Racconti diVersi: la votazione


Tiziana

L’ho invitata al bar prima di andare da me. Era così infreddolita. La tramontana stasera tagliava le mani. Si scaldava incrociando le braccia mentre si sporgeva verso il mio finestrino. Che bocca! Rosso fuoco e pelle diáfana. Il suo “sì” all’invito di un cappuccino al bar mi aveva stampato un sorriso che di riflesso lei mi donava il suo. Il vento le scompigliava i capelli. Quanto avrei voluto sistemarli e farle una carezza. Il mio gesto istintivo di stendere la mano verso lei, lo incanalavo un secondo dopo sulla maniglia della porta del bar per aprirla. Non voleva togliersi il micro cappotto, benché si intuiva che non era in tenuta da dirigente d’azienda. Ma aveva la sua divisa, da prostituta. Il vecchietto in fondo lo esternava senza reticenze. Ecco il secondo che la apostrofava in semi-silenzio, ma si udiva. Ero riuscito a farla sorridere di nuovo quando le davo la mano per riscaldarla, non solo per il freddo di poco prima.

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