriva la bocca per chiamarlo:
    – Ce l’hai fatta a trovarmi.
    – In pratica, è stata una caccia al tesoro.
    La sua risata riecheggiò nell’aria mescolandosi alle note di “let it snow”. Sussurrò una frase veloce all’orecchio di un uomo impegnato a vendere decorazioni natalizie a una donna con un lungo cappotto marrone e un vistoso collo di pelliccia.
    – Seguimi Stella, ho messo qualcosa da parte per te e i tuoi bambini. Ti piacerà.

    Liked by 1 persona

  8. Puoi cambiare il primo riconobbe con individuò? Qui:
    “Si fece largo tra la folla, a forza di: “permesso” ignorati e di spinte, poi, INDIVIDUO’ lo stand che stava cercando, quello di Luigi.”

    (Proprio non riesco a non sbagliare. Lo so, avevo detto che non avrei più chiesto di correggere una volta pubblicato, ma siamo quasi a Natale… in questo periodo, è la scusa perfetta per le eccezioni.) ^_^

    Mi piace

  9. Ce la posso fare! Niente panico, piccoli passi e arrivo anch’io. Si, sono in ritardo come il mio solito. La fioreria era piena zeppa di gente, mi ha servito un ragazzino, probabilmente il figlio della titolare impegnata con altre tre signore impellicciate e indecise, ma sono riuscita ad accaparrarmi una delle ultime Stelle di Natale. Un po’ svanita, ma sempre meglio di niente, quale omaggio floreale per la cena di stasera. Nell’altra mano invece il dolce di pasticceria che la mia amica h chiesto di recuperare al posto suo, ancora imbottigliata in ufficio. Uhm. Questo natale si profila proprio pesante. I miei genitori se ne sono scappati al caldo di Dubai, senza nemmeno chiedermi cosa ne pensavo io, figlia unica. E sfidanzata, tra l’altro. Con due amiche sposate di fresco ed una neo mamma in fibrillazione. Sono fioccati inviti da ogni parte per la povera orfana temporanea, ma chi ci riesce a passare un paio d’ore sotto il tiro incrociato dei “Dovresti trovarti un uomo alla tua età” e “Ho un amico da presentarti”? Sorvoliamo. Avevo pure in mente di passare Natale in palestra, eccola là. Tutta al buio. L’anno scorso apertura non stop contro i panettoni e i pandori, quest’anno chiusura di due settimane. Dite che lo fate apposta! Continuo ad avanzare piano lungo il marciapiede ghiacciato. Passetti piccoli, punta bene il tacco. Ce la posso fare! Il braccio destro comincia a dare segno di indolenzimento sotto il peso del vaso incellophanato, dall’altra parte la borsa si ostina a voler scivolare sul giaccone, così che devo andarmene in giro con la spalla sinistra alzata e sotto sforzo. In mano, il cartone della torta mi sta segando il palmo e i polpastrelli si intirizziscono dal freddo. I passanti mi guardano incuriositi, non un’anima viva che accenni ad un cavalleresco soccorso. Per fortuna è saltata fuori questa cena tra single. Nessun appuntamento al buio, per carità, ci conosciamo tutti, ma almeno siamo tutti nella stessa barca in tempesta. Passeremo la serata a sparlare degli amici accoppiati. Un bambino piccolo sfugge alla stretta presa della mamma proprio di fronte a me, mi urta leggermente al passaggio, sufficiente per lasciarmi in bilico solo sulla punta del piede sinistro, che slitta paurosamente di qualche millimetro. Non ce la posso fare. Non sento il tonfo, ma vedo delle foglie rosse volare sopra di me.
    “Tutto a posto?”
    Riapro gli occhi a fatica, la testa gira e martella freneticamente. Vedo solo un paio di occhi verdi fissarmi preoccupati. Un gran bel paio di occhi verdi. Babbo Natale ha letto la mia letterina? Con consegna espresso!

    [Non lo so, è uscito così…un po’ Bridget Jones, #Darcytuttalavita 😉 ]

    Liked by 2 people

  10. Pingback: I fiori di Natale | ilibridisandra

  11. Pingback: Che cosa sono le Matrici di prompt - webnauta

Lasciare un commento è sempre una buona idea!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...