Gli strumenti del mestiere parte 2: LaTeX, TeXstudio e l’organizzazione del lavoro


Non faccio più guerre di religione da quando sono diventato vecchio grande e quindi uso LaTeX in ambiente Windows. Il che significa installare una suite che comprende MiKTeX (il motore vero e proprio) e TeXstudio che è un’interfaccia che permette di scrivere (e compilare) i sorgenti LaTeX. Per TeXstudio ho scaricato il dizionario italiano (lo stesso che usa OpenOffice) che funziona egregiamente; purtroppo il thesaurus sembra ancora piuttosto acerbo rispetto a quello di Word.

Per usare il LaTeX ci sono ottimi tutorial in giro per la rete: il primo che mi sento di consigliare è ArteLaTeX. Se volete sapere cosa si può fare con il LaTeX prima di scaricarlo e installarlo potete guardare ArteLaTeX ed avere un bell’esempio di cosa si possa riuscire a fare. E’ guardando documenti del genere che a me viene voglia di scrivere!

Aprendo TeXstudio, sulla sinistra c’è tutta l’area dedicata ai file ad alle utilità: io costruisco un file che chiamo libro.tex e che contiene un prologo più o meno standard e soprattutto include una serie di file già da me precostruiti. Nell’ordine: i capitoli, il materiale e la trama. Dato che TeXstudio mostra come inclusi anche i file che in realtà non lo sono (perché il comando è commentato!)  posso avere a portata di clic il materiale che mi serve mentre quando compilo esce solo il testo che fa parte del libro. Ecco un esempio:

\begin{document}
\input{cap1.tex}
%\input{materiale.tex} – questa riga è commentata
%\input{trama.tex} – questa riga è commentata
\end{document}

In particolare nel file materiale.tex sono contenuti tutti i riferimenti delle ricerche che ho effettuato, note varie sui luoghi ed i personaggi con annotazioni su fisionomie e dettagli particolari. Per fare ordine uso le suddivisioni del testo di LaTeX: questo significa che sul lato sinistro dello schermo potrò navigare tra i vari snodi e trovare velocemente quello che mi serve. Questo è un esempio di materiale.tex:

\chapter{personaggi}
\section{Personaggio1}
Il protagonista.
Descrizione al cap.1
Nel cap. 5 scopre di essere stato adottato
\section{Personaggio2}

\chapter{Luoghi}
\section{Luogo1}
Descrizione al cap.3
Foto aeree nel file fotoluogo1.jpg
\section{Luogo2}

Il file trama.tex invece contiene elusivamente l’ossatura di capitoli e sezioni, con in più la lunghezza in pagine e qualche nota su cosa succede. Serve per tenere sotto controllo l’andamento del testo (evitando di fare un capitolo da 50 pagine ed uno di 10) e per ritrovare velocemente dove sia una certa scena.

Un esempio è:

\chapter{capitolo 1 – 35}
\section{preambolo – 0.5}
\section{scena numero uno – 5.5}
accadimento 1
accadimento 2
\section{scena numero 2 – 4.5}
accadimento 3
accadimento 4

In questo modo ho a portata di mano (e di mouse) sempre tutta la storia e posso così accedere al file giusto con facilità se devo cercare o modificare qualcosa; in più, nei nomi dei capitoli e delle sezioni, aggiungo dopo la lineetta la lunghezza in pagine: a colpo d’occhio si può vedere quindi se ci sono parti sbilanciate che debbano essere divise, accorpate oppure modificate in lunghezza.


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Gli strumenti del mestiere parte 1: introduzione


Oggi vi parlo di come mi sono organizzato io per scrivere. Ho provato diversi strumenti, diversi programmi, ma alla fine la cosa che mi è piaciuta di più è la sistemazione che ho scelto e che vi sto per raccontare. Per evitare un unico post chilometrico lo dividerò in tre parti: una introduttiva (questa), una che mostra gli strumenti base per la scrittura ed una terza che racconta come produrre poi un file che sia leggibile, inviabile ed eventualmente stampabile.

Naturalmente non uso Word. Neppure OpenOffice, o LibreOffice. Non li uso perché non mi interessa avere a video la resa grafica finale: quando scrivo mi interessa concentrarmi sulla trama, sui personaggi o sulle ricerche che ho fatto. Capita a volte che utilizzi questi, ed altri, programmi, ma solo come strumento specifico in appoggio ad un problema particolare.

Non uso neppure strumenti specifici, come Scrivener. Ho installato la versione demo, che è completamente funzionante e lo farà per 30 giorni di lavoro. Non consecutivi, ma proprio di utilizzo: il che significa che se lo uso ogni primo del mese, potrò usarlo per due anni e mezzo! La cosa fa molto onore ai produttori, ma ho visto che l’organizzazione che ha è molto simile a quella che mi sono dato da solo, ed i vantaggi che offre – la possibilità di compilare il proprio manoscritto in diversi formati: PDF, epub, word, ecc. ecc. – non controbilancia certe difficoltà che mi rendono la vita molto scomoda. Primo tra tutti il vocabolario italiano che contiene forse due terzi delle parole che uso.

Come forse sapete già, io uso LaTeX. O meglio: uso tutta una suite di programmi che utilizzano LaTeX come motore per produrre alla fine l’opera in formato PDF. Con un minimo di lavoro aggiuntivo si può produrre un e-book, oppure un file rtf buono per essere spedito ad una Casa Editrice oppure ad un concorso letterario. Rispetto a quanto fa Scrivener costa in più il fatto che la rivisitazione ed il controllo del risultato finale se non si produce un pdf vanno fatti a mano, e non possono essere salvati in una impostazione buona una volta per tutte. Come sempre ogni medaglia ha un dritto ed un rovescio; comunque anche utilizzando Scrivener sconsiglierei di produrre un documento e spedirlo senza dare un’occhiata che sia tutto a posto.


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