Miniplot #23 – Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante


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Oggi, in via eccezionale (cerca su Google Maps) e del tutto fuori programma abbiamo il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore particolare a chi saprà scovare da quale libro/autore io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante”…

Il mio svolgimento è: Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante: avevo lavorato sei giorni filati, da quando avevo acceso il maledetto aggeggio, e adesso tutto era in ordine: decisi che avrei dormito per le successive ventiquattro ore e poi me ne sarei disinteressato, mentre quello avrebbe continuato a funzionare per il resto dell’eternità. E quando fosse cresciuto abbastanza da domandarsi dove fosse suo padre, be’, per allora, io avrei avuto modo di essere davvero un bel po’ distante. Abbastanza per non farsi trovare, garantito.

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33 pensieri riguardo “Miniplot #23 – Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante

  1. Se non fosse che potresti obiettare non essere autobiografico, direi che questa cosa ti sta sfuggendo di mano. Ma io non sono un rappresentante della forza, dell’onestà, del successo. Torno per il mio miniplot, intanto buongiorno! 😃

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  2. Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante. Sì, avevo preso la decisione giusta, non avrei potuto fare di meglio per dare il mio contributo a questo mondo. Diedi un calcio allo sgabello e il capestro mi si strinse intorno al collo. Iniziai a dimenarmi, annaspavo in cerca d’aria: avevo calcolato male il rapporto tra la lunghezza della corda, il mio peso e la caduta. Alla fine, anche il gancio a cui avevo legato il cappio cedette facendomi cadere rovinosamente sul pavimento…

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  3. Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante per Lisa. E non poteva essere altrimenti. Lei era così deliziosa quando mi serviva il the. L’ultima volta mi aveva portato pure dei pasticcini. Omaggio della casa o una gentilezza nei miei confronti? Stavo male e il mio viso era un lenzuolo. Da come mi serviva e sorrideva non era riverenza verso un moribondo cliente. Lisa non era capace di fingere.

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  4. Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante avendo scritto un superbo romanzo di denuncia che avrebbe illuminato le menti e cambiato la Storia. Tutto è finito con il rifiuto dell’ennesima Casa Editrice. (Versione tradizionale)

    Mi sentivo meravigliosamente buono, generoso e importante avendo scritto un superbo romanzo di denuncia che avrebbe illuminato le menti e cambiato la Storia; avevo scelto l’autopubblicazione per essere completamente libero. Tutto è finito con la conta delle stelline su Amazon. (Versione self)

    Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale essendo frutto della fantasia dell’autore che raccomanda anche l’apposizione del bollino rosso per non urtare la sensibilità di alcuno.

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          1. Usa un sinonimo di contento e il gioco della tua risposta non regge. Ma tanto tutto quello che ti si fa è tutto perso. gne gne gne

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  5. Chiedere per non avere MAI risposte!?
    Sei felice?
    Il bello delle asticelle è che si possono:
    – alzare
    – superare (prima o poi)
    – guardare voltandosi indietro e vedere che sono lì, magari vibrando, ancora su, dopo che le hai saltate
    – usare per il limbo (e qui alzarle cambia di significato)
    – spezzare e usare come arma

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  6. Mi sentivo meravigliosamente buona, generosa e importante: l’avevo accudita come fosse stata mia madre, ma lei in punto di morte mi aveva tradita. Mi confessò di aver lasciato tutta la collezione letteraria (migliaia di tomi preziosi) a una sua cugina che non vedeva da anni. Andai a trovarla e scoprii che da giovane aveva messo in commercio un paio di romanzi stroncati dal pubblico e dalla critica. Da allora odiava tutto ciò che fosse stampato. Non era riuscita a scrivere qualcosa di decente e per reazione avrebbe dato fuoco a tutte le opere letterarie sulla faccia della terra. Era una questione di giustizia: dovevo salvare quei libri e non farli arrivare tra gli artigli di quella strega.
    Per salvarli ero riuscita a diventare la segretaria dell’avvocato che custodiva il testamento che volevo falsificare prima che venisse letto, per scoprire invece che era già stato manomesso, scopro le prove e mando la cugina malvagia in prigione. Finalmente posso leggere! (continua…) Sì, perchè fra i tomi preziosi trova qualcosa di incredibile… E fu l’inizio una saga di millelibri 😉

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    1. Isabella, l’incipit andrebbe rispettato (il tuo testo reggerebbe lo stesso, con qualche conseguente modifica, anche senza il cambio di genere da maschile a femminile). Poi, qui non c’è giusto o sbagliato, ci si confronta e basta (cit. – una stellina per chi indovina chi è l’autore della frase citata). Ma io sono * e su ‘sta cosa di modificare l’incipit del Miniplot non riesco a far finta di nulla.

      *: prego scegliere il termine che ognuno preferisce

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      1. La citazione è di Michele. Cosa ho vinto?😛 Sul fatto di confrontarci sono d’accordo, altrimenti non s’impara. E se no non staremmo qui a scrivere. E ricordiamoci che non è scontato che qualcuno ci legga e men che meno che Michele offra questo materiale e luogo per scrivere, commentare, esercitare, chiacchierare. Un grazie a Michele, specie per la pazienza.

        Sulla battuta dei ragionieri mi sono collegata all’immagine di Michele. Ovvio che era per ridere. Per fortuna che qualcuno sa fare di conti e quant’altro. Io non sono capace. 😄

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      2. Ciao Viola 🙂 ecco, mi sono sentita tremendamente in colpa per aver sforato le poche righe richieste, ma mi sono lasciata prendere la mano, quindi pensavo che la tirata d’orecchie fosse riguardo alla lunghezza, invece, se ho capito bene, è riguardo al maschile trasformato in femminile, giusto? (oltre alla lunghezza ovviamente) Mi ricorda di una volta a un corso di scrittura; il docente ci aveva dato un finale che doveva essere uguale per tutti e alla fine gli abbiamo rotto le scatole al punto che ci aveva “permesso” il cambio di genere, tra maschile o femminile. 🙂 Comunque, ho capito. Sì Capo! sto all’attenti e mi rimetto al giudizio del popolo! Ditemi se devo fare qualche penitenza…

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