Racconti diVersi: la votazione


Elisa

Il sole si alzava crudelmente nel cielo e le lacrime nere si asciugavano sul suo viso.
Spense la sigaretta sulla ringhiera osservando sfinita la mano sporca del trucco della sua vita.
Pregava.
Il vento le ghiacciava le spalle, ma non il cuore. Quel cuore sfibrato ma non ancora finito, quel cuore non ancora fumo e cenere. Cenere come quella sparsa ora sui suoi stivali bianchi.
Pregava, Rosa. Pregava Dio che il vento spazzasse via i pensieri felici, illusioni pungenti.
Quell’uomo era solo uno dei tanti ed era stupido credere potesse salvarla.
Come se ci fosse davvero la possibilità che le cose cambiassero, che lui fosse più che un cliente, che quell’improvvisato e assurdo appuntamento la liberasse per sempre dal suo carcere notturno.
Sognare l’avrebbe distrutta definitivamente.
Ma lui non se ne sarebbe andato più via. Sarebbe rimasto. Fino alla fine.

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