Sostiene l’autore n. 22


Philip Roth - da Internet

Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

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Estratto dal romanzo Surfing on Survival
dal capitolo Il tempo è un supplizio mai riempito

_____E crudeltà dove già esibita implementa nello stato di cose_____

_____Detestabile esistere solo per sopravvivere una mendicante mostra lo scheletro a una moneta che forse arriva_____

_____Taxi pochi e a poco importa sospetto rimanerci per tutta notte imbidonata qui questa triste che io mi trovi etilica persa in aggiunta al mestruo in area suburbana nemmeno so dove andare e a me dove starò non frega più un cazzo_____

_____Nessuna possibilità di pelle ormai possibile da toccare e accarezzare autoindotta un’economia della distruzione tale per cui sostitutivo alla materia è il mio un bisogno che gravita attorno all’alcol ma certo nulla che trascenda la consapevolezza del reale a me estraneo quanto indifferente quel che improntato al massimo degrado respinge bellezza che non ha di suo così come figure appaiono e più proporzioni hanno accartocciate per poi scarnificare nell’ombra e disfano nel marginale_____

_____Anestesia non chirurgica dalla bottiglia semivuota in stonato perdere la realtà delle cose è condizione nota fatto è che non deprime la mia fiducia nel prossimo che non esiste certa che a tutto distaccata non mi ponga più il problema l’inutilità del convivere umano com’è noto e m’appare_____

_____E il bere non spicca sbagliato anche se non troppo sano_____

_____Alcol pressoché indigesto così come l’odore non è di whisky esattamente invecchiato ma lo butto giù senza troppo badarci al gusto e per quel che serve mi fa più che soddisfatta_____

_____Giusto è il trip per continuare la nottata tale che non mi venga a pentire del risultato perfettamente conscia di quel dolore ch’è meglio evitare affogato in alcol immediato e volentieri sostitutivo in quanto effetto e non causa del mio danno un’utile strizzata al fegato riluttante a venire e OK da capo riprendo quel che si fotte la rinuncia_____

_____È un’incolpevole esigenza la mia quella di non poter reprimere l’impulso a bere_____

_____Ragione vi è per tali comportamenti ma la rapida coesione col mondo non c’entra né di truce resistenza si tratta piuttosto di amore inadatto a quel che c’è di troppo sano mentre faccio di una sbronza concreta la ragione del mio esistere stanotte al massimo sfogo del mio sentirmi nulla_____

_____Razionalità permane e non fa la scelta o critica alla teoria_____

_____La bottiglia è tutto l’Oggi che mi concedo e cosa rimane quando Niente è preferibile a Domani?_____

_____Ma è l’idea di un momento raschiata via come d’aborto butto via la bottiglia e il pensiero svanisce domande non vogliono risposta almeno non con le parole ciò che serve altro alcol non ancora a mia disposizione e di prima esigenza in assoluto quella di procurarmene dell’altro e al più presto non concepisco null’altro alché fuori di questo_____

_____Teoria scelta su cui plasmo la mia resistenza un vuoto che si reincarna a un Nirvana che non c’è_____

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Il commento è anonimo

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1 – Sostiene un lettore…

…Se dovessi leggere tutto il romanzo in questo stile apocalittico non ce la farei. Il brano mi risulta di difficile lettura; percepisco l’angoscia della situazione, il contenuto mi pare interessante, il modo un po’ troppo eccessivo.

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2 – Sostiene un lettore…

…Concordo con il lettore num. 1.
Partiamo dallo stile. Questo è un flusso di coscienza: se il “romanzo” dovesse essere tutto così allora non è un romanzo. Persino del Finnegans Wake si dice “testo” e non “romanzo” e qui – non me ne voglia l’anonimo autore – misuriamo una buona distanza da Joyce. Per non parlare dell’uso di quelle sottolineature ad aprire e chiudere le frasi: perché? Se l’autore ha abbastanza fegato da scrivere un flusso di coscienza allora dovrebbe averlo fino in fondo evitando del tutto la punteggiatura, credendo sia in sé stesso sia nei lettori che si impegneranno a leggere: questi sotterfugi grafici sono solo la mano che si nasconde dopo aver tirato il sasso.
Parliamo invece del testo in sé. Come scrittura è interessante e forse è davvero il primo stralcio, tra tutti quelli che sono stati presentati qui, che varrebbe la pena di essere approfondito; il che non significa che una pagina sia un viatico sufficiente per farne un buon libro: la via scelta dall’autore è difficilissima e infida, lo scivolone probabilissimo.

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3 – Sostiene un lettore…

…Omettere la punteggiatura e inventare stramberie stilistiche non significa necessariamente essere dei geni, ma più di frequente “farlo strano” per suscitare reazioni e autocompiacimento.
Non scherziamo, scrivere è un’altra faccenda.

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4 – Sostiene un lettore…

…Illeggibile.

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5 – Sostiene un lettore…

…Capito io poco ma sbronza assoluto vuoto si conscio no conscio esigenza anestesia.

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6 – Sostiene un lettore…

…A me è bastata la prima riga: non è decisamente il tipo di lettura che fa per me.

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7 – Sostiene l’autore…

…Per quanto riguarda l’utilizzo dei tratto lungo ne ho già fatto menzione al signor Scarparo via email e vi ripropongo tal quale la risposta [le spiego che sì è una scelta stilistica dettata dal fatto che avendo a modello il flusso di coscienza che non richiede utilizzo di punteggiatura e anche se non si evince dal breve testo in esame molti periodi del romanzo risultano piuttosto lunghi e mi è parso indicato definire bene i diversi stacchi in modo da avere in maniera prettamente visuale un’idea dell’inizio e della fine di ognuno.]
Che io sia distante da un classico moderno è fuor di dubbio anche se il riferimento a James Joyce è d’obbligo ma ho cercato di dare un senso organico allo scritto col facilitare l’individuazione dei periodi e non realizzare la brutta copia del monologo di Molly Bloom (il Finnegans Wake è troppo estremo anche per i miei gusti fin troppo particolari). Se poi gli si vuol dare un nome identificativo all’opera chiamatela pure antiromanzo che non è un genere da me inventato ma esiste.
Ora il flusso di coscienza è uno stile utilizzato da pochissimi e non può essere ridotto a regole scritte nella pietra: è una struttura sperimentale che a ancora tutto da dire; il mio è il semplice contributo di una persona qualunque che ha tentato di cimentarsi con esso e -il parere è del tutto personale interessato e di parte- ha ottenuto risultati non disdicevoli (non “uccidetemi” per questo).
Scusate il dilungarmi non è mia intenzione fare l’apologia di me stesso ma sappiate che ho apprezzato e ogni critica è ben accetta.
Grazie a voi e a chi altro abbia voglia di dare il suo costruttivo contributo.

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8 – Sostiene un lettore…

…Non mi è dispiaciuto, anche se il flusso di coscienza non mi attrae molto.
Trovo singolare che il lettore 2, pur criticando il testo, abbia trovato il modo di bastonare anche i ventun brani precedenti.

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9 – Sostiene un lettore…

…Concordo con il numero 2.
Il monologo di Molly Bloom scritto da Joyce è un esempio pratico. Se proprio devi fare una cosa simile, perché come lui è difficile, almeno fallo fino in fondo. Lui per quaranta pagine usa due soli segni di punteggiatura. Sembra di sentirla Molly parlare davanti a te. Ecco, scrivi come se veramente quelll’ubriaco parlasse di fronte oppure immedesimati tu nel bevitore. Che diresti? Così è meno interessante di ciò che appare. Ho un’altra domanda? Perché proprio un ubriaco come personaggio? Troppo semplice fargli dire sproloqui e frasi insensate visto lo stato d’ebbrezza. Tuttavia, per un flusso di coscienza è troppo breve il testo per capire bene. Puoi migliorarlo.

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10 – Sostiene un lettore…

…Bastonare tutto mi sembra eccessivo, vuol dire rosicare delle pubblicazioni altrui. Io concordo col 2 solo quando dice che se deve essere un flusso, che lo sia. Per il resto io è la prima volta che commento un testo qui. Ha un potenziale, ma oggettivamente devi migliorarlo. Letto così stanca. Immedesimati in quella persona.
Invece esempio di Molly Bloom è perché vado sempre sul pratico per spiegare non per paragonarlo. Ogni scritto è a sé. Ricordati che ogni testo ha una parte buona, anche nel più brutto dei pezzi. Esprimilo e fallo emergere.
P.s. non mi hai risposto del perché della scelta dell’ubriaco. Immagino che sia comprensibile leggendo la storia.

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11 – Sostiene un lettore…

…ha ottenuto risultati non disdicevoli. E quindi? Se il punto è questo, aveva già i suoi consensi, conveniva tenerseli stretti. Che poi c’è anche della roba (non posso usare altro termine) che viene apprezzata e addirittura pubblicata: è indicativo sicuro di qualità? è di sicuro un capolavoro? E su. Anche il mio è solo un parere personale. Ma disinteressato e non di parte. (Lettore 1)

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12 – Sostiene l’autore…

…La dipendenza alcolica della persona non è pregiudizio per incanalare la forma del testo ma il leitmotiv dell'(anti)romanzo stesso. Il flusso di coscienza rappresenta il POV (point of view) attraverso cui la protagonista -Mary il suo nome- vede la realtà attraverso i suoi occhi a seconda: non è tutto così lugubre ci sono momenti diversi e dipende dai casi; si passa dall’ironia (se così son riuscito a esprimerla dignitosamente) a momenti tragici al limite della paranoia maniacale come il frammento in questione che rappresenta la parte semifinale (si trova più o meno a 3/4 del capitolo) di un passaggio all’inferno in una spirale negativa prima della “pseudo-resurrezione” che apre le porte al capitolo successivo.

Che sia riuscito o meno nell’intento è tutto dire, e spiace non vi sia dato sapere. (AUTO-IRONIA + FACCINA)

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13 – Sostiene un lettore…

…Il flusso di coscienza può essere usato solo da autori con la mano ferma e una dimestichezza rara con le parole. Mi spiace essere lapidaria. Se ci fosse la punteggiatura sarebbe un testo comunque carente che continua a girare intorno a poche idee e poche immagini. Così com’è chiede al lettore una fatica che non è ripagata dal contenuto.
Se al lettore si richiede molto in termini di fatica bisogna dargli in cambio molto.

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14 – Sostiene un lettore…

…Premesso che il racconto non è il mio genere, cerco di fornire un’analisi obiettiva.
La cosa che mi ha stonato più di tutto non è stato l’utilizzo particolare dei segni grafici, né il tentativo di flusso di coscienza in sé (penso che se si vuole sperimentare qualcosa di nuovo, da qualche parte bisogna pur cominciare). Quello che meno mi ha convinto è stato l’irrealismo in sé. Un flusso di coscienza varierà a seconda della persona che sta parlando: come detto qualche commento più su, leggendo il monologo di Molly la si sente parlare. Si sente la sua voce nella testa. Ecco, un ubriaco non parla come descritto in questo brano. Lo stile delle frasi, l’inversione della posizione dei verbi/soggetti/complementi mi dà l’idea di un tipo di prosa tanto disordinata da risultare ambiziosa, ampollosa quasi.
Quindi, e ci tengo a ribadire che questa è una mia impressione e forse potrebbe essere smentita da una maggiore conoscenza del testo, ciò che mi ha fatto storcere il naso è stata la non aderenza tra il personaggio e il suo modo di esprimersi.
Non mi sento, invece, di criticare il suo tentativo di flusso di coscienza, perché come già detto si ha pur bisogno di iniziare da qualche parte. Anche Joyce avrà scritto qualche boiata prima di arrivare allo stile giusto 😉

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15 – Sostiene un lettore…

…Il tuo commento numero 12 è stato illuminante. Non c’entra il flusso, sei proprio tu così. 😉

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