Acchiappami n. 12 – Cristina Poja


photo credit: calligraphie via photopin (license)
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Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

È passato parecchio tempo dall’ultima volta: sgranchite le meningi, che c’è bisogno dei lettori di questo blog!

***

nome del file: Sinossi – La croce sulla luna.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Titolo: La croce sulla luna
Autore: Cristina Poja
Genere: Thriller psicologico
Parole: 70.500
Caratteri (spazi inclusi): 426.165

Sinossi

Giuseppe è un ingegnere informatico di 33 anni, soggetto a emicranie e impressionabile per natura. Persona intraprendente e ottimista, ama lo sport, non conosce colpi bassi. Il suo collega Filippo, al contrario, è roso dall’invidia per lui. I due lavorano a stretto contatto nella stessa banca e Filippo, nonostante si dimostri amichevole e cordiale, vorrebbe sopraffare l’altro perché divorato dal tarlo della competizione. Per di più Filippo ambisce a risalire la china sociale, desidera migliorare il suo tenore di vita. Per questo si dà al gioco d’azzardo indebitandosi sempre più. Entrambi sono innamorati della stessa ragazza, Livia, che intreccerà una storia d’amore con Giuseppe.

La vita di Giuseppe viene messa sottosopra dalle rivelazioni di Eva, un’anziana signora che sostiene di essere una sua lontana parente. Sembra che un pendente, la cui forma racchiude i simboli delle religioni cattolica e musulmana, sia stato trafugato dalla chiesa di San Giovanni in Laterano da un loro antenato. Il gioiello, finito nelle mani di Giuseppe, sarebbe la causa di una maledizione che grava sulla loro stirpe. Giuseppe cade facilmente nelle maglie di questi racconti esoterici, impressionato dal fatto che molti membri della sua famiglia sono morti prematuramente o in circostanze non chiare.

Ogni episodio di questo romanzo ha una doppia lettura: il piano razionale degli eventi si intreccia con quello ultraterreno sostenuto dalle tematiche pseudo-religiose dei racconti di Eva. Il protagonista finisce in carcere, accusato di furto e sospettato dell’omicidio di Eva. Un insieme di accadimenti fortuiti e la tenacia di Livia riescono a rimettere in ordine i tasselli di un puzzle ben congeniato: dietro ad ogni fatto si cela il piano escogitato da Filippo ai danni del collega. Alla fine Filippo viene arrestato. Coprotagonista di questa storia è la città di Roma con la sua bellezza e le persone che la popolano. Prima fra tutte il senzatetto Constantin che accompagna il protagonista in molte peripezie e che con il suo senso pratico lo tiene ancorato alla realtà.

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

***

EDIT: Cristina, molto diligentemente, prima di scrivere la sua sinossi ha spulciato tutto quello che avevamo detto e scritto sull’argomento. Tra le altre cose ha letto e apprezzato il guest post di Marco Amato (Acchiappami – Consigli sulla lettera di presentazione) nel quale è citata la lettera che Nicholas Sparks mandò agli agenti per spingere il proprio romanzo. Purtroppo non l’ha potuta leggere: Marco aveva trovato un link con la lettera, nascosta nel sito di Sparks, ma Nicholas (o forse Sperling & Kupfer, che ne curano il sito italiano) nel restyling l’hanno rimossa. Marco ha recuperato i consigli di Nicholas (che pubblicherò domani, in un post apposito) ma la lettera pare perduta. Mi rivolgo dunque ai lettori del blog: qualcuno, tra di voi, l’ha salvata? Se così fosse, potremmo (ri)metterla a disposizione di tutti…

Grazie mille,
Michele

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19 pensieri riguardo “Acchiappami n. 12 – Cristina Poja

  1. Ecco ciò che intendevo io per sinossi. Credo che ci sia un po’ di confusione in giro. Interessante questa cosa. Ti faccio i complimenti come al solito. Dai delle nozioni non indifferenti nel tuo blog.
    Volevo fare una domanda tecnica. Il formato è standard ( times new roman 12pt) o varia da editore a editore?

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    1. Questa è una sinossi, non c’è dubbio. Purtroppo in giro c’è molta gente (la maggior parte, credo) che per sinossi intende una quarta di copertina. Chiaramente, quando le loro lettere arrivano presso un editore finisce che qualcuno storce il naso…
      Grazie per i complimenti; come ben sai, proviamo a fare qualcosa di utile per tutti unendo le conoscenze di ciascuno 🙂

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    2. Mi rendo conto adesso che non ho risposto alla tua domanda tecnica: no, non è un formato standard. Il Times New Roman corpo 12 è un carattere a buona leggibilità e pertanto è ampiamente usato.
      In generale ogni editore ha i propri standard; se non specificato, questo che indico è comunque un buon suggerimento.

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  2. Ciao Cristina, benvenuta nel blog e grazie per aver partecipato ad Acchiappami.
    Rompo subito il ghiaccio sulla sinossi, poi anche altri magari vorranno aggiungere le proprie osservazioni.
    Come diceva Tiziana, la sinossi in sé va abbastanza bene. Ci sono tutte le informazioni che servono ed è già a buon punto; in generale (vedi tu se possa essere questo il tuo caso) Chiara Berretta Mazzotta dava come misura empirica una pagina di sinossi ogni cento di romanzo. Dato che la tua sinossi è una pagina e che il numero di battute porta la misura della storia verso le 150/200, direi che potrebbe essere allungata un po’. Inoltre ho apprezzato che tu abbia messo, nel paragrafo conclusivo, una possibile chiave di lettura, però avrei apprezzato che nel primo venissero presentati ambientazione e personaggi principali e, magari, che venisse esplicitato il conflitto. Nella pagina che hai presentato non è chiaro quale sia l’obbiettivo del protagonista né quale sia la soluzione della storia; ti ricordo che in una sinossi va raccontata la storia per intero, comprensiva cioè del finale.

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    1. Rispondo innanzitutto a Michele. Sì, il conflitto è importante in un romanzo e forse non sono stata abbastanza chiara. Qui il protagonista (Giuseppe) non ha obiettivi, è il cattivo che ce li ha e rende la vita difficile al suo antagonista. Diciamo che Giuseppe subisce gli avvenimenti e il suo scopo è quello che riuscire a tirarsi fuori dalla situazione in cui si ritrova (in galera, accusato e di furto e sospettato di omicidio). Il finale è che Filippo (il cattivo) viene arrestato e che un prelato sarà rapito in Siria (l’ultimo particolare non l’ho citato perché altrimenti avrei dovuto spiegare il plot ad un livello tale che non mi sarebbero bastati il doppio dei caratteri..! Aggiungerò una frase su tua indicazione. Grazie.

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  3. Asciugherei un po’ l’intera sinossi che comunque è ben scritta, una cosa tipo:
    Da Entrambi sono innamorati della stessa ragazza, Livia, che intreccerà una storia d’amore con Giuseppe
    a Entrambi innamorati di Livia, che intreccerà una relazione con Giuseppe.

    Mi viene il sospetto che l’intervento possa essere fatto anche sul romanzo. Oltre 400 mila battute non sono poche e considerato che la rubrica di Michele che sono felice di ritrovare, si chiama Acchiappami, è storia nota che attualmente l’edtoria preferisca acchiappare opere più brevi.

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  4. Cara Sandra, l'”asciugatura” della frase è ottima! L’adotterò. Non sapevo questa cosa delle opere brevi (che ingenua). Potrò ridurre senz’altro l’opera di una ventina di pagine (anche se mio marito ha tanto insistito per approfondire i personaggi). C’è da dire che la trama è veramente molto intricata e piena di colpi di scena che nella sinossi, per motivi di spazio, ho tralasciato.

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    1. Non intendo tagli alla trama, nè eliminare l’approfondimento dei personaggi, ma proprio un lavoro sulle singole frasi come nell’esempio, perchè così non si modifica la storia ma si alleggerisce solo un po’ lo stile. Grazie a te.

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  5. Io sono d’accordo più o meno con tutto quello che è stato detto. Asciugherei la prima parte (meno dettagli e più coordinate) e mi concentrerei a chiarire il fine ultimo della storia. Non so se esistano delle vere e proprie regole di condotta (leggo la proporzione suggerita dalla Mazzotta. Non è un po’ troppo?) ma credo che una delle cose più importanti da tenere a mente quando si decide di inviare qualcosa a qualcuno è approcciarsi con umiltà. Banale? Certo. Scontato? Mica tanto. In questo caso non leggo presunzione, ma una presentazione onesta di chi crede nella storia che ha scritto, e questo è già un punto a favore.

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  6. “Alla fine Filippo viene arrestato.” E Giuseppe? E Livia?
    Ogni volta che si parla di sinossi, mi viene in mente la mia edizione scolastica de I Promessi Sposi al biennio: oltre al normale testo, con note a piè di pagina, esercizi e spunti di discussione a fine capitolo, c’erano i “riassunti” di ogni capitolo come appendice del testo (e c’era chi barava ovviamente 😛 ). Dicevano tutto di quel capitolo, in dieci-venti linee. Se ripenso al loro insieme, credo proprio fossero nella pagina di sinossi ogni cento di romanzo.
    Mi piacerebbe trarvene un esempio….ma il libro è andato rubato. Dopo di me, l’ha usato mia sorella nella stessa scuola, l’ha prestato ad un’amica (dice che non sa quale…) e l’amica non l’ha più restituito, dicendo invece che l’ha fatto. Non potete capire il dolore per quella perdita. Perché me l’ero tutto sottolineato e appuntato, per me era un tesoro. E il problema è che non riesco nemmeno più a rintracciare l’edizione nel mercato dell’usato. Era una brossura, 4/5 cm di spessore, copertina assurdamente rosso ferrari, senza immagini. La casa editrice non la so, ma non era “famosa”. Ed era un’edizione magnifica, mannaggia….
    (Ovviamente ho augurato tutti i mal di pancia possibili a chi m’ha rubato il libro)

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  7. La mia domanda è questa: dopo aver letto tutta questa sinossi, avreste voglia di leggere il romanzo? Credo che abbia messo troppi particolari. Soprattutto se si tratta di un thriller, sarebbe meglio non svelare tutto, altrimenti che gusto c’è a leggerlo?

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    1. Ciao Emilia, benvenuta sul blog 🙂
      La domanda non si pone perché questa è una sinossi, non una quarta di copertina. La differenza è sostanziale: una quarta ha il fondamento nel marketing e deve invogliare un possibile lettore, ragione per cui generalmente si ferma all’esplodere del conflitto principale.
      La sinossi, per contro, è un riassunto completo della storia che una casa editrice (ad esempio) usa per capire che tipo di romanzo abbia davanti, quale ne sia lo sviluppo e se possa essere inserito nelle proprie collane. Dunque, che sia thriller, giallo, rosa o qualsiasi altra cosa, va scritto anche il finale.
      Spero di averti chiarito la differenza 😉

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