Miniplot #6


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Riprendiamo in questo nuovo anno lentamente, con un Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci?”…

Il mio miniplot è: È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci? Mi parlano. Mi raccontano le loro vite. Io sono uno scrittore: che altro potrei fare se non distillarle in una pagina? Ma quando si rileggono ci rimangono inevitabilmente male. Lo si vede dagli occhi: gli occhi non mentono. Non lo faccio apposta, figurarsi per cattiveria: potessi fare sedie, invece di romanzi, comincerei anche domani.

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32 pensieri riguardo “Miniplot #6

  1. È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci? No, certo! Certo che non capisci. Nessuno può capire. Ma tanto poi che mi importa? Alla fine mi basterà restarmene da solo e andrà tutto bene.

    “Addio” mormorò mentre lo specchio – divelto dal muro e scagliato sul pavimento – si riduceva in mille pezzi.

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  2. Ben tornato Michele!

    “È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci? Ma come puoi capire tu che non ti sei sudata mai niente nella vita e che hai ricevuto tutto su un piatto d’argento?”
    Non la sopportava più, la sua amica viveva negli agi, non aveva nessun bisogno di lavorare e poi le rubava i suoi frammenti di tempo libero per lamentarsi di continuo sulle cose che non andavano nella sua vita. Con lei poi! Con lei che si svegliava tutti i giorni alle cinque per guadagnarsi uno stipendio da fame e portare avanti la carretta. E poi arrivava lei che si lamentava che “la gente non è seria, non lavora bene, non è mai efficiente, sono tutti dei lavativi!”
    Ma vaffanculo, cosa cazzo ne sai tu del lavoro? Anche per le pulizie sfrutti una povera sfigata dell’est e la disprezzi dicendo che è un essere inferiore.

    E così all’ennesima lamentela era sbottata e le aveva sbattuto il telefono in faccia. Finalmente poteva respirare! Si stese sul divano e cominciò a leggere un libro, aveva mezz’ora di relax vero prima di preparare la cena per suo marito.

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  3. È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci?
    Magari sono con te in questo bar e, all’improvviso, mi parte il movimento. Un tumulto che mi sale dalle viscere, si propaga lungo gli arti, colpisce i neuroni e io ballo. Ballo senza ritegno, mi scateno: attiro l’attenzione della gente, creo attorno a me palcoscenici involontari e mi esibisco senza controllo. Sembro una marionetta mossa da fili impazziti. Capisci?
    Che guardi? Oddio, la gamba… il bacino… Non stare lì impalato. Aiutami. Tieni ferme queste cazzo di braccia. Le spalle…
    Uhhh, clap your hands. Let’s dance!

    😀 😀

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  4. È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci? A volte sono sogni ad occhi aperti, illusioni della mia vista che nel buio confonde le ombre con la stanchezza della giornata. Ma a volte no. A volte sono altri occhi che mi guardano, volti offuscati dalle tenebre che mi aspettano, lì, a bordo del letto. Arrivano uno ad uno in processione e poi attendono. Non so cosa cazzo vogliono. Mi fissano, sembrano parlare una lingua che non sento. Uno di loro si è avvicinato al mio viso e ho sentito un leggero alito d’aria. Porte e finestre erano chiuse, fuori il silenzio. Mentre io dentro ho rischiato di essere inghiottito dall’oscurità. E così ora vado sotto, sempre più sotto. Affondo la testa sotto le coperte o sotto il cuscino. Sento solo il mio cuore martellare. E mi sento stupido. I fantasmi non esistono. Eppure…

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  5. È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci?”…
    Non in effetti non capisco. Sei innamorato?
    Io? Non scherziamo, lo sai che con quella roba lì ho chiuso da un pezzo.
    Non scherzare tu, Vronskij, conosco quel tuo sguardo, non girare intorno alla faccenda, di sicuro c’è una donna di mezzo.
    Va bene, ma non chiamarlo amore, che diamine, è solo sesso!

    Ciao, Michele, ben tornato!

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  6. “È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci?”
    Ma lui non mi capisce, si limita a guardarmi con quegli occhioni attoniti, sbiaditi.
    Il veleno sta iniziando a fare effetto.

    Bentornato, Michele!

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    1. PS Non c’entra niente, ma il tuo miniplot mi ha fatto venire in mente i personaggi in cerca d’autore di Pirandello, che si lamentavano con gli attori quando si vedevano messi in scena 🙂

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  7. ” È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci? Capisci? Guarda! Mi hanno tagliato un braccio. Ma non sento nessun dolore. Ho perso litri di sangue. Ma non sto morendo dissanguato. Che diavolo succede? Dovrei morire. Ma mi sento vivo. E loro? Loro? Loro tengono in mano il braccio che mi hanno staccato. E non si stupiscono di nulla! ”

    ( ‘ngiornooo … 😀 )

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  8. Gioco, gioco anch’io! ^_^

    “È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci?”
    “Dipende, da che dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende…”
    “La pianti di cantare? Io mi confido e tu prendi per il culo. Bell’amica!”
    “Ok, sarò seria. La stranezza che ti mette tanto in imbarazzo si chiama amore e con questo hai la risposta alla tua domanda. Hai capito ora?”
    “Com’era la canzone?” 😛

    Ben Tornato! ^_^

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  9. È questa cazzo di stranezza a mettermi tanto in imbarazzo. Se sapessi anche alla lontana da che dipende. Capisci? Cioè, voglio dire, se tu ti svegli convinto di essere un portatore di saggezza, un grande estimatore di arte, un immenso produttore di parole, e poi realizzi che non vali proprio niente? Una briciola di pane ne sa più di te. Eppure, ti senti divino. Ti senti di essere un cazzutissimo genio della letteratura che può sputare su tutto ciò che non gli piace e regalare merda al posto delle parole. Ecco, cosa mi imbarazza. Perché è così che mi sento. È così che sono. Uno stronzo convinto di possedere la scienza dell’universo. Solo che non valgo un cazzo.

    La tua mi piaceva di più. Buongiorno Michele. Buon anno. Sono tornata a riempire il tuo blog di parolacce. 😀

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