Miniplot #15


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Allietiamo questo lunedì – o almeno ci proviamo – con un Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

Lunedì prossimo, già posso anticiparvelo, avremo un nuovo “Sostiene l’autore“: partecipate numerosi!

L’incipit di oggi è: “Della bambina di dieci anni prima – mi chiedevo disperato – che cosa era rimasto”…

Il mio miniplot è: Della bambina di dieci anni prima – mi chiedevo disperato – che cosa era rimasto se non una pallida ombra nel sembiante? Non i capelli, adesso colore dell’arcobaleno. Non il sorriso, trafitto dal piercing. Non la voce, resa roca dalle sigarette e dalla sua trasformazione in donna. Su di me gli anni erano scivolati, lasciandomi imberbe, pettinato con la riga da una parte come aveva sempre voluto mia madre, e su di lei avevano scolpito seno, fianchi e una indole di ferro. Guardai i miei due biglietti per il concerto e li rimisi in tasca. Ridicolo. Non sarebbe mai andata a un concerto con un ridicolo lecchino come me.

Sostiene l’autore n. 18


Philip Roth - da Internet

Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

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Biblioteca Scarparo #37


Oggi la Biblioteca Scarparo va a pesca nei cataloghi della concorrenza e sottrae a Feltrinelli uno dei libri che stanno andando per la maggiore. Un libro di denuncia sociale, di cui vorremmo poter leggere una quarta oppure, per i volenterosi che hanno apprezzato la gara dello scorso fine settimana, almeno qualche dialogo! Nota per i non veneti: per “ombra” si intende un bicchiere di vino bianco.

A tutti, invece, raccomando di fare un passaggio da queste pagine lunedì: avremo un nuovo appuntamento con Sostiene l’autore.

Buona scrittura!

 

 

Storia in sei parole #41 – Parole intraducibili: Aware (giapponese)


Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

Prima di giocare vi do una notizia: lunedì prossimo, 15 maggio, avremo una nuova puntata di “Sostiene l’autore“. Ci sarà bisogno di voi tutti, lettori anonimi, per giudicare il nostro nuovo, intrepido scrittore.

Oggi invece ci prendiamo un attimo di respiro, dopo la gara di dialoghi, con un esercizio facile ma sempre prodigo di soddisfazioni: la parola di oggi, di origine giapponese, mi è stata suggerita da Tiziana, che ringrazio. Stiamo parlando di Aware, la sensazione dolceamara che si ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza, che si sa effimero e destinato ad esaurirsi velocemente.

Ecco le mie sei: «Ogni bel sogno finisce nella sveglia».

Giocate con me?

Io ti parlerò. O forse no. La classifica


Innanzitutto grazie a tutti i partecipanti: a chi ha voluto mandare un dialogo, a chi è purtroppo arrivato appena in ritardo e a tutti coloro che sono venuti a leggere e a votare. Capisco che un dialogo, isolato dal proprio contesto, non sia semplice da apprezzare, figurarsi da valutare. Eppure, come sempre, sono convinto che da confronti di questo tipo si possano capire molte cose sia sulla scrittura, intesa come tecnica, sia sulle qualità estetiche che deve possedere un brano perché risulti piacevole a un lettore occasionale.

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Io ti parlerei. O forse no. La gara


Il primo anno abbiamo fatto una gara di incipit mentre l’anno scorso abbiamo avuto una gara di explicit; quest’anno ci riproviamo con i dialoghi. Devo ringraziare tutti per la partecipazione: abbiamo molti brani notevoli tra cui scegliere. Come sempre, il mio plauso va a coloro che stanno partecipando con dialoghi scritti di proprio pugno, ben sapendo che dovranno scontrarsi con penne sopraffine: a loro va, ancora una volta, il mio grazie più sentito.

Scrivere dialoghi è difficile. Persino sceglierli, e decidere dove tagliarli, è difficile. Sono loro la spina dorsale delle storie e, forse, il cuore delle storie: senza dialoghi le pagine si sgonfiano come soufflé venuti male e solo un maestro può scrivere tanto lieve da evitare che le parole si ammassino in un noioso mattone.

Non ci resta che iniziare: sapremo essere a livello dei migliori? Vi ricordo brevemente le regole:

  • Di seguito sono presentati, in ordine casuale, i brani che mi sono stati inviati: possono essere sia di autori pubblicati che di scrittori che ancora non hanno proposto al pubblico le proprie opere;
  • Il post non è spezzato in più pagine per permettervi di stamparlo; vi consiglio di farlo, perché leggere su carta non è la stessa cosa che leggere a video. Almeno, per me è così;
  • Alla fine del post potrete scegliere i tre dialoghi che preferite. Non c’è necessità di giustificare il voto, ma potrete farlo senza remore nel post in cui presenterò la classifica; per evitare qualsiasi turbativa, i voti parziali non saranno visibili. Io, avendo più informazioni di voi, non voterò;
  • Avrete tre giorni e mezzo per votare, cioè tutto il fine settimana fino a lunedì a mezzogiorno: questo per lasciare il tempo sia a chi si collega dal lavoro sia a chi lo fa da casa;
  • Lunedì a mezzogiorno presenterò la classifica dei brani, ma non rivelerò chi me li abbia spediti: saranno proprio i “mandanti”, se lo vorranno, a svelare nei commenti gli autori.

Buona lettura e buon fine settimana.

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