Miniplot #13


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Il problema era che non dava l’impressione di desiderarlo”…

Il mio miniplot è: Il problema era che non dava l’impressione di desiderarlo: lei era attenta ai suoi bisogni; lo seguiva; si interessava. Ma il desiderio era un’altra cosa e lui lo sapeva fin troppo bene: cicatrici mai rimarginate gli ricordavano tutti i giorni quanto il desiderio fosse un’altra cosa.

Miniplot #12


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Qualcosa accadde un pomeriggio di moltissime cicale”…

Il mio miniplot è: Qualcosa accadde un pomeriggio di moltissime cicale: decisi che stavo bene dov’ero. Presi il cellulare e cancellai il volo di ritorno; il mare davanti ai miei occhi smise d’essere vacanza e divenne casa. Αντίο, Ιταλία. Ελλάδα, επέστρεψα για να μείνει.

Miniplot #11


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “È capitato anche a persone civili di tirare contro il muro un libro che odiano”…

Il mio miniplot è: È capitato anche a persone civili di tirare contro il muro un libro che odiano, e la parete di fianco al mio letto è per me una carta geografica. Una mappa, sì: la mappa del mio disgusto. Quell’ombra rossastra, lassù, è “Moby Dick”. Quello spigolo verde più a destra è qualcosa di Eco, uno degli ultimi. Poco sopra il pavimento c’è Volo, nomen non omen. Gli ebook, in questo, sono dei lemmings: il primo brutto si porta dietro tutta la libreria, incurante delle qualità degli altri. Quel buco orlato di nero, a mezz’altezza, è lo scoglio dal quale si sono gettati in mare.

Miniplot #10


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Che noia. E lo chiamo giocare”…

Il mio miniplot è: Che noia. E lo chiamo giocare: correre dietro a un pallone come metafora della mia vita, i cui obiettivi rotolano davanti a me senza che abbia l’opportunità di raggiungerli. Di prenderli a calci. Ma solo di esserne preso a calci.

Miniplot #9


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola”…

Il mio miniplot è: Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola e nonostante tutto mi sembrava non bastasse mai. La verità è che avrei voluto sparire; ma la realtà non è pietosa come la fantasia e non permette a nessuno di svignarsela alla chetichella. Men che meno di fermare il tempo, o di tornare indietro per fare – o non fare – una certa cosa.

Miniplot #8


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Quando scoprii che sarei stato mortale come mio padre”…

Il mio miniplot è: Quando scoprii che sarei stato mortale come mio padre avevo da poco compiuto cinquant’anni. Sarà stata la cifra tonda. O forse il rendermi conto che avevo un mare di acciacchi che non erano più casuali e ricordavano troppo da vicino quelli di cui lui si era sempre lagnato. Soprattutto, la consapevolezza che il buco che aveva lasciato non si sarebbe riempito, profondo com’era per colpa di tutte le cose che aveva usato in vita e che adesso se ne stavano lì, in casa, a prendere polvere. A mostrarmi, per differenza, il calco delle mani che non le stringevano più.

Miniplot #7


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L’esercizio di oggi è un Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “La trovai in accappatoio, con i capelli legati come sempre e senza trucco. Nessun rumore, nessun suono: un silenzio che suggeriva strane cose”…

Il mio miniplot è: La trovai in accappatoio, con i capelli legati come sempre e senza trucco. Nessun rumore, nessun suono: un silenzio che suggeriva strane cose. Di tutte le cose che avrei potuto fare in quell’istante scelsi di fare la più giusta e la più sbagliata insieme: mi avvicinai e le passai una mano sulla guancia, poi dissi solo: “Ho un’altra”.