Racconti diVersi: la votazione


Iara

Esco, un loop di cose viste, sentite, respirate con l’aria. Trascino i passi sulla strada bagnata dall’umidità, distraggo i pensieri, improvviso, invento un’altra vita dentro questa sera. Soffermo lo sguardo stanco sulle luci al neon, sulle insegne dei bar, fino al momento in cui mi volto e la vedo, ferma al semaforo; è lei che accende la notte con le sue labbra rosso fuoco. Non voglio essere banale, rimorchiare non è il mio forte: «Hai mai visto Dio com’è?»
Mi guarda, vorrei sapere cosa pensa mentre stringe la borsetta a sé. Aspetto una reazione, forse scappa. Non scosta lo sguardo, resta e scoppia a ridere: «sì.»
Rido anch’io, non smettiamo quando entriamo in un bar per scaldarci un po’. Siamo io e lei, seduti uno di fronte all’altra, nascosti dalla folla tra lo smog e i rumori del locale. Siamo noi, le luci soffuse e le chiacchiere bagnate al whisky.
«Vieni via con me?» Un altro sì. Complici, confondiamo le nostre storie, le labbra, l’odore dei nostri corpi. Sei bella Rosa. La tua pelle è perfetta Rosa. Rendi perfetto perfino questo buco che chiamo casa. Prima di andare, Rosa, lasciami il profilo del tuo corpo come un poster appeso alla parete. La luce del giorno ci ruba le ultime stelle ancora negli occhi. E’ il momento dei saluti, dei verbi volti al passato.

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