Miniplot #16


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Ripartiamo per un nuovo lunedì con un Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua”…

Il mio miniplot è: C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua: Senti, amico, io non cerco guai. Vuoi i soldi? Ti do il portafoglio. Cellulare? L’orologio? Lui continuava a tenermi per il bavero, a una spanna da terra. I suoi muscoli erano d’acciaio tanto quanto io me la stavo facendo sotto. Se ne stava immobile, con un sorrisetto stupido. Insomma, cos’è che vuoi, dissi. Che firmi qui, rispose calmo. Firmare? Firmare cosa? Cosa stai cercando di vendermi? Sogghignò: Vendere? Io non vendo, compro. Compro anime, per la precisione.

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14 thoughts on “Miniplot #16

  1. “C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua”…invece non è così che funziona, quando qualcosa si rompe non è così semplice ripararlo. Anche se forse una cosa rotta possiamo renderla ancora più di valore se la ripariamo dandole il giusto valore. Come quella tecnica giapponese di riparare i vasi rotti con l’oro per rendere il vaso ancora più prezioso. Potremmo provare anche con il nostro amore? L’oro è dato dalle nostre lacrime e dal nostro perdono.

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  2. “C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua”

    Chi se l’aspettava che sarebbe tornato prima del tempo? Fortuna che poco prima di salire mi chiamò voglioso per descriverni cosa avremmo fatto di lì a poco!. Dissi al tizio che era con me che doveva rivestirsi in fretta e lo portai in cucina , dove avrebbe dovuto fingersi il tecnico della lavastoviglie. Tutto filò liscio fino a quando l’amor mio mi sbattè sul letto e posò una mano sul preservativo usato.

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  3. “C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua”…
    Ma non solo, anche quando esci da un’auto dopo che ti hanno tamponato, o quando senti i denti del rotweiler del vicino che ti bucano la gamba mentre chiudi il cancello di casa dopo che hai firmato al postino la raccomandata verde: il colore delle multe.
    Il bicchiere d’acqua mi ricorda la mamma, quando mi svegliavo da un incubo o imparavo ad andare in bicicletta: cadevo, piangevo; lei mi versava quel liquido salvifico.
    – Tieni tesoro, manda giù a piccoli sorsi, bevi che ti fa bene.

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  4. C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua. Alla fine mi pentivo di gettarle su un braccio la benzina addosso e poi darle fuoco. Correvo a prendere l’acqua per non farle troppo male. La sua pelle, però, nel frattempo era diventata piena di squame; i peli emanavano puzzo di gallina appena arrostita. Mia madre faceva così quando era al campo e doveva ammazzarle. Tirava il collo ai pennuti e poi gli toglieva le penne. Infine le abbrustoliva col fuoco per togliere ogni residuo di piume. La sua pelle bruciava subito, ma non volevo rovinarla del tutto perché la amavo.

    =========
    Da te mi vengono storie noir. Mi dovrò preoccupare?

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  5. C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua.
    E c’è un’idiota, tipo me, convinta di potere riprendere il passo tranquillamente dopo una rovinosa caduta all’ingresso della metro con triplo loop e atterraggio spettacolare su sandali con la zeppa. Risultato: ho un piede formato zampogna davvero molto sexy!

    Una volta rimango chiusa in ascensore, un’altra mi scasso un piede, che forse stasera vedrà il Pronto Soccorso.

    Caro Michele, ma non è che sto miniplot mi porta sfiga?

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  6. C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua. E così sono uscito con Elena, quella che mi viene dietro da sempre, quella che è-una-botta-sicura pure senza preliminari, quella che è carina, passabile, ma non mi suscita alcuna emozione, solo indifferenza. E mentre la bacio cerco Laura nelle sue labbra troppo aride, nei suoi seni persino troppo grossi, e nei suoi slip così arrendevoli. Con Laura era tutta una lotta e una conquista. Ero re, ed ero schiavo, del suo profumo. Laura, che m’ha sbattuto la porta in faccia dicendo “Hai avuto la tua occasione” il giorno prima di ricevere l’invito alle sue nozze. Con quale coraggio mi chiede di presenziare, la stronza. E sono qui che brucio, ardo, e mi tormento cercando di capire dove ho perso quell’occasione. Andavamo bene, mi pareva, e poi è arrivato quello, e non mi è stata data scelta. Lei è sparita, io sono rimasto solo schiavo.

    Laura non c’è, è andata via, Laura non è più cosa mia…
    (Ho unito il MiniPlot ai Racconti diVersi 😛 )

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  7. C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua e qualche garza sterile. Ma attenzione, il mio non è ottimismo. Non penso mica che andrà tutto bene, che non è grave, che si risolverà. No. Semplicemente non so valutare le situazioni e non so gestire gli imprevisti. Il panico. Mi prende il panico per qualsiasi cosa.

    Respira. Respira. Respira. Bevi un po’ d’acqua. Va meglio?

    Così mi hanno cresciuta. Ma ora sono grande. Basta. Vado al pronto soccorso a farmi medicare. E stasera in birreria. Se tutta l’acqua di questi anni non ha funzionato, evidentemente, è il caso di provare con qualcos’altro! Respiro? Sì, anche quella storia lì. Respira. Respira. Respira. Certo che respiro! Sennò mica saremmo ancora qua. Avrei già risolto tutti i miei problemi se avessi smesso di respirare.

    Però intanto un bicchiere d’acqua mi serve che butto giù altre due di queste pillole. Da quando le prendo mi sento tanto diversa…

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