Biblioteca Scarparo #37


Oggi la Biblioteca Scarparo va a pesca nei cataloghi della concorrenza e sottrae a Feltrinelli uno dei libri che stanno andando per la maggiore. Un libro di denuncia sociale, di cui vorremmo poter leggere una quarta oppure, per i volenterosi che hanno apprezzato la gara dello scorso fine settimana, almeno qualche dialogo! Nota per i non veneti: per “ombra” si intende un bicchiere di vino bianco.

A tutti, invece, raccomando di fare un passaggio da queste pagine lunedì: avremo un nuovo appuntamento con Sostiene l’autore.

Buona scrittura!

 

 

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13 thoughts on “Biblioteca Scarparo #37

  1. Versami da bere.
    Cin cin!
    Eh?
    Cheers!

    Kanpai!
    Ti ho chiesto di riempirmi il bicchiere, non la testa di sciocche parole.

    Il mio mood fa molto lunedì anche se è venerdì. Però, buona giornata a tutti! 🙂

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  2. Grazie la precisazione da non bevitrice di vino (non sono astemia, però), e da non veneta.

    L’anziano Goffredi nasconde il suo vizio per il vino trincerandosi dietro l’ombra di suo padre che lo protegge sempre agli occhi della gente.
    L’anziano genitore, colpito da un male cercherà di insegnare al figlio come prendersi cura dell’azienda e a salvarlo dall’alcolismo.
    Violenza, liti si mescoleranno a dolcezza e confidenze tra i due uomini rimasti di casa Goffredi.

    Lo scrittore Scrofalo ci delizia con uno dei dialoghi più riusciti tra genitore e figlio. L’ autore veneto introspettivo fa un’attenta analisi sugli effetti dell’alcolismo attraverso una narrazione cruda.

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  3. Poi dimmi che ne pensi.

    • Mi spiace, papà.
    • Mi sembra troppo tardi per chiedere scusa -tamponandosi il naso che colava sangue.
    • Non lo capisci che non sono più io? Lo vedi come sono diventato? Un violento.
    • Uno stupido.
    • Uno stupido che ti vuole bene, papà. Mi vergogno, ma non…
    • Nessuno ti obbliga a bere e se non la smetti da oggi stesso, io non ti aiuterò più.
    • Non farlo, non lasciarmi solo.
    • Non sei da solo, sei in compagnia delle tue bottiglie. Bè, rimanici insieme a loro.

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  4. Un libro di denuncia quanto mai necessario che racconta i mali nascosti della nostra società, le oscurità che non fanno notizia, i mali di vivere in cui si annega lentamente.
    In quarant’anni di servizio in piccoli paesi del florido nord est, Scrofalo non ha mai avuto a che fare con crimini famosi, con mafie capitali o serial killer da film americano. Ha visto vite normali appassite dall’alcol e dalla droga, profondi inferni domestici e tragedie destinate a rimanere nell’ombra. Le racconta ora, mostrandoci il quadro di dolente umanità che si nasconde sotto il tappeto del nostro benessere.

    Un estratto dal testo

    – Mi dica solo perché?
    – Perché? Perché il pavimento era sporco, perché la cena sapeva di bruciato, perché l’ho vista baciarsi col vicino.
    – Aveva bevuto?
    – Io? Non ho bisogno di essere ubriaco per picchiare mia moglie.
    – Aveva bevuto e dopo che l’ha vista col vicino ha perso il controllo.
    – No, comandante, si sbaglia. Lei è stata a baciarsi col vicino. Per questo ha bruciato la cena ed è il motivo per cui l’ho picchiata.
    – Quando l’abbiamo trovata, lei era ubriaco.
    – Ho bevuto dopo, per dimenticare il sapore della cena.

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