Biblioteca Scarparo #42


Oggi ci affidiamo a un romanzo di femminismo e rivoluzione, sicuro probabile vincitore del prossimo Premio Strega: non vedo di leggere le vostre quarte di copertina. O persino qualche incipit, per chi volesse arrischiarsi.

Buona scrittura e ricordatevi che c’è ancora tempo, prima di domenica, per partecipare all’esercizio di Racconti diVersi.

 

 

Racconti diVersi – Gente per bene, gente per male


photo credit: Michel Curi Alvarez Guitars Model No. 5013 via photopin (license)

Viola Emi ci ha costretto deliziato con Cicale, della Heather nazionale. Ne sono usciti componimenti assai diversi, tra i quali quello che ha raccolto qualche voto in più degli altri è stato il mio. [Ironia: on] Avrei potuto esserne fiero, se non fosse che il tenore delle votazioni è: “lo voto perché è fastidioso come le cicale vere”. Facciamo che lo prendo come un complimento, eh! [Ironia: off]

Espletate le formalità della premiazione, passiamo alla sfida della settimana:  prenderemo un testo poco noto di un cantante notissimo. Se in molti non avevano neppure mai sentito nominare L’avvelenata, non oso immaginare la vostra reazione a “Gente per bene, gente per male” di Battisti. Le parole, manco a dirlo, sono co-firmate da Mogol.

— Ah fatemi entrare
voglio giocare voglio ballare insieme a voi

— No sei troppo ignorante
odori di gente
che non conta niente e paura ci fai

— Eppur io sono buono

— Ma sarà

— Vi porto un po’ di vino

— Non ci piace

— E son di compagnia

— Va all’inferno e così sia

— Perché non mi volete forse con un altro mi scambiate
non feci mai del male
mio padre è guardia comunale
mia madre lavora all’ospedale

— Per questo tu non sei a noi uguale

— Ah fatemi entrare so che scherzate poi canterete insieme a me

— No oltre ignorante sei anche invadente
con noi non la spunti e non chieder perché

— Eppure non son nato

— Fatti tuoi

— Indesiderato

— Hai capito

— Sbagliate forse voi

— Tanto qui non entrerai

— Perché dicono che il cane mio non è intelligente
non han capito niente
festeggia sempre l’altra gente
e farsi amar per lui è importante
fa quel che sente lui fa quel che sente

— È solo perché come te è ignorante

— Ah! Fa freddo un poco ma c’è un bel fuoco un po’ più in là
Tu vendi amore ma questa sera purtroppo
io non ho soldi e per questo non lo posso comprare
Ah! Ma dici davvero ma dici davvero non posso accettare
Comunque grazie ancora grazie
E vista l’ora gentile signora ti posso accompagnare?

Dato che si tratta di un dialogo, questa volta vi lascio il link per ascoltare direttamente il pezzo:

Buona scrittura e ci vediamo domenica per la consueta votazione!

Sostiene l’autore n. 22


Philip Roth - da Internet

Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

Continua a leggere

Racconti diVersi: Cicale – la votazione


photo credit: i voted via photopin (license)

photo credit: i voted via photopin (license)

 

Viola Emi ha sparigliato le carte e ci ha fatto passare da Guccini alla Parisi: Cicale è diventato il nostro campo di battaglia. Le soluzioni proposte sono molto diverse e sono davvero curioso di vedere quali saranno le preferenze di chi legge.

Vi ricordo che ognuno è libero di votare come crede, però mi sento in dovere di dire che non stiamo facendo una trasposizione da testo a racconto; pertanto, più che premiare l’aderenza di uno svolgimento, mi sentirei di suggerire di premiare lo svolgimento che più abbia colto la sensazione che lascia il testo in esame.

Ricordo anche che i voti sono anonimi e che – in generale – va votato un solo brano. Insieme alla preferenza è necessario dare due righe di motivazione al nostro voto. Ogni esercizio viene presentato in una pagina diversa, secondo l’ordine di arrivo. Giù, più in basso in queste pagine, trovate i numeretti 1, 2, 3, ecc.: questo cappello introduttivo è la pagina 1, gli esercizi sono alle pagine 2 e seguenti. Infine, all’ultima pagina, troverete il modulo per votare e i voti espressi, che riporterò man mano che arrivano. La votazione si chiuderà martedì sera, in tempo per dare un vincitore il prossimo mercoledì per poi giocare con una nuova canzone.

Domani, come accade già da qualche settimana, avremo un’altra puntata di “Sostiene l’autore”: partecipate numerosi!

Buona domenica, buona lettura e buon voto.

Racconti diVersi – Cicale


photo credit: Michel Curi Alvarez Guitars Model No. 5013 via photopin (license)

La settimana scorsa abbiamo rielaborato L’avvelenata di Guccini e Ivano mi ha battuto sul filo di lana raccogliendo quattro preferenze, proponendoci un fantastico svolgimento ambientato nella Grecia antica (e voi sapete, ormai, quanto questo mi abbia fatto piacere). Onore a lui, dunque, e un “Ritenta, sarai più fortunato” a tutti gli altri.

Dato che le canzoni che scelgo io sembrano sconosciute ai più (ma vedrete, andando avanti, che ve ne fornirò di ancora più sconosciute!) e che in diversi avete espresso il desiderio di avere brani di cui fosse più nota anche la musica, oggi prendiamo un pezzo che non potete non conoscere: Cicale. Se passare da Guccini alla Parisi vi pare oltraggioso, e a me senza offesa per nessuno lo pare, potrete rivalervi su Viola Emi: è stata lei la più lesta a richiedere una “dedica”. Eccovi quindi il testo, epurato delle ripetizioni:

Delle cicale
ci cale ci cale ci cale
della formica
invece non ci cale mica

automobili telefoni tivu’
nella scatola del mondo io e tu
per cui la quale
ci cale ci cale ci cale

per carnevale
ci cale ci cale ci cale
di chi fa il pianto
ci cale ma mica poi tanto

sole rosso fa l’arancia..
di lassu’
luna gialla fa il limone..
di quaggiu’
per cui la quale
ci cale ci cale ci cale

non voglio fare l’altalena..
su e giu’
io sto bene dove..
ci sei tu

cica cica’..
e questo e’ brutto e questo e’ bello..
chi lo sa’..
merlo del castello..
vola e va’
cica cica’..
io sto’ qua.. ah..

Di chi sta’ male
ci cale ci cale ci cale
di chi fa il pianto
ci cale ma mica poi tanto

Buona scrittura e ci vediamo domenica per la consueta votazione!

Miniplot #15


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Già da un po’ di tempo stiamo rimandando l’appuntamento con un nuovo Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Fu laborioso scavare una fossa. La terra era”…

Il mio miniplot è: Fu laborioso scavare una fossa. La terra era fangosa e per ogni badile che estraevo sembrava ce ne fossero due pronti a prenderne il posto. Pensai che, in tutta la mia vita, la prima volta che prendevo in mano un attrezzo del genere sarebbe stata anche l’ultima. Che non mi era servito a niente studiare, lavorare al negozio, andare in Sinagoga. I muscoli tremarono per lo sforzo e il dolore a braccia e gambe era sopportabile solo perché il vento freddo che veniva dalla Siberia rendeva di ghiaccio il sudore che mi copriva. Quando la buca fu fonda quasi un metro il soldato più vicino abbaiò qualcosa in tedesco che non capii. Il simbolo della doppia S che ornava l’uniforme riluceva appena sotto il pallido sole invernale. A gesti mi fece girare dall’altra parte. E poi sentii la canna della pistola contro la nuca.