Biblioteca Scarparo #34


A dispetto di quanto afferma il termometro vi ricordo che ci stiamo avvicinando all’estate. La Pasqua è passata e la primavera dovrebbe dispiega tutti i suoi effetti: i fiori, le api e gli ormoni. Ecco allora che tra i titoli della Biblioteca Scarparo appare il romanzo giusto per l’occasione, fornitoci dal noto semiologo recentemente scomparso.

Buona scrittura!

 

 

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50 pensieri riguardo “Biblioteca Scarparo #34

  1. La primavera azzera le difese emotive su Nora.
    Lasciatasi andare ai pensieri più indecenti, scoprirà di possedere un potere su Gabriele che ama fotografare le sue donne.
    Dopo un iniziale imbarazzo, Nora sarà il centro di altre attenzioni su altri uomini.
    Cosa sarà il segreto di cotanto interesse dal corpo di Nora?
    Una foto rivelerà il mistero.

    Umberto E. noto sessuologo, con il terzo libro sugli aspetti del sesso, termina l’analisi con le deviazioni sessuali.

    #laprimaverafadanni
    #erameglioilthrillerparatattico
    #mivienedaridere
    #nonsocosahoscritto

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  2. Il richiamo irresistibile della “cosa”, era l’ossessione di Leo che ogni volta giurava a se stesso di essere fedele a una sola donna e per qualche mese ci riusciva, soprattutto nei freddi mesi invernali, quando la pigrizia e il dolce crogiolarsi nel tepore della casa della fidanzata di turno prendevano il sopravvento.
    Poi arrivava la primavera e gli ormoni si risvegliavano e lui non sapeva dare un nome alla sua ossessione, ogni donna causava in lui un tumulto di sentimenti contrastanti, un terremoto di sensazioni incontrollabili.
    La “cosa” era più forte di qualsiasi proposito e come per tutte le fissazioni era difficile anche trovarle un nome.

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  3. Si dice che dietro ogni grande uomo ci sia sempre una grande donna. Pochi sanno che questo aforisma, ammesso che si possa definire tale, è scaturito da una simpatica scaramuccia verbale tra sociologi e sessuologi, iniziata con una frase ben più diretta e forse più goliardica: le donne hanno un grande potere tra le gambe. E l’hanno sempre avuto nel corso dei secoli. Questo saggio si propone di analizzare a trecentosessanta gradi i risvolti sociali di questo potere non solo sui grandi uomini che hanno segnato la Storia ma anche sull’immaginario collettivo dei popoli europei. Potere, fascino, attrazioni, morbosità, aneddoti. Ma anche proverbi, canzoni, storielle folcloristiche. Senza dimenticare approfondimenti simbolici ed esoterici. Il tutto a partire dall’etimologia dei vari termini che si sono susseguiti nel corso del tempo per indicare la … Come si chiama la “cosa”? Ogni capitolo partirà da un nome.
    Una lettura piacevole e colta, a tratti sorprendente e comica, vi farà scoprire come questo potere serpeggi ancora indisturbato nella vita di tutti i giorni.

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    1. Leggendo il titolo anche a me è venuto subito in mente un saggio sui mille modi di dire “la cosa”. Le nostre quarte sarebbero state simili. 🙂

      (Un manuale utilissimo per me, tra l’altro, e per tutti quel che, come me, non sanno trovare validi sinonimi per citare “L’origine del mondo” con la stelletta sopra.)

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  4. Filomena Strambelli, timida professoressa precaria, ottiene la cattedra provvisoria alla scuola media di Borgo Mazzano, piccolo centro rurale friulano, ai confini con l’Austria. Le sue velleità circa moderni insegnamenti si scontrano con la realtà rurale del paese e la sua mentalità chiusa, ma lei non si arrende e insiste a voler proporre un’ora alla settimana di educazione affettiva e sessuale.
    Il giorno in cui le tocca parlare dell’apparato riproduttivo i guai crescono.
    “Chiama le cose col loro nome” è il suo motto, ma arrossisce a ogni organo e gli schiamazzi degli alunni non l’aiutano.
    L’ostilità dei genitori, contrari a certe materie, la mettono in forte difficoltà e le ore trascorse a scuola diventano un supplizio per Filomena, che attende la fine della scuola con ansia ma anche con preoccupazione.
    Dove verrà spedita l’anno successivo, ammesso di ottenere una supplenza?
    Nulla può essere peggio di Borgo Mazzano, ma lo spettro della disoccupazione aleggia sul suo futuro incerto.
    Un libro forte, sul precariato, sull’onestà intellettuale che restituisce al lettore un messaggio importante sul ruolo formativo della scuola e sui valori fondanti della nostra società.

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  5. Eh. E io che ho appena finito un manuale per scrivere scene di sesso? Potrei esimermi da tal componimento? C’è solo da capire che nome scegliere: mobili e oggetti di uso domestico (ampolla, coppa, scrigno), agricoltura (botte, aiuola, campo, giardino, orto, solco), tessitura (lana, pelliccia), attrezzi (gabbia, incudine), armi (fodero, guaina, staffa), caccia e pesca (rete, tagliola), strumenti musicali (chitarra, tuba, zampogna), aperture (abisso, breccia, fessura, taglio), luoghi (parrocchia, varco, bosco, caverna, crepaccio, fontana, galleria, grotta, inferno, paradiso e purgatorio), fiori (giglio, rosa, viola), animali…

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  6. Dopo una giornata pesante sul lavoro, culminata nel licenziamento da manager di un’azienda di calzature di lusso, Mirko viene trascinato da un amico ad un party con la scusa che “hai solo bisogno di po’ di fichetta che ti risollevi il morale”. In un turbinio di luci, alcool, canne e modelle succinte, si ritrova tra le lenzuola con una ragazza dai capelli corvini e gli occhi verdi, in un amplesso perfetto che scala in un attimo la classifica dei migliori. Anche i successivi lo lasciano ugualmente tramortito, sazio e famelico al contempo.
    Ma di lei non sa neppure il nome.
    E così il giorno dopo inizia una doppia ricerca, quella di un nuovo futuro professionale e quella della donna che gli ha stregato l’anima in una sola notte e pochissime parole, una donna di cui tra l’altro nessuno ricorda nulla. E di cui Mirko stesso dubiterebbe se non avesse tra le mani la prova del loro incontro: un sandalo Louboutin dorato tacco dodici abbandonato dalla fanciulla. Troverà la sua Cenerentola?
    Un romanzo curioso, dove l’intensità sessuale si confonde con la forza dei sentimenti maschili. Perché il sesso a volte può rivelarsi la via più veloce per arrivare al cuore di un uomo, oltre che motore delle eroiche svolte della propria esistenza.

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      1. Mah…in effetti rileggendo potrebbe essere ambigua la frase. Dato che ci sono, generalmente, due scuole di pensiero: i chiacchieroni (dal famoso “Pronto? No, non mi disturba affatto…” di Furio-Verdone all’altrettanto famoso “Si, si, picchiami, sono stata molto cattiva, pisellami!” di Ben Stiller Lo spaccacuori) e gli onomatopeici a cui ti riferisci tu (ah, eh, ih, oh, uh e tutte le varianti connesse, con qualche richiamo a Dio, a Santa Caterina e tutto il rosario). 😂 😜

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    1. Questa mi sa di domanda trabocchetto. 🙂
      Il sesso è di tutti: uomini, donne, varie ed eventuali. Il passatempo più sano ed economico, come dice Lupo Alberto. O forse era Marta, non ricordo. L’unico attributo – obbligatorio – è: “consenziente”.

      PS: però non l’ho mica capita, la domanda…

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  7. Ilaria è iscritta al secondo anno di medicina ed è tra le migliori studentesse della facoltà. Riservata e poco socievole, è il bersaglio preferito delle sue sfrontate amiche che l’apostrofano con fare derisorio per il suo modo di essere timido e antiquato. Nel corso di una noiosissima serata conosce Lorenzo, da cui si sente irrimediabilmente attratta. Lui, intraprendente e dalla personalità vivace non mostra alcun interesse per l’anonima e rigida Ilaria con cui non tarderà a scontrarsi. Un pomeriggio, Lorenzo, raggiunto il gruppo di studio in biblioteca, racconterà di aver trascorso la notte con un’audace ballerina di lap dance. Confiderà di non averla mai vista in volto, ma che potrebbe riconoscerla dal tatuaggio sul fondoschiena: un piccolo soffione in bianco e nero. Tra i ragazzi è immediata la curiosità sulla vicenda, tanto che Alessandro scommette due biglietti per il tanto atteso concerto dei Korn, che Lorenzo non riuscirà mai a svelare l’identità della misteriosa ballerina. Intanto, tra Ilaria e Lorenzo si instaurerà un inaspettato rapporto d’intesa che metterà in crisi le certezze e le priorità del ragazzo. Diviso tra un’eccitante avventura sessuale e la scoperta di sentimenti autentici, Lorenzo seguirà un percorso che lo condurrà oltre le apparenze.

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      1. «Il principe allora mandò per tutto il regno servitori con un identikit del tatuaggio, per cercare quale fosse il fondoschiena che egli aveva veduto danzare tanto bene la sera prima alla festa e prenderlo in moglie.»

        Tratto dalla fiaba “Cenesventola” 😀

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      2. Accetto suggerimenti… 🙂
        In verità, volendo proseguire mi è venuta un’altra idea: Ilaria si fa fare un tatuaggio uguale a quello della ballerina e mente a Lorenzo sulla sua identità.
        Lui, prima si sente preso per il sederino, ma cosa non si perdona per amore? Inizia così l’idillio che però, dura poco. La ballerina vera non vedendo più il suo principe decide di andarlo a cercare, lo trova e ops, ora Lorenzo si trova con due principesse e il piede in due scarpe.

        Oppure, la ballerina è Ilaria ecc… ecc…

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        1. La versione con Ilaria che si fare il tatuaggio la trovo più originale rispetto alla possibilità che Ilaria sia la ballerina. Ovviamente Ilaria dovrebbe cercare la ballerina (e qui possono esserci vari modi) per fotografare il tattoo e farselo fare uguale.

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      1. Non ho pensato a Cenerentola, però, credo anch’io che le favole siano d’ispirazione. Sinceramente, non so da dove vengano Ilaria, Lorenzo, la ballerina… forse, da un regno lontano, lontano… 🙂

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