Biblioteca Scarparo #38


Oggi la Biblioteca Scarparo partecipa, a modo suo, alla lettura condivisa di Sandra e Marina appropriandosi di un testo da Premio Strega.

A tutti, ancora una volta, raccomando di fare un passaggio da queste pagine lunedì: avremo un nuovo appuntamento con Sostiene l’autore.

Buona scrittura!

 

 

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19 thoughts on “Biblioteca Scarparo #38

  1. Teresa è una architetto alle prime armi, progetta arredamenti ispirate alle case delle bambole unite a soluzioni moderne e funzionali, ma quando presenta i suoi bozzetti ai mobilifici nessuno sembra interessato e trova solo occupazioni temporanee accumulando vaucher e depressione.
    Stanca di questo tran tran, impossibilitata ad affrancarsi dalla casa paterna, dove la trattano come se fosse ancora una dodicenne, con una situazione sentimentale priva di prospettive, fidanzata con Guido, un Peter Pan ben felice che le scarse entrate impediscano di far sfociare la relazione in una convivenza, finalmente un giorno inciampa in una felice occasione.
    Gaia Pulvirenti, sua vecchia compagna di scuola con la quale è rimasta in contatto, viene eletta Miss Italia e Teresa le propone di aiutarla a sfondare, in nome della amicizia che fu.
    Gaia è una perla rara che non si è montata la testa: posa stesa sul tavolo di una cucina fucsia con la striscia da Miss e la didascalia “La più amata dagli italiani”, così quando Teresa propone le sue idee non trova più porte sbarrate e secchi no, ma un grande interesse per il suo lavoro.
    Il destino però è sempre pronto a fare lo sgambetto, ora che i tempi per sposarsi con Guido sembrano giunti, lui si è innamorato di Gaia: la segue, la sogna, arriva a perseguitarla quasi e la Miss non può che recriminare con Teresa che le ha messo sul suo cammino un essere spregevole.

    “La più amata dagli italiani” parla di ambizioni e precariato e strizza l’occhio al giallo affrontando il tema dello stalking quando Gaia comincerà una lotta personale e sociale per togliersi di torno le insistenti avance di Guido, le cui gesta scadono fino a sfiorare quella brutta parola “femminicidio.”

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  2. “Sono la più amata dagli italiani. Salvatemi.”
    Questo è il messaggio che Marta Lucenti, famosa e pluripremiata attrice cinematografica, lascia su Facebook, la mattina del 13 gennaio.
    Da allora nessuno ha più sue notizie.
    Le indagini ricostruiscono una vita molto diversa da quella esibita sotto la luce dei riflettori. Il matrimonio con un imprenditore proprietario di un noto marchio leader nella vendita di mobili da cucina non sembra un’unione felice, i colleghi di lavoro denunciano rapporti controversi con il regista, c’è il sospetto di una relazione extraconiugale con un uomo influente.
    Le ombre sono tante, ma una più di tutte renderà insopportabile la scoperta di un grande segreto.
    Teresa Ciabatti mette in scena un noir spietato, un dramma fatto di ascese sociali e tensioni familiari, con un ritmo serrato e una galleria ben riuscita di personaggi mossi da odio, invidia, vendetta, potere.
    Una scrittura intensa che guida il lettore in un labirinto di segreti, sorprese, soprattutto di emozioni difficili da dimenticare.

    Scontatino, ma così, come m’è venuto, sul momento.
    E poi, signori, cose giuste, la fantasia di Sandra è imbattibile! 🤗
    (SANDRAAA, dove sei arrivata con la Ciabatti? Io sono al capitolo 7)

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    • Come avevamo detto mi sono fermata alla fine della prima parte, Sta sera verso le 19 pubblico il post, poi posso proseguire nella lettura.
      Per il weekend vado via, ci sono buone probabilità che vada avant parecchio, considerato che in Valtellina sono priva di connessione per cui niente pc e spesso vado a leggere ai giardini. Baci. In effetti la fantasia non mi manca, ma per scrivere un romanzo ci vuole altro. Grazie.

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  3. Pizza o focaccia, pasta o riso, carne o pesce? Qual è il piatto preferito da tutti? Quale la pietanza? E ancora: quale, per ognuna di esse, la ricetta più amata dagli italiani?
    Quello che avete in mano non è l’ennesimo compendio di ricette della tradizione ma la tradizione di una famiglia dove l’amore per la cucina, per i buoni ingredienti e per il mangiar sano ha fatto da sfondo all’appuntamento estivo di Giovanna, donna, moglie, madre e nonna in quel di Arezzo nonché energica proprietaria di un fiorente e rinomato agriturismo toscano. Da sempre innamorata della vita, oltre che della buona tavola, nonna Giovanna ha fatto del suo compleanno – il 31 luglio – una buona scusa per la reunion annuale della famiglia. Ogni anno, infatti, l’agriturismo resta chiuso durante il weekend di fine luglio per essere dedicato solo ed esclusivamente ai familiari, all’insegna del ritrovarsi e del rivedersi in un’atmosfera di natura e pace che solo colline, cipressi e tramonti toscani sanno trasmettere. Angela e Serena, le due nipoti che più degli altri hanno ereditato l’amore per la cucina da parte della nonna – tanto da aprire due ristoranti, l’una a Roma, l’altra a Firenze – ogni anno animano il ritrovo familiare con un’amabile gara nell’enorme cucina della nonna, la stessa che ha fatto da sfondo all’infanzia e agli innumerevoli momenti estivi di tutti quanti.
    A colpi di ricette, divertente e brioso, è nato così il rituale di una grande famiglia che, a dispetto del roboante appellativo inventato dai familiari con enfasi nel corso degli anni – la ricetta “più amata dagli italiani” – resta in realtà un rituale potente e intimo che decreta ogni estate la ricetta più apprezzata per il compleanno della nonna, ricordando a tutti quanti che l’importante nella vita non è vincere, stravincere, arrivare o farsi notare ma esserci. Sempre. Nella gioia e nel dolore.
    “La più amata dagli italiani” resta un inno alla famiglia, alla vita, alla gioia di vivere, di esserci, di accogliere. Allo stesso tempo resto un velato cantico d’amore alle mamme, nonne, mogli e madri. E un cantico alla donna, angelo insostituibile della vita di ognuno.

    P.S.: sono arrivato lungo sulla festa della mamma… Si nota? 😛
    P.P.S.: Saaaaalve. 😀

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    • Ecco: magari con un incipit così… 🙂

      Il carbone, bruciando, aveva portato l’acqua ad alzare la propria temperatura fino a diventare vapore, la cui pressione era andata crescendo fino ad accumulare una notevole forza. Le pale della turbina si erano comportate a dovere. La dinamo aveva ruotato, obbligando il magnete a produrre, per induzione, una slavina di elettroni nei lunghi fili che la avvolgevano completamente. Queste piccole particelle, obbligate nel proprio moto da alternatori e trasformatori, avevano indotto una uguale vibrazione attraverso i lunghi cavi di rame che, dalla centrale elettrica, arrivavano fino alla casa di Teresa. Là, attraverso un filo scoperto nella nuova cucina, la corrente si era scaricata nell’acquaio in cui Teresa aveva immerso le mani per lavare i piatti e le aveva bloccato il muscolo cardiaco. Insomma, con una frase che quantunque un po’ antiquata riassume benissimo i fatti: Teresa era stata uccisa in una bella giornata d’agosto dell’anno 2013.

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  4. Per la sua nuova casa e la sua nuova vita, Teresa voleva una cucina rossa, con il ripiano in lucido acciaio, il forno e il microonde a metà altezza, un frigorifero a doppia anta, un lavello con due vasche e pure con lo sgocciolatoio, e un cinque fuochi a induzione dove poter scatenare tutta la sua creatività. Alle dipendenze del Grande Chef non le era mai concesso di divagare nelle ricette, ma questo appartamento era suo, zia Ada glielo aveva lasciato per intero e avrebbe finalmente avuto la cucina a misura dei suoi sogni.
    Non è però dello stesso avviso l’eterno fidanzato Alessandro, che preferirebbe attendere l’acquisto di una casa singola in periferia, non si sa per quanti anni ancora, e se proprio costretto a scegliere il mobilio, dev’esser assolutamente in legno noce massiccio, caldo e confortevole per lui… lugubre e triste per Teresa.
    Stanca dei litigi di fronte a ogni preventivo per l’arredamento, Teresa si distrae al lavoro e conclude la preparazione di un piatto come è abituata a cucinarlo per sé, con una punta di maggiorana. La novità viene apprezzata dal cliente, ma non dal Grande Chef, che la licenza su due piedi.
    Appartamento ancora vuoto e senza lavoro, Teresa temporeggia reinventandosi come cuoca a domicilio: breve sopralluogo nelle case altrui, menù concordato secondo le richieste, spesa e preparazione della tavola a suo estro, diventa presto molto ricercata e quotata.
    Ad una di queste cene conoscerà Giovanni, due occhi verdi smeraldo che la seguiranno durante tutto il servizio, fino ad offrirle un calice di vino e chiederle chi si occupa della pubblicità della sua nuova attività. Perché lui lavora in radio e uno dei grossi produttori di cucine italiani, proprio quello della cucina rossa, è uno dei suoi sponsor. A Teresa potrebbe interessare una collaborazione? Decisamente intrigante la prospettiva, sebbene quegli occhi non le ispirino completamente fiducia. Anche la fede al dito di lui non è da sottovalutare.

    Teresa Ciabatti con questo libro insegue l’idea che La più amata dagli italiani, la cucina, sia come elemento d’arredo dove ritrovarsi, sia come momento di convivialità, rivela molto delle persone che abbiamo accanto, esattamente come le preferenze a tavola.

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  5. E nel mentre che stavo scrivendo la prima, ho letto il commento di Tenar, che in effetti qui c’è troppo rosa (è la copertina di color fucsia che dirige probabilmente le nostre menti). Ho provato quindi a impormi un’altra direzione, ed ho tirato fuori questo, anche se non è il mio “campo”.

    Allertati dagli anziani genitori che da qualche giorno non riescono a contattare la loro primogenita, l’agente Cupper e il suo collega Smitto si recano all’ultima residenza, dove gli stessi vicini lamentano un forte odore di marcio provenire dall’appartamento serrato. Entrati di forza nel locale, la scena che si trovano davanti è delle più rivoltanti: la tavola imbandita per una cena elegante per due, a lume di candela mai accesa e splendenti posate d’argento, i piatti finemente decorati d’oro contenenti grossi pezzi di carne cruda in putrefazione, da cui proviene l’enorme puzzo che satura l’aria. I calici di cristallo riempiti di uno scuro liquido rosso, troppo denso per essere vino. Dal frigorifero della cucina a vista esce un lungo rivolo dello stesso color amaranto, oramai rappreso. D’istinto, Smitto apre l’anta dell’elettrodomestico e si ritrova davanti la testa mozzata della ragazza che lo guarda atterrita.
    A Cupper piacciono i film horror, ma questa purtroppo è realtà e non ha per nulla lo stesso sapore.
    La vittima non sembra nascondere alcun movente per l’omicidio: tutti la ricordano come la più amata del quartiere, adorata dalla sua famiglia e in procinto di convolare a nozze. Il fidanzato ha un alibi di ferro, in trasferta all’estero per lavoro. Apparentemente un sacrificio casuale. Eppure il taglio eseguito sulla corpo femminile e la scelta delle parti umane come pietanze riprendono lo stesso schema di un altro assassinio avvenuto almeno vent’anni prima, dall’altra parte del mondo, a New York, quando proprio Cupper era un adolescente in vacanza dal padre, dopo una feroce separazione dei suoi genitori. Gli occhi del distretto sono quindi puntati tutti su di lui, chiedendosi cosa si celi dietro a questa strana coincidenza.
    La più amata a volte si ritrova anche ad essere la più odiata, per i motivi più oscuri. E Cupper dovrà rintracciarli in una dura lotta contro sé stesso.

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