Piccoli esercizi di stile

Nella nostra scrittura si annidano dei percorsi preferenziali. Finiamo per scegliere sempre quelle espressioni, sempre quel modo di rappresentare le cose, sempre quel particolare “stile”; càpita, però, che rileggendoci non riusciamo più a trovare quello che credevamo d’aver messo. La nostra idea, che è la scrittura che amiamo leggere, finisce per essere diversa da quella che mettiamo sul foglio.

La questione non è essere incapaci: se fosse così, semplicemente, ci mancherebbero le parole e scriveremmo utilizzando quelle poche centinaia di lemmi che compongono il vocabolario di base. Quello che voglio dire, invece, è che le parole le abbiamo ma le usiamo male. Non perché a sproposito, o in maniera errata, ma perché le usiamo per difenderci. Scrivere è un’operazione dolorosa: significa scavare nella propria mente proprio in quei posti in cui non vorremmo farlo. Significa riaprire quei cassetti che avevamo giurato di tenere chiusi. I tabù della scrittura si annidano nel come e non solo nel cosa.

Così, finisce che mettiamo la mascherina e prendiamo le distanze, che è l’equivalente di una piccola anestesia. Il minimo necessario per raccontare la nostra storia, senza che la ruvida tela della trama strisci sulle nostre cicatrici. Usiamo belle parole, appropriate. Descriviamo, per esempio, un coltello che incide con la precisione del bisturi. Non è sbagliato, per carità, ma quando una lama si infila sotto la pelle, e si fa strada tra le carni, spezzandole, noi urliamo e piangiamo e il male che morde assomiglia a tutto tranne che a un lindo strumento medico.

Per cercare di superare anche questi blocchi, al solito, c’è un’unica strada: esercitarsi proprio là dove minore è la nostra zona di comfort. Saranno esercizi difficili? Solo nella misura in cui saranno fatti bene, perché sarà fin troppo facile sfuggirne il senso e adempiere alla norma. Vi darò un tema e una regola. Non ci saranno vinti e vincitori; mi piacerebbe, invece, che tra tutti ci aiutassimo suggerendo cosa va e cosa no nelle storie che pubblicheremo.

  1. gli aggettivi
  2. i filtri
  3. il tempo
  4. i blocchi motivazione-reazione
  5. punti di vista
  6. il ritmo
  7. Bonus track: i dialoghi
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