Miniplot #9


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola”…

Il mio miniplot è: Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola e nonostante tutto mi sembrava non bastasse mai. La verità è che avrei voluto sparire; ma la realtà non è pietosa come la fantasia e non permette a nessuno di svignarsela alla chetichella. Men che meno di fermare il tempo, o di tornare indietro per fare – o non fare – una certa cosa.

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47 thoughts on “Miniplot #9

  1. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola. Sapevo già che la sua mano mi avrebbe colpito. Se fossi stata fortunata, avrebbe fatto presto senza darmi neppure un calcio.
    Evidentemente mi sbagliavo. Il fetore dell’alito pieno d’alcol si sentiva anche da sdraiata. Lui sopra come un avvoltoio sulla preda.

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  2. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola, più leggera. Due ali trasparenti apparvero sulle mie minuscole spalle mentre il mio corpicino si ricopriva di pagliuzze dorate. Scossi le ali come se in tutta la mia vita non avessi fatto altro e lentamente mi sollevai da terra. Osservai il bosco dinanzi a me che adesso appariva immenso. Respirai profondamente e partii per il viaggio più eccitante di tutta la mia vita.

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  3. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola, o almeno così era parso a me quando le candeline cominciarono a costare più della torta; in realtà invecchiando mi ritirai piano piano, fino a essere più bassa della mia nipote più bassa. Abbracciandoci occupavamo uno spazio esiguo, inversamente proporzionale al legame che ci univa.

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  4. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola. Me ne accorgevo dal punto in cui avrebbero dovuto trovarsi i piedi : all’inizio sfioravano la cartella bianca ai piedi del letto, ora erano a metà del materasso.
    Del resto, me ne ero accorta anche dalle mani che riuscivo a scorgere posate sulla piega del lenzuolo e sembravano quelle di una bambina. Avrei voluto dire a quel dottore che mi veniva a dare un’occhiata tutte le mattine, che ora dovevano mettermi in un lettino da bambini e poi in una culla, così avrei potuto iniziare la mia vita daccapo.
    Cristiana

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  5. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola, con le gambe rannicchiate e la testa poggiata sul ventre del leone. La gabbia tratteneva in mezzo alla paglia del giaciglio l’odore dell’animale e io mi ero spinta da sola fin lì, in piena notte per addormentarmi in mezzo al calore del suo pelo. Quando aprii gli occhi, accarezzata dai primi raggi di luce del mattino, trovai il giocoliere, la cavallerizza, i funamboli e tutta la tribù del circo attorno alle sbarre, a osservare in apnea il leone proteggere con un ruggito il cucciolo che si era trovato in mezzo alle zampe.

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  6. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola, avrei voluto nascondermi e addirittura sparire, non farmi più trovare da tutti coloro che mi stavano succhiando il sangue e ogni energia vitale, con le continue richieste di dare, dare, solo dare, senza mai ricevere nulla in cambio: mai uno sguardo di comprensione, mai una parola dolce, mai una carezza. Era sempre tutto dovuto. Era sempre tutto scontato. Scappare e non farmi più trovare da nessuno.

    ciao 🙂

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  7. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola. Una luce calda ma accecante avvolgeva l’atmosfera tutt’intorno a me assorbendo come per magia tutta la sofferenza patita. Fu un attimo intenso, il tempo sembrò davvero fermarsi. Poi la luce si fece più soffusa e cominciai a scorgere volti, sguardi e sorrisi. Sempre più ricordi cominciarono ad accavallarsi nella mia mente, finché non mi ritrovai su una collina verdissima sotto un cielo carico di fresche nuvole bianche. Una fanciulla giaceva in mezzo a un prato e, poco oltre, un leone maestoso sembrava farle la guardia. Seduto scrutava mansueto l’orizzonte, ignaro della mia presenza. Osservai la fanciulla sdraiata sull’erba e rimasi senza fiato. La riconobbi subito. Ero io.

    P.S.: maxiplot #9 😛
    P.P.S.: buongioooorno…

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    • Acqua 😉

      Ecco il brano originale, copiato paro paro:
      «Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola, sempre più piccola, e piangevo, non riuscivo a frenare le lacrime. Ora andavamo abbastanza veloci, la mia casa non era molto lontana, dopo tutto, la mia casa non è lontana, ero paralizzata, non riuscivo a pensare ma dovevo farlo, dovevo pensare in fretta, il tempo mi sfuggiva, mi scorreva tra le dita, e quello era importante, era importante. Mi voltai a guardarlo. Non so quando, si era tirato su la cerniera senza che io me ne accorgessi.»

      Un libro che ha anche vinto un premio e che però mi è parso scritto davvero male. Spero che sia colpa della traduzione (per la cronaca: un’edizione Guanda).

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  8. Questa mi vien facile oggi.
    “Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola all’orizzonte. Agli occhi di chi mi guardava partire, ero un puntino che rotolava verso il ciglio del mondo e un attimo dopo ero sparita dall’altra parte. Per qualcuno, però, la distanza non contava perché il mio cuore gli sarebbe sempre rimasto accanto.”

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  9. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola fino a stare nel palmo di una mano. Immobile, davanti a quegli enormi occhi voraci sentii la mia natura farsi più friabile. L’ultima cosa che vidi fu quell’enorme bocca aprirsi e chiudersi. Di me, non fu risparmiata neanche una briciola. Si disse che ero buonissima. :-p

    Buonanotte. ^_^

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  10. Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola. Ero rimasta sola, l’ultima ma decisa a non cedere, non mi sarei concessa. Le altre erano state tutte per lui, sprecate. Un profondo respiro e fui ricacciata indietro. Ero salva.

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  11. Rimpicciolii di colpo e riuscii a fare uno straordinario viaggio dentro stessa. Ho camminato a piedi scalzi nella mia mente in cerca di ricordi. Ho vagato lieve per non fargli male attorno al mio cuore e l’ho visto rallentare nell’esatto momento in cui arrivavi tu. Già rallentare, non è vero che I battiti aumentano quando siamo emozionati, ma il contrario…
    È stato bello, e avrei voluto portarti con me per farti vedere l’effetto che mi fai… viaggio straordinario che mi ha permesso di capirmi e conoscermi un po’ di più…

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