Biblioteca Scarparo #60 – Il respiro della panza


Perla del giorno:

Nei dintorni di ogni agonia siede un tizio che osserva e indica.
Virginia Woolf

La Biblioteca Scarparo è piena di libri che a volte esistono e più spesso non esistono; si tratta, prendendo ispirazione dal titolo del libro proposto (che è una variazione più o meno ironica di un libro vero), di scrivere qualcosa a scelta tra:

Attenzione: questi esercizi possono prendere vita e crescere fino a trasformarsi in libri veri, grazie alle sapienti penne di chi li concepisce. Chi volesse vedere degli esempi, può farsi un giretto tra tutti gli altri esercizi svolti.

Buona scrittura.

 

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3 pensieri riguardo “Biblioteca Scarparo #60 – Il respiro della panza

  1. «Ho fatto carriera da quando, appena sedicenne, iniziai a lavorare come cameriere per racimolare i soldi per una vacanza in Italia. Oggi sono addetto al recupero crediti, sempre per la stessa ditta. I soldi li sperpero, ora che non ho più nemmeno la mia famiglia da mantenere: ho permesso loro di fare la bella vita per un po’ e poi li ho ammazzati tutti, per carità cristiana, prima che potesse farlo qualcun altro senza avere lo stesso riguardo, garantendo loro una morte veloce e indolore. Conosco cinque lingue e sono appassionato d’arte. Eppure il segreto del mio successo è che so tenere la bocca chiusa. Ascolto, osservo e taccio. Almeno, finora.» Sorride scoprendo i denti macchiati e un diamante incastonato nel canino destro. Così si presenta Ivan a Zandra, giovane e intrepida giornalista alla ricerca di una verità diversa da quella ufficiale – allontanamento volontario – sulla scomparsa del fratello maggiore.

    Il racconto sconvolgente di un affiliato alla mafia polacca, tanto radicata quanto invisibile. Dalla periferia di Varsavia alle più lussuose capitali europee, di base in un ambiguo ristorante nel centro della Città Vecchia dove il menù prevede aragosta, gioco d’azzardo, cocaina e armi. Un legame coi padrini delle cosche siciliane retaggio di migrazioni non massive ma incisive e quasi sconosciute. Le infiltrazioni capillari nella società dalla politica, alle forze dell’ordine, agli oratori. Un romanzo di denuncia dove la realtà e la finzione si confondono e si scambiano di ruolo. Una storia di vanità, senza riscatto, dove la verità non emerge ma trascina in fondo. Il respiro della panza disobbedisce alla legge dell’omertà o, forse, è solo un nuovo linguaggio della mafia.

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