Asimov aveva torto


Di Asimov ho letto molto, sebbene certo non tutto. A parte la fantascienza, i suoi saggi sono sempre stati ottimi spunti di riflessione e quand’ero ragazzo ho letto tutti quelli in cui ho avuto la fortuna di imbattermi. Tra i molti, ricordo ancora perfettamente qualche pagina dove parlava dei libri del futuro e diceva pressappoco così:

Il libro del futuro dovrebbe essere sufficientemente piccolo, diciamo qualche decina di centimetri cubici, per poter essere trasportato agevolmente. Deve poter prevedere che si possa sottolinearne dei passi o prendere delle note a margine; deve avere una lunga autonomia e durare nel tempo. Ebbene: non c’è bisogno di inventarlo, perché questo è il libro che c’è già.

Questo passo mi colpì moltissimo: proprio il grande Asimov, che era la persona più votata al futuro che conoscessi, aveva ripescato il libro di carta! Sulla base del suo giudizio sono andato avanti fino alla mia bella età, convinto che non potesse avere che ragione. Poi, anche un po’ forzato dagli eventi, ho comperato un ereader.

Aveva torto. Proprio lui, proprio su un oggetto che doveva avere caro più di ogni altro, e forse proprio per questo. Io ho sempre letto molto, ma da quando ho uno di questi lettori la mia media si è letteralmente impennata. Sono felice di non aver scelto un tablet, perché devo ammettere che l’esperienza di leggere sull’inchiostro elettronico è praticamente identica a quella di leggere sulla carta; un tablet invece è troppo “computer” e mi lascia molto più freddo nell’esperienza di lettura.

Per il resto non intendo entrare nella diatriba se sia meglio il libro e l’ebook: sono due cose diverse. Punto. Esattamente come non a senso paragonare un vinile con un mp3, né un cavallo con un’automobile. Sono confronti che la gente fa all’inizio, quando non ha ancora capito bene l’oggetto nuovo con il quale ha a che fare; poi però si smette e si comincia ad usarlo davvero.

Infine una piccola raccomandazione a chi produce i libri in questo nuovo formato: un ebook non è un libro. Trasportarlo dalla carta al formato elettronico va bene, ma si può fare di meglio. Va costruito, pensato ed impaginato pensando a cosa l’utente finale avrà in mano. Lo hanno fatto anche le canzoni: su vinile avevano una certa durata e struttura perché un LP poteva contenere 45 minuti di registrazione di una certa qualità. Il CD ne contiene 74 di qualità diversa, ed infatti è cambiata prima la lunghezza dei pezzi e poi anche le loro costruzione. L’mp3 ha abbattuto anche questo vincolo e le cose cambieranno ancora.

Perché non cominciare a ragionare su cosa cambiare anche nei libri?

La Calvinata: superata quota un terzo


Con oggi finalmente si chiude una settimana nella quale è stato piuttosto difficoltoso mantenere un equilibrio tra tutte le cose da fare. Però siamo qui e senza grossi danni apparenti: allora ne approfitto per dirvi che “La Calvinata” è ormai completata per un terzo abbondante. Abbiamo chiuso il Tempo A, quello dedicato all’amore tra un uomo ed una donna nella visione di Platone, e ci stiamo avventurando nel Tempo B, su per la scala verso l’amore per la legge. La storia procede spedita e rinnovo l’invito a dare un’occhiata al blog dedicato per saperne di più, oppure a contattarmi se volete partecipare.

Sempre in tema ho letto l’altro giorno questo post di Daniele Imperi su e-book ed audiolibri. Ancora una volta sono felice di aver dato il “la” a questo progetto: la scrittura di un testo costruito per essere fruito con un e-reader mi convince che questo sia un buon tentativo di sfruttare un medium differente dalla carta per quello che è realmente, non solamente come supporto eco-compatibile (che è già molto, ma forse non abbastanza).

Per oggi sono sufficienti queste poche righe; vi saluto augurando una buon Pasqua a chi crede e una buona domenica a tutti gli altri!

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Leggi tutte le pagine del progetto.

Gli strumenti del mestiere parte 3: il risultato finale


Abbiamo visto nei post precedenti come sono organizzato. Adesso ho un testo pronto: si tratta solo di farne un file che qualcuno possa aprire (e leggere, sperabilmente!). Produrre un PDF è semplicissimo: si tratta del mestiere per cui è costruito LaTeX e compilando si ottiene un bellissimo file la cui composizione grafica fa mangiare la polvere a quasi tutto quello che si trova in giro.

Il bello viene ora. Partiamo dalla cosa più semplice: produrre un rtf. Esiste un ottimo programma che si chiama LaTeX2RTF. Semplice vero? Eseguito sul file principale del nostro documento (nel nostro caso libro.tex) produce in automatico un file che si chiama libro.rtf. Potete aprirlo con l’editor che preferite, controllarlo, rifinirne eventualmente le piccole sbavature e magari spedirlo a qualche Casa Editrice.

Produrre un ebook è invece più complesso perché l’ebook è più complesso: su Penna Blu trovate un ottimo articolo al riguardo. La cosa che mi sento di suggerirvi è utilizzare htlatex. E’ un comando da lanciare a riga di comando che fa già parte della suit LaTeX e che produce (passandogli come parametro il nostro libro.tex) un file libro.html con tanto di foglio di stile associato. Questo è già un grosso passo dato che gli ebook in realtà sono piccoli siti, scritti utilizzando proprio le tecnologie del web.

Per produrre un ebook i programmi che uso io sono Sigil e Calibre. So che ce ne sono anche per produrre file in formato mobi; credo che l’operatività non si discosti molto. Sigil sarà felice di importare il file html prodotto, e potrà produrre per voi anche un indice in automatico (Toc: tavola dei contenuti). Da qui in poi si tratta di fare un lavoro di rifinitura non sempre facile per adattare un testo scritto ad un formato che poi tanto scritto non è (avete mai pensato alla possibilità di inserire una colonna sonora nel vostro libro?) Conoscere l’html ed i css da un aiuto notevole. Altrimenti forse è meglio pagare uno specialista, se volete avere un prodotto di livello professionale.

Stesso discorso anche per la copertina: lo stesso LaTeX si presta assai bene a fare ottimi lavori grafici, ma non è certo un mestiere facile e soprattutto bisogna saperli fare, i lavori grafici. Anche qui, se non siete professionisti, forse è meglio spendere qualche euro ed avere un risultato incomparabilmente migliore.

Spero di essere riuscito a darvi un’idea di come lavoro io, e spero che questo possa aiutarvi a lavorare meglio. Oppure a darvi un’idea di come non volete lavorare: in fondo anche un semplice editor come notepad può bastare, no?


photo credit: Spree2010 via photopin cc