Io ti avrei pubblicato. O forse no. Finisce in volata: la vittoria va a…


È stato emozionante come una gara al fotofinish. Bello. Bellissimo. Grazie a tutti per lo spettacolo offerto: agli scrittori che si sono messi in gioco con coraggio, più o meno consapevolmente, e ai tanti che hanno voluto dare il proprio contributo votando. Il livello dei partecipanti era davvero alto e non era assolutamente facile scegliere. Devo ammettere che per la prima giornata ho avuto un dubbio, perché ho pensato che avrei dovuto dare più voti rispetto ai tre a disposizione. Poi ho capito che era giusto così: una scelta, per essere tale, deve comportare una rinuncia e che un taglio deve essere costoso, altrimenti non è più un taglio.

I brani, spinti dai vostri voti, si sono mossi verso la vittoria. Prima in gruppo poi, man mano che si accumulavano le preferenze, il gruppo si è sfilato e ne sono emersi quattro che alla fine si sono spartiti quasi la metà dei voti. Hanno staccato gli altri, in progressione, mentre a turno si alternavano al comando, proprio come fanno i corridori di bicicletta. La gara è stata entusiasmante e, nelle ore prima della conclusione, c’è stato uno sprint finale con l’adesione degli ultimi ritardatari; alla termine abbiamo superato ogni previsione raccogliendo ben 102 voti: un risultato straordinario, al di là delle più rosee aspettative e per il quale non ho parole per ringraziarvi. A questo punto non c’è dubbio che i quattro migliori siano stati davvero premiati da voi tutti.

Spesso ci si lamenta che l’editoria non sappia vedere i buoni scrittori, ma solo i soliti noti. Saremo caduti anche noi nella stessa trappola?  Avremo saputo fare diversamente o avremo premiato gli scrittori di nome, confermando le scelte dell’editoria classica? Per poter distinguere, chiedo ai partecipanti che, nei commenti di questo post, vengano segnalati almeno i brani tratti da testi pubblicati, con il nome dell’autore, titolo dell’opera e la casa editrice: in molti si fidano del gusto degli editori e sarebbe interessante scoprire quanto peso abbia il nome dell’editore in copertina. Per ogni brano segnalato, io risponderò con la posizione in classifica. In questo modo, chi dovesse essersi messo in gioco in prima persona potrà decidere autonomamente se palesarsi oppure no tenendo presente però che, a urne chiuse e scambiando qualche chiacchiera con chi mi ha inviato gli incipit, ho scoperto che diversi dei brani in gioco hanno ricevuto premi assai prestigiosi. Voglio allora riportare una frase che mi è capitato di leggere nei giorni scorsi e che mi è sembrata perfetta per chi ci ha messo del proprio e ha tentato l’azzardo qui: “si fallisce in tanti modi; il primo, non provandoci.”

Dato l’arrivo in volata e i distacchi contenuti non comunicherò solo il vincitore, come avevo detto all’inizio, perché non sarebbe giusto. Ecco quindi i quattro protagonisti della parata finale.

Rullo di tamburi….

  • Primi a parimerito: Brano 8 e Brano 13
  • Terzo: Brano 2
  • Quarto: Brano 11

Chi non li ricordasse, li può ritrovare nel post della gara seguendo questo link.

Credo che da questa votazione si possano trarre diverse indicazioni interessanti sulla funzione degli incipit, nonché sulla loro costruzione e pure sui loro limiti. Visto che la mancanza della trama è stata forse la più sentita da tutti, la prossima volta – ma non subito, eh! magari dopo l’estate, o l’inverno prossimo -, si potrebbe organizzare una bella gara di sinossi.

Grazie ancora di tutto e aspetto i vostri commenti per continuare la discussione.

***

Classifica finale

1) Brano 8 – Silvya Plath – Johnny Panic e la bibbia dei sogni
1) Brano 13 – Michele Scarparo – inedito
3) Brano 2 – Jeffrey Eugenides (Pulizer nel 2003 con Middlesex) – Le vergini suicide
4) Brano 11 – Benedetta Cibrario – Rossovermiglio (Premio Campiello 2008)
5) Brano 18 – Andersen (Prometheus) – La sirenetta
5) Brano 20 – Grazia Gironella – La terra negata (inedito)
7) Brano 7 – Nadia Mogni “Evaporata” – Storie di un illustratore di Coriandoli (Premio Autori per l’Europa 2009)
7) Brano 14 – Lian Hearn – La leggenda di Otori
9) Brano 9 – Sandra Faè – Il romanzo di Natallia (inedito)
9) Brano 10 – Alexander Key – L’incredibile ondata
11) Brano 5 – Bianca Maria Carchidio “La Donna Camèl” – L’occhio del coniglio
11) Brano 15 – Giuseppe Berto – Il male oscuro (premio Viareggio e il premio Campiello 1964)
11) Brano 16 – Spartaco Mencaroni “wererabbit78” – Il principe dimenticato (Premio Tagete)
11) Brano 17 – Ivano Landi – Gli occhi di Modì (inedito )
11) Brano 3 – Helgaldo – inedito (secondo a un premio che non ha voluto svelare)
11) Brano 21 – Herman Hesse (Nobel) – Leggende e fiabe
17) Brano 1 – animadicarta – inedito
17) Brano 19 – Spartaco Mencaroni “wererabbit78” – inedito
19) Brano 4 – G. Fontana – Morte di un uomo felice (Campiello 2014)
19) Brano 6 – Lanfranco Fabriani – Nelle nebbie del tempo (Premio Urania 2005)
19) Brano 12 – Anatole France (Nobel) – La rivolta degli angeli

Nota sulla classifica

È presentata con lo stesso metodo che si usa nel compilare le classifiche sportive. Il numero a sinistra è la posizione: i brani che hanno lo stesso numero sono a parimerito, avendo ricevuto lo stesso numero di voti. Così, ad esempio non esiste un secondo perché abbiamo due al primo posto: di conseguenza la posizione successiva è terzo, avendo davanti a sé due brani.

Il numero di voti, invece, non è riportato.

***

Io ti avrei pubblicato. O forse no.

Io ti avrei pubblicato. O forse no.


Marina ha fatto un bel post (qui) in cui ha proposto sei incipit “anonimi”. Gli autori avrebbero potuto essere famosi oppure no, e per quanto ne sappia nel momento in cui scrivo, i brani scelti possono essere di Montale tanto quanto del primo sconosciuto che abbia preso una penna in mano. Certo non è possibile decidere se un libro sia pubblicabile leggendo solo le prime dieci righe, eppure vi assicuro che danno già un’idea abbastanza precisa della scrittura e dello scrittore.

Giulio Mozzi, famoso per leggere tutto quello che gli viene inviato, sostiene che gli basti leggere la prima pagina per etichettare uno scrittore ma che, per tema di sbagliare, si costringe ad arrivare a pagina trenta. Devo ammettere che lo capisco: anche io, nel mio piccolo, di solito quando attacco un libro lo battezzo dalle prime pagine e se non mi piace lo accantono. Ho una lista di nomi eccellenti, sul mio libretto nero, e quindi posso solo dire di essere molto democratico. Sui miei gusti, invece, meglio non esprimere un giudizio.

La cosa che mi è sembrata davvero significativa, dell’esperimento di Marina, è questa: le preferenze dei commentatori si sono disperse, a parte un brano che è stato snobbato da quasi tutti. Questo mi sembra importante: forse significa che, senza un nome in copertina, molta gente potrebbe apprezzare un libro di Scarparo tanto quanto uno di Murakami (giusto per fare due nomi a caso). Se fosse così, allora si potrebbe spiegare in parte l’aleatorietà dei concorsi e anche certi atteggiamenti delle Case Editrici: davanti a due libri di una bellezza equivalente, il marketing assume un peso preponderante. Ecco perché vengono privilegiati aspetti dell’autore (telegenia, amicizie, opportunità diverse) che mettono i “nomi noti” in pole position rispetto a un “esordiente”.

L’idea, a questo punto, è di cercare davvero lo scontro con quelli che riempiono gli scaffali delle librerie. Vi propongo di inviarmi un incipit che io pubblicherò in un unico post in forma anonima. Bastano una decina di righe, l’importante è che siano di un romanzo che avete scritto voi (o state scrivendo) e/o di un libro “vero”, purché non troppo famoso (“Chiamatemi Ismaele” è notorio che abbia trovato pubblicazione).

A quel punto facciamo una bella votazione e vediamo, se fossimo stati noi in riunione a decidere (come fanno qui), chi avremmo pubblicato. In questo momento propenderei comunque per non svelare né l’autore né tanto meno il “mandante”, però se avete idee diverse possiamo cambiare le regole del gioco. Sono disposto anche a cambiare il gioco, se ci sono proposte migliori. Credo che mettersi dall’altra parte, però, possa aiutare tutti a capire quali meccanismi servano per proporre opere che possano trovare un uditorio più attento, perché non ci sono premi Nobel, a valutarci, ma gente normale come noi che va in ufficio dal lunedì al venerdì. Hanno solo l’obbligo di scegliere qualcosa che possa essere venduto, perché il 25 del mese vorrebbero avere lo stipendio caricato in banca.

PS: I brani li potete spedire per e-mail – miscarparo70 (at) gmail.com – e aspetterò qualche giorno, prima di pubblicare. Sarebbe bello avere almeno una decina di pezzi tra cui scegliere…

***

Io ti avrei pubblicato. O forse no.