Biblioteca Scarparo #54 – L’uomo senza labirinto


La Biblioteca Scarparo è piena di libri che (ancora) non esistono; si tratta, prendendo ispirazione dal titolo del libro proposto (che è una variazione più o meno ironica di un libro vero), di scrivere qualcosa a scelta tra:

  • la quarta di copertina;
  • l’incipit;
  • un dialogo oppure una scena.

A volte, però, questi esercizi prendono vita e crescono fino a trasformarsi in libri veri, grazie alle sapienti penne di chi li concepisce. Chi volesse vedere degli esempi, può farsi un giretto tra tutti gli altri esercizi svolti.

Buona scrittura.

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9 pensieri riguardo “Biblioteca Scarparo #54 – L’uomo senza labirinto

  1. Scena.

    La sensazione di vuoto lo prese allo stomaco prima che alle gambe, forse solo perché era seduto. Sentì la nausea montare e riuscì giusto in tempo a sfilare il cestino da sotto la scrivania. Ci vomitò dentro il tomino alla piastra e gli spinaci del recente pranzo ricevendo un momentaneo sollievo. Ma i conati si fecero più intensi e ravvicinati: non aveva più nulla nello stomaco, l’amaro della bile gli riempì la bocca. Il vomito era incoercibile. La testa gli girava o era la stanza?, una stanchezza generale si diffuse in tutto il corpo. Schiacciò il tasto di chiamata rapida per l’interno 207: «Chiama un’ambulanza».

    È, comunque, un modo per dire buongiorno.

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  2. “Osserva questo tatuaggio. Ti ricorda qualcosa?”
    Lo studente prese la fotografia che aveva estratto il professore.
    “Un labirinto.”
    “Osservalo meglio.”
    Lo studente avvicinò lo sguardo. Lo scatto riportava il dettaglio della mano destra del primo cadavere.
    Ne avevano fatto l’autopsia la settimana prima. Girò attorno al tavolo dell’obitorio per avvicinarsi alla mano destra del cadavere che avevano invece di fronte ora. Poi capì.
    “Il caso si complica” riprese il professore. “Abbiamo già due cadaveri caratterizzati dal tatuaggio di un labirinto sulla mano destra.”
    “Ma non sono uguali” disse lo studente. “Sono differenti.”
    “Esatto. Ma sono anche decentrati sul dorso della mano. Hai notato?”
    Lo studente annuì, ma non era convinto. A quel punto il professore estrasse un pennarello dal taschino del camice e tracciò una bozza sul dorso della propria mano. La tracciò avendo cura di farla decentrata, esattamente sotto anulare e mignolo come il tatuaggio rinvenuto sulle mani dei due cadaveri. Poi si avvicinò allo studente e fece lo stesso sulla sua mano destra. Infine, con fare quasi teatrale, accostò le due mani facendo combaciare le due bozze.
    “Ecco perché sono diverse.”
    Lo studente osservò con stupore quel piccolo stratagemma: i due labirinti erano sì diversi ma, fatti combaciare, ne formavano uno più grande.
    “Quindi” proseguì il professore “questi due uomini avevano un segreto. Un segreto legato a questo labirinto. Che forse è una mappa condivisa.”
    “Geniale” esclamò lo studente. “Ma che legame possono avere con il nostro terzo uomo?”
    “Il nostro terzo uomo, se ben ricordi, ha una cicatrice sulla mano destra. Quanto scommettiamo che si tratta di un tatuaggio rimosso?”
    “Per quale motivo l’avrebbe rimosso?”
    “Questo è un mistero che deve risolvere la polizia. Per ora il terzo uomo faremmo meglio a chiamarlo uomo senza labirinto. E se ha deciso di farsi rimuovere il tatuaggio deve avere avuto un motivo più che valido.”

    P.S.: Saaaaalve! 😀

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