Miniplot #12


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Qualcosa accadde un pomeriggio di moltissime cicale”…

Il mio miniplot è: Qualcosa accadde un pomeriggio di moltissime cicale: decisi che stavo bene dov’ero. Presi il cellulare e cancellai il volo di ritorno; il mare davanti ai miei occhi smise d’essere vacanza e divenne casa. Αντίο, Ιταλία. Ελλάδα, επέστρεψα για να μείνει.

Biblioteca Scarparo #32


Come prima cosa, oggi, bisogna festeggiare con Sandra e ringraziarla: ha trasformato una delle quarte che vi propongo (questa) in un racconto lungo. Ci ha aggiunto uno dei piccoli esercizi di stile (questo). Ha mescolato, lasciato lievitare, e ha sfornato infine un racconto lungo intitolato La montagna incartata, che sarà pubblicato il 18 aprile prossimo da Delos Digital e che è stato editato da Franco Forte in persona.

Gli esercizi che vi propino funzionano, dunque. Almeno un po’. E la riprova è che Sandra non è l’unica: anche Tenar ha già trasformato due titoli (se non ricordo male) della Biblioteca Scarparo in un racconto e in un romanzo (che è ancora in scrittura, credo). Entrambe ottime scrittrici, entrambe con all’attivo già diversi libri, racconti, antologie pubblicati da diverse Case Editrici: leggetele, che ne vale la pena.

Non posso dunque evitare di proporvi un altro titolo: uno di quei testi che andrebbe letto in originale, prima di tutto. Perché, come si dice, chi dimentica è complice. Oggi, con la brutta aria che tira tra governanti, popoli, populismi e xenofobia, ancora di più.

Buona scrittura!

 

Storia in sei parole #39 – Mangalemmi: impaccevole


Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

Continuiamo sui mangalemmi: oggi è il turno di impaccevole, il cui significato è che impedisce, intralcia, ostacola. In realtà questo parrebbe essere un neologismo manganelliano, dato che la parola non esiste né sul De Mauro né sul Gabrielli. La metto a riprova del petaloso fatto che uno scrittore dovrebbe essere in condizioni sempre di creare i propri strumenti di lavoro (almeno tanto quanto un meccanico, un agricoltore, ecc).

Ecco le mie sei per il significato: «Sono un treno: scansati. O crepa».

Ecco le mie sei per la parola: «Vendesi sciarpa. Impaccevole, tranne d’inverno».

Giocate con me?

Biblioteca Scarparo #31


È venerdì: tempo per la fantasia e per le quarte. Invece di farsi irretire dal solito occhio di Nicole Kidman, preso dai poster di Eyes wide shut, la Biblioteca Scarparo prende il Doppio sogno di Schnitzler e gli dona una sfumatura d’urgenza.

Buona scrittura!

La verità è l’anima della storia: un po’ di accademia.


Abbiamo preso il thriller paratattico e abbiamo cercato di capire come la costruzione di una storia abbia a che fare con la verità. Meglio: con la nostra verità. I voti non sono stati molti ma alla fine hanno premiato Helgaldo. La cosa interessante, al di là delle spiegazioni date dai votanti, è cercare di capire in profondità perché sia stato scelto lui e non gli altri. Il fatto è che lui ha più mestiere di noi e ha svolto l’esercizio in maniera corretta. Di certo meglio di me, che predico (forse) bene ma fatico ancora a calare la scrittura in certi meccanismi. La sua storia è risultata più vera, più credibile; al nucleo di quello che ha scritto c’è una verità in cui lui per primo crede mentre io ho fatto l’istrione e ho gridato parole travestite da verità ma vuote. Chi legge è in grado di percepirlo: in un caso la storia è interessante e nell’altro ci è indifferente.

Provate a fare mente locale per un attimo: perché il thriller paratattico funziona come esercizio? Helgaldo sostiene che sia perché è scritto sufficientemente male, a bella posta. No: il thriller funziona perché sono solo fatti e non c’è “storia”. Una storia non ha nulla a che fare con i fatti che la compongono. Prendete la vita di Giovanna d’Arco: è stata ripresa molte volte e voi stessi avrete forse visto diversi film che la riguardano. I fatti saranno sempre quelli: la nascita, le visioni, le battaglie, la caduta, il rogo. Eppure ogni film, ogni regista, ne avrà tratto una storia diversa, con una protagonista del tutto diversa: a volte pazza, a volte santa, a volte libera e battagliera e così via. Perché i film sono persino all’opposto, dunque? Perché ciascuno di essi è una diversa metafora della vita e racconta una verità: quella dell’autore della sceneggiatura.

Narrare è dimostrare questa verità in modo creativo. La storia è la prova vivente di un’idea; la conversione in azione di quell’idea. Una storia è il modo in cui si dimostra quell’idea senza spiegarla.

Miniplot #11


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “È capitato anche a persone civili di tirare contro il muro un libro che odiano”…

Il mio miniplot è: È capitato anche a persone civili di tirare contro il muro un libro che odiano, e la parete di fianco al mio letto è per me una carta geografica. Una mappa, sì: la mappa del mio disgusto. Quell’ombra rossastra, lassù, è “Moby Dick”. Quello spigolo verde più a destra è qualcosa di Eco, uno degli ultimi. Poco sopra il pavimento c’è Volo, nomen non omen. Gli ebook, in questo, sono dei lemmings: il primo brutto si porta dietro tutta la libreria, incurante delle qualità degli altri. Quel buco orlato di nero, a mezz’altezza, è lo scoglio dal quale si sono gettati in mare.

Thriller n. 71: la votazione


photo credit: i voted via photopin (license)

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Riprendiamo le nostre vecchie abitudini: c’è un thriller da votare. Abbiamo tempo per farlo fino a mercoledì, quando non ci sarà un nuovo thriller ma forse qualcosa sui dialoghi. Vedremo. Oggi comunque sui torna a parlare della Verità e del modo in cui autori, narratori e personaggi sono in grado di trasmetterla.

Nelle pagine seguenti ci sono gli esercizi, riportati in ordine di apparizione. Nell’ultima pagina trovate il modulo per la votazione e anche i voti, man mano che arriveranno.

Buona lettura, buon voto e buon thriller a tutti.