Miniplot #16


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Ripartiamo per un nuovo lunedì con un Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua”…

Il mio miniplot è: C’è sempre qualche idiota, tipo me, convinto di poter curare un’ustione di terzo grado con un bicchiere d’acqua: Senti, amico, io non cerco guai. Vuoi i soldi? Ti do il portafoglio. Cellulare? L’orologio? Lui continuava a tenermi per il bavero, a una spanna da terra. I suoi muscoli erano d’acciaio tanto quanto io me la stavo facendo sotto. Se ne stava immobile, con un sorrisetto stupido. Insomma, cos’è che vuoi, dissi. Che firmi qui, rispose calmo. Firmare? Firmare cosa? Cosa stai cercando di vendermi? Sogghignò: Vendere? Io non vendo, compro. Compro anime, per la precisione.

Miniplot #15


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Già da un po’ di tempo stiamo rimandando l’appuntamento con un nuovo Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Fu laborioso scavare una fossa. La terra era”…

Il mio miniplot è: Fu laborioso scavare una fossa. La terra era fangosa e per ogni badile che estraevo sembrava ce ne fossero due pronti a prenderne il posto. Pensai che, in tutta la mia vita, la prima volta che prendevo in mano un attrezzo del genere sarebbe stata anche l’ultima. Che non mi era servito a niente studiare, lavorare al negozio, andare in Sinagoga. I muscoli tremarono per lo sforzo e il dolore a braccia e gambe era sopportabile solo perché il vento freddo che veniva dalla Siberia rendeva di ghiaccio il sudore che mi copriva. Quando la buca fu fonda quasi un metro il soldato più vicino abbaiò qualcosa in tedesco che non capii. Il simbolo della doppia S che ornava l’uniforme riluceva appena sotto il pallido sole invernale. A gesti mi fece girare dall’altra parte. E poi sentii la canna della pistola contro la nuca.

Miniplot #15


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Allietiamo questo lunedì – o almeno ci proviamo – con un Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

Lunedì prossimo, già posso anticiparvelo, avremo un nuovo “Sostiene l’autore“: partecipate numerosi!

L’incipit di oggi è: “Della bambina di dieci anni prima – mi chiedevo disperato – che cosa era rimasto”…

Il mio miniplot è: Della bambina di dieci anni prima – mi chiedevo disperato – che cosa era rimasto se non una pallida ombra nel sembiante? Non i capelli, adesso colore dell’arcobaleno. Non il sorriso, trafitto dal piercing. Non la voce, resa roca dalle sigarette e dalla sua trasformazione in donna. Su di me gli anni erano scivolati, lasciandomi imberbe, pettinato con la riga da una parte come aveva sempre voluto mia madre, e su di lei avevano scolpito seno, fianchi e una indole di ferro. Guardai i miei due biglietti per il concerto e li rimisi in tasca. Ridicolo. Non sarebbe mai andata a un concerto con un ridicolo lecchino come me.

Miniplot #14


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Tra ponti e fine settimana lunghi stiamo andando a grandi passi verso l’annuale gara: i dialoghi pronti a scendere nell’agone son ventitré (ma potrei aver sbagliato a contarli), sempre che non si aggiunga qualche ritardatario dell’ultima ora. Ricordate: c’è tempo fino a domani sera!

Nel frattempo inganniamo l’attesa con un Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Quando una donna ama suo marito come io amo François, non dovrebbe”…

Il mio miniplot è: Quando una donna ama suo marito come io amo François, non dovrebbe. Non dovrebbe qualsiasi cosa, secondo mia sorella: litigare, andare a teatro, parlare con le altre persone, financo respirare forse. In nome dell’amore si è trasformata in una specie di schiava, sempre pronta a servirlo e riverirlo. Figurarsi. In nome della paura, dico io: la paura di essere sole, la paura di essere sé stesse, la paura di amarsi prima di amare un uomo. E poi François non vale certo questo gran sacrificio. Tanto lei è devota quanto lui adultero: quella volta che, soli, gli ho permesso di alzarmi la sottana sono stati i due minuti scarsi più lunghi della mia vita.

Miniplot #13


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Il problema era che non dava l’impressione di desiderarlo”…

Il mio miniplot è: Il problema era che non dava l’impressione di desiderarlo: lei era attenta ai suoi bisogni; lo seguiva; si interessava. Ma il desiderio era un’altra cosa e lui lo sapeva fin troppo bene: cicatrici mai rimarginate gli ricordavano tutti i giorni quanto il desiderio fosse un’altra cosa.

Miniplot #12


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Qualcosa accadde un pomeriggio di moltissime cicale”…

Il mio miniplot è: Qualcosa accadde un pomeriggio di moltissime cicale: decisi che stavo bene dov’ero. Presi il cellulare e cancellai il volo di ritorno; il mare davanti ai miei occhi smise d’essere vacanza e divenne casa. Αντίο, Ιταλία. Ελλάδα, επέστρεψα για να μείνει.

Miniplot #11


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “È capitato anche a persone civili di tirare contro il muro un libro che odiano”…

Il mio miniplot è: È capitato anche a persone civili di tirare contro il muro un libro che odiano, e la parete di fianco al mio letto è per me una carta geografica. Una mappa, sì: la mappa del mio disgusto. Quell’ombra rossastra, lassù, è “Moby Dick”. Quello spigolo verde più a destra è qualcosa di Eco, uno degli ultimi. Poco sopra il pavimento c’è Volo, nomen non omen. Gli ebook, in questo, sono dei lemmings: il primo brutto si porta dietro tutta la libreria, incurante delle qualità degli altri. Quel buco orlato di nero, a mezz’altezza, è lo scoglio dal quale si sono gettati in mare.