Acchiappami n. 12 – Cristina Poja


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

È passato parecchio tempo dall’ultima volta: sgranchite le meningi, che c’è bisogno dei lettori di questo blog!

***

nome del file: Sinossi – La croce sulla luna.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Titolo: La croce sulla luna
Autore: Cristina Poja
Genere: Thriller psicologico
Parole: 70.500
Caratteri (spazi inclusi): 426.165

Sinossi

Giuseppe è un ingegnere informatico di 33 anni, soggetto a emicranie e impressionabile per natura. Persona intraprendente e ottimista, ama lo sport, non conosce colpi bassi. Il suo collega Filippo, al contrario, è roso dall’invidia per lui. I due lavorano a stretto contatto nella stessa banca e Filippo, nonostante si dimostri amichevole e cordiale, vorrebbe sopraffare l’altro perché divorato dal tarlo della competizione. Per di più Filippo ambisce a risalire la china sociale, desidera migliorare il suo tenore di vita. Per questo si dà al gioco d’azzardo indebitandosi sempre più. Entrambi sono innamorati della stessa ragazza, Livia, che intreccerà una storia d’amore con Giuseppe.

La vita di Giuseppe viene messa sottosopra dalle rivelazioni di Eva, un’anziana signora che sostiene di essere una sua lontana parente. Sembra che un pendente, la cui forma racchiude i simboli delle religioni cattolica e musulmana, sia stato trafugato dalla chiesa di San Giovanni in Laterano da un loro antenato. Il gioiello, finito nelle mani di Giuseppe, sarebbe la causa di una maledizione che grava sulla loro stirpe. Giuseppe cade facilmente nelle maglie di questi racconti esoterici, impressionato dal fatto che molti membri della sua famiglia sono morti prematuramente o in circostanze non chiare.

Ogni episodio di questo romanzo ha una doppia lettura: il piano razionale degli eventi si intreccia con quello ultraterreno sostenuto dalle tematiche pseudo-religiose dei racconti di Eva. Il protagonista finisce in carcere, accusato di furto e sospettato dell’omicidio di Eva. Un insieme di accadimenti fortuiti e la tenacia di Livia riescono a rimettere in ordine i tasselli di un puzzle ben congeniato: dietro ad ogni fatto si cela il piano escogitato da Filippo ai danni del collega. Alla fine Filippo viene arrestato. Coprotagonista di questa storia è la città di Roma con la sua bellezza e le persone che la popolano. Prima fra tutte il senzatetto Constantin che accompagna il protagonista in molte peripezie e che con il suo senso pratico lo tiene ancorato alla realtà.

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

***

EDIT: Cristina, molto diligentemente, prima di scrivere la sua sinossi ha spulciato tutto quello che avevamo detto e scritto sull’argomento. Tra le altre cose ha letto e apprezzato il guest post di Marco Amato (Acchiappami – Consigli sulla lettera di presentazione) nel quale è citata la lettera che Nicholas Sparks mandò agli agenti per spingere il proprio romanzo. Purtroppo non l’ha potuta leggere: Marco aveva trovato un link con la lettera, nascosta nel sito di Sparks, ma Nicholas (o forse Sperling & Kupfer, che ne curano il sito italiano) nel restyling l’hanno rimossa. Marco ha recuperato i consigli di Nicholas (che pubblicherò domani, in un post apposito) ma la lettera pare perduta. Mi rivolgo dunque ai lettori del blog: qualcuno, tra di voi, l’ha salvata? Se così fosse, potremmo (ri)metterla a disposizione di tutti…

Grazie mille,
Michele

Acchiappami n. 11 – Luisa Colombo


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

Dopo molto tempo, torniamo ad analizzare una sinossi. Non c’è lettera di accompagnamento, ma solo la biografia dell’autrice (da cui mi sono permesso di censurare un minimo di dati personali).

***

nome del file: acchiappami Il Fiore dell’Apocalisse Luisa Colombo.pdf

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Biografia

Luisa Colombo

Nata a Milano il 29 luglio del XXXX, residente a Binasco (MI).

Mi definisco una persona appagata dalla vita, sono felicemente sposata e ritengo di aver raggiunto un buon equilibrio.

Amo la musica, i viaggi, il teatro, il cinema, il fitness e soprattutto sono innamorata dei libri.

Ho lavorato per 30 anni nell’editoria, al XXXX XXXXX XXXXX.

Mi sono laureata in Scienze Politiche all’Universita’ degli Studi di Pavia con il massimo dei voti.

Ho conseguito il diploma di master shiatsu e il primo livello di reiki.

La scrittura e’ sempre stata la mia passione che ho coltivato nel tempo libero.

Ho pubblicato il mio romanzo: “Nuotando verso la luna”, edito da Youcanprint nel giugno del 2011.

“I legami spezzati” edito da MJM nel giugno 2015

Attualmente sto scrivendo il mio terzo romanzo “Il Fiore dell’Apocalisse”

***

SINOSSI IL FIORE DELL’APOCALISSE

Maia rientra in Questura dopo aver perso il bambino che aspettava, in uno stato di profonda tristezza che suscita in lei anche qualche dubbio sul rapporto con Paolo.

I ruoli nei dipartimenti sono stati ridistribuiti e Maia viene trasferita alla sezione omicidi con il ruolo di agente.

L’impatto con il nuovo ispettore capo, Anika Fisher, donna in carriera   prepotente e autoritaria, contribuisce a peggiorare la sua situazione emotiva, già scossa dagli eventi, cui si assomma il dolore per suo padre che versa ancora in stato di coma profondo.

La squadra omicidi sta seguendo un caso sulla scomparsa di una donna, trovata morta in riva a un fiume, con un simbolo sul petto, un fiore formato da quattro porzioni di cerchi. Un petalo è colorato di blu.

Maia conosce Giada, una psichiatra che collabora in qualità di profiler con l’ispettore e tra di loro nasce una buona intesa sia per un passato comune – infanzia di solitudine e genitori separati – sia di interessi (filosofia orientale). Maia trova il coraggio di confidarsi con lei per i suoi problemi sia professionali sia personali.

Giada è una donna arrivata, lavora in ospedale e presta la sua collaborazione presso un centro per donne abusate. Frequenta Lorenzo,   un uomo di quarant’anni, scrittore e insegnante precario di filosofia, ma il suo esiguo tempo libero è dedicato alla piccola Samanta.

Giada ha un passato scomodo, cresciuta in mezzo ai litigi dei genitori, entrambi avvocati di successo, non ha mai perdonato loro di essersi separati e di averla lasciata spesso sola con il giovane zio che aveva abusato di lei. Un gravoso fardello che si porta con sé da quando aveva tredici anni.

Nel centro dove presta la sua consulenza, gestito da una certa Monique, donna enigmatica, appassionata di filosofie orientali e scienze esoteriche, arriva un altro psichiatra, Giulio Perrone, suo ex collega che anni prima lei e la sua équipe avevano sottoposto a un TSO.

Monique e’ una donna demotivata e delusa dalla vita, da un passato che non passa e da un rapporto conflittuale con Ilaria, la sorellastra. Alla morte della madre, il padre si era risposato con una donna che aveva già una figlia di 15 anni, Ilaria.   Monique è una bambina di dieci anni, molto timida e riservata, mentre Ilaria è molto diversa da lei. Monique cresce in un clima molto teso, senza amore e soffrendo in silenzio. I rapporti con la sorellastra sono terribili, Ilaria è una donna cinica, dedica alla carriera e al denaro e molto cattiva. Monique si rifugia nel suo mondo, si appassiona di filosofia orientale e esoterismo, prende l’iniziazione al reiki e decide di aprire un centro di meditazione e di aiuto alle donne maltrattate. Ilaria fiutando subito il business che potrebbe derivarne, si offre di aiutarla economicamente, con denaro che proviene da traffici illeciti.

Subito dopo il rientro di Maia, viene annunciato il ritrovamento di un secondo cadavere, questa volta appeso a un albero in un bosco. Il petalo del medaglione è colorato di giallo. Sia nel modus operandi, sia in alcuni dettagli con il precedente, l’omicidio si può ricondurre forse a un solo killer.

Dal momento che le due vittime frequentavano il centro, Giada suggerisce di   introdurre Maia sotto copertura.

Mentre le indagini languono, Maia scopre un grossolano errore da parte della scientifica e capisce che i colori dei petali sul medaglione corrispondono alla teoria dei quattro elementi. Tale intuizione fa presupporre che le vittime dovrebbero essere quattro.

Intanto viene rapita una terza donna, con le medesime caratteristiche delle prime due, ma non iscritta al Namastè.

Ilaria seduce Giulio per coinvolgerlo nel suo piano. Lei vorrebbe vendere il Centro, dal momento che ha i creditori alle costole, ma non può farlo senza il consenso di Monique, che è socia del Namastè. Quindi decide di liberarsene di lei facendo cadere i sospetti su di lei. I due pensano di sostituire il taccuino che lei conserva in un cassetto con un altro, sul quale ci sono le prove che lei sarebbe implicata negli omicidi. Per mettere in atto questo piano, meditano di farsi aiutare da Omar, l’addetto all’accoglienza. Lui accetta per vendicarsi di Monique che ha rifiutato il suo amore.
Le indagini proseguono con pedinamenti e interrogatori, ma senza risultati.
Viene trovato il corpo della terza vittima, gettato in campo arato. Questa volta il petalo sul medaglione è colorato di verde.
Anika e Giada, con la collaborazione di un reporter amico, pensano di stanare il killer attraverso la stampa, facendogli credere di essere sulle sue tracce.
Giada continua a ricevere strane telefonate e una sera nota una macchina davanti a casa sua. Teme possa trattarsi del killer.
L’assassino rapisce la quarta donna, questa volta una prostituta. Secondo la sua teoria, con l’elemento Fuoco si chiuderà il ciclo di purificazione.

L’articolo esce su un giornale di provincia e quando l’assassino lo legge, comincia a vacillare. La polizia trova una moto in un distributore di benzina, dove lui l’aveva abbandonata per rubare un auto a bordo della quale si trovava la prostituta che ha rapito.

La moto è intestata a Omar che viene fermato, ma purtroppo non ci sono prove per incastrarlo.

Giada intanto continua a ricevere le telefonate anonime. Presto i suoi nervi cedono, e una sera, quando sente suonare il campanello, decide di andare a vedere. Uscendo dalla doccia, scivola sulla scala. Ferita in modo serio viene soccorsa dal fidanzato preoccupato per lei, ma dopo il lungo intervento chirurgico viene messa in coma farmacologico.

In quel periodo Maia entra in crisi, dato che le persone più importanti della sua vita sono legate a un filo. Giada vive delle esperienze extracorporee che la portano, da sveglia, ad accusare Monique. Secondo lei occulterebbe un misterioso taccuino in un cassetto della scrivania: un libricino con lo stesso simbolo trovato sulle vittime, in copertina.

All’interno   pensieri assurdi sul bene e sul male, sulla reincarnazione e il raggiungimento del nirvana attraverso la morte, simboli esoterici e riferimenti alle vittime. Poi una serie di pagine bianche con il simbolo del fiore ripetuto all’infinito.

Nonostante molte ritrosie, la Fisher riesce a convincere il questore a farsi dare un mandato di perquisizione sia in casa di Monique sia nel centro.

Proprio in quel frangente Michele si sveglia e chiede subito di Maia, la quale purtroppo è impegnata nelle indagini. Paolo rimarrà al fianco di Michele con il quale avrà una interessante conversazione su Maia.

Nel kimono di Monique viene trovato il quaderno che Giada aveva visto durante il coma. Il centro viene messo sotto sequestro.

Ma Monique nega tutto, è spaventata e crede che qualcuno abbia voluto far ricadere i sospetti su di lei. Il quaderno che lei nascondeva nel cassetto non è lo stesso che è stato trovato.   Nella sua moleskine c’erano solo informazioni riservate sulle donne. Lei sostiene che qualcuno l’ha sostituita entrando nel suo studio, poco prima della perquisizione, qualcuno che sapeva di quel dossier.

Maia viene aggredita una sera, ma salvata dall’intervento tempestivo di Paolo al quale si riavvicina.

Dopo gli articoli pubblicati, l’assassino sempre più nel panico, si tradisce lasciando acceso lo smartphone Gli investigatori rintracciano il segnale e anche grazie al sogno di Giovanna, una paziente schizofrenica di Giada, trovano il casolare dove è tenuta prigioniera la quarta vittima. Grazie all’abilità di Maia, la donna verrà trovata in una casa diroccata, nascosta in una cantina buia e fredda, oramai priva di forze, ma per fortuna ancora viva. Intorno al casolare gli agenti trovano rami accatastati e una tanica di benzina.

All’interno vengono rinvenuti ritagli di giornali, indumenti delle donne e un libro intitolato “Il fiore dell’apocalisse” al quale sembra l’assassino si sia ispirato. Alle pareti sono appese fotografie di Monique in atteggiamenti equivoci, risultati poi in parte fotomontaggi.

Il serial killer oramai braccato tenta la fuga, ma con l’aiuto delle unità cinofile, viene arrestato e dopo forti pressioni psicologiche da parte di Giada confessa di aver sostituito il taccuino, ma su suggerimento di Giulio e Ilaria. Monique viene scagionata.

La polizia si mette sulle tracce dello psichiatra, ma lui sembra scomparso.

Maia riceve le lodi dal questore che la promuove per “meriti di servizio e di spirito di corpo”, avendo coordinato con competenza e saggezza le operazioni sul campo, mentre l’ispettore capo era impegnata in una riunione in Questura.

Paolo chiede a Maia di sposarla, lei accetta e decide di affrontare la lunga strada dell’inseminazione artificiale con il sostegno psicologico di Giada.

Quanto tutto sembra essersi calmato, Giada viene rapita dallo psichiatra che la rinchiude in un luogo isolato.

Le ricerche purtroppo non portano in nessun dove, del medico e di Giada non c’è più traccia. Maia non si dà per vinta, lei è convinta che Omar sappia qualcosa. Lo convince a parlare, con la promessa di fargli avere una riduzione della pena.

L’uomo oramai sfinito, per vendicarsi di Giulio, aiuta la polizia a trovare Giada, tenuta prigioniera in un paesino della Liguria, in una casa isolata, alla quale si accede solo dal mare. Nel momento in cui Giulio avvista i motoscafi diretti verso di lui, capisce di non avere più scampo e si toglie la vita.

Maia e Giada si incontrano all’ospedale: Michele viene trasferito in una struttura riabilitativa, e finalmente può riabbracciare sua figlia.

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

Acchiappami n. 5 – Sandra Faè


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

PS: In questo momento non ci sono altre lettere in pubblicazione. Naturalmente resto in attesa di nuove richieste, che saranno messe in pubblicazione il primo venerdì disponibile. Non fate i timidi!

***

nome del file: Acchiappami-Sandra Faè-Ragione e pentimento.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Spettabile XXX,
allego alla presente manoscritto e ipotesi di quarta di copertina del mio romanzo “Ragione e pentimento” Sono nata a Milano, dove risiedo. Dopo anni di corsi di scrittura creativa e svariate pubblicazioni di racconti in antologie, nel giugno 2010 è uscito il mio primo romanzo “Frollini a colazione (ma io volevo la brioche) ediz. ExCogita.

Ringrazio per l’attenzione e, fiduciosa che la mia opera possa essere da Voi presa in considerazione per essere rappresentata, porgo

Cordiali saluti.

Un buon matrimonio funziona quando hai voglia di tornare a casa

Si può sopravvivere a un tradimento? Francesca una risposta ce l’ha. Sa che è possibile passare indenni attraverso le canoniche balle di sapone del maschio in-amore-extraconiugale, digerire le frasi filosofico-riparatrici (tipo “con lei era solo sesso”) che schianterebbero pure l’ego di una top. Sa che andare avanti si può, e non solo per una figlia, ma perché, a volte, si è davvero fatti per camminare dallo stesso lato della vita ed essere ancora felici. Per lei e Stefano è stato così.

E quando i nodi sembrano sciogliersi, ci pensa la vita a regalare a tutti un altro funambolico giro di giostra: Stefano che perde il lavoro e ne trova uno mal pagato nella lontana Piacenzaland, Francesca che scopre di aspettare un bambino e molto altro… Perché una famiglia è un team di equilibristi alle prese con la vita.

Ragione e pentimento è una commedia sentimentale, dove le tre voci narranti di Francesca, Stefano e Carolina, la figlia, offrono diversi punti di vista e traghettano il lettore verso una lettura coinvolgente sempre in bilico fra dramma e ironia.

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

Acchiappami – Consigli sulla lettera di presentazione


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questo è un guest post, il cui autore è Marco Amato. Non posso linkare il suo blog perché ne è sprovvisto, ma potete trovare i suoi commenti in giro per la rete. In attesa che anche lui si unisca a noi blogghettari, ecco a voi il suo pensiero riguardo alle lettere di presentazione alle Case Editrici.

Vi ricordo che potete trovare a questa pagina le lettere finora analizzate.

Buona lettura.

***

Io sono un intruso; e non ci sono giustificazioni.

Come molti di voi stavo seguendo con attenzione la bella iniziativa di Michele, quando alla mente mi è sovvenuta una risorsa presente in rete. Ovvero la prima lettera di presentazione, tradotta in italiano, di uno scrittore che in seguito diventerà un best seller mondiale. Da perfetto samaritano del web, segnalo la risorsa a Michele, che per tutta replica risponde: perché non mi scrivi un guest post? Ecco, compi una buona azione e vieni incastrato, grazie Michele [dovere, Marco, dovere ndr] .

Ma mentre sono qui, ho pensato che, oltre al grande scrittore, anch’io avrei qualche consiglio da suggerire. Perché non approfittarne? O i samaritani fanno l’opera completa o cambiano mestiere.

Premetto che non ho mai scritto lettere di presentazione, né ho in programma di scriverne. Tuttavia per lavoro credo d’avere una buona esperienza con le lettere commerciali. Non c’entra un tubo direte. Converrei con voi, se da ragazzino, nelle torride estati siciliane, i miei non mi avessero mandato ad aiutare mio nonno nel suo negozio. Ogni tanto fra una vendita e l’altra, il nonno mi impartiva salutari lezioni. La sua prima regola diceva: ricorda, se sai vendere uno spillo, potrai vendere pure un aeroplano.

Le lettere di persuasione sono lettere ovunque [e comunque, ndr].

Ogni relazione umana, dall’amore al commercio si basa su due stati d’animo: aspettativa e desiderio.

La lettera di presentazione non ‘presenta’ eccezioni. Per avvicinarci alla pubblicazione, spesso non basta una buona sinossi. Occorre far collimare il nostro obiettivo di pubblicazione con le aspettative e i desideri dell’editore.

Ricordiamoci che per noi il libro è un sogno, per l’editore, ovvero un’azienda commerciale, il libro è qualcosa di più concreto: money, cantavano i Pink Floyd.

Dobbiamo avere bene in mente che non siamo esclusivi. Probabilmente l’editore riceverà decine di mail di presentazione. Siamo in concorrenza. La maggior parte di tali presentazioni è scritta in maniera sciatta, con storie improponibili. L’umore del povero editore passerà dalla noia alla frustrazione galoppante. È in attesa di una scintilla.

Per questo è essenziale che la nostra lettera di presentazione si distingua. Occorre far emergere quell’unico lampo di enorme possibilità che risiede in ciascuno di noi.

In qualsiasi presentazione, le probabilità d’essere attenzionati vanno da zero a cento. Partendo da zero dobbiamo giocare al meglio le nostre carte.

Allora cosa fare di concreto?

Ecco alcune semplici regole:

  1. Non fare danni. Evitare frasoni, vanterie, battute di spirito. Sono motivi per farci cestinare prima del previsto.
  2. Prosa semplice, frasi coincise, testo breve. L’editore vuole giungere al punto.
  3. Presentarsi secondo i crismi. Ovvero non una biografia semplice. Ma Cenni che facciano emergere le potenzialità che un editore appezza di certo. Una fra tutte la disponibilità al confronto.
  4. Esaltare le nostre potenzialità di base. Possediamo un blog? Siamo attivi sui social? Sono informazioni vitali. L’editore cerca mercato. Se la nostra pagina Facebook ha 10 mila fan, salterà sulla sedia per il desiderio di… fate voi.
  5. Ultima regola: Quando scriviamo la lettera di presentazione dobbiamo rispondere alle domande…

Quali domande qualcuno dirà?

Ovvio le domande che l’editore si pone man mano che legge. Siamo un mistero per lui, deve inquadrarci, comprendere se rientriamo nelle sue aspettative. È ovvio che nel suo inconscio si domanderà: Chi è costui?

L’editore non cerca improvvisati della scrittura: Suvvia, ho scritto questo romanzo… toh, lo invio a te, ti faccio questo favore. Occorre mostrare quel che siamo: i nostri racconti in rete, i concorsi ai quali abbiamo partecipato, le scuole di scrittura frequentate, le pubblicazioni pregresse.

Di che genere è questa storia?

Non scrivete mai nella lettera: non so a quale genere appartenga il mio romanzo. L’editore per pubblicare una storia deve inquadrarla in una collana. Non dovete incrementare dubbi, ma fornire certezze.

Quanto è lungo il romanzo?

Deve sapere cosa lo aspetta. Deve stimare il tempo di un eventuale editing, il costo materiale del libro. In genere basta indicare il numero di caratteri o delle parole. Mai il poco indicativo numero di pagine.

Infine occorre rispondere alla domanda regina per ciascun editore. La posso vendere questa storia?

Il nostro romanzo può essere meraviglioso. Ma se l’editore non percepisce prospettive di mercato, lo rifiuterà. E in tal rifiuto, le possibilità che non abbia compreso il libro sono alte. Perché? Perché è stanco di leggere proposte indecenti, frustrato, se lo becchiamo a mezzogiorno con le convulsioni della fame magari scorre la mail di fretta. Occorre agganciarlo, suggerire i nostri punti di forza. Fornire spunti, fargli accendere lampadine. Amplificare prospettive e far cogliere quel che siamo realmente: un suo desiderio.

Quindi è bene indicare l’eventuale pubblico di riferimento. I romanzi simili al nostro che hanno riscosso successo. Le caratteristiche per le quali la nostra storia si differisce dalle altre.

Non possiamo delegare solo alla lettura della sinossi le potenzialità del nostro romanzo. Le sinossi per natura non riescono a rendere le sfumature della trama, i personaggi, i dialoghi brillanti.
Una presentazione ben fatta afferma la nostra presenza, chiarisce dubbi, fornisce soluzioni.
Per l’editore disattento scartare il nostro sogno di pubblicazione è il gesto di un click sul cestino. Giochiamoci le nostre possibilità al meglio.

E veniamo all’autore Best Seller.

Mi riferisco a Nicolas Sparks. Confesso di non aver letto nulla di lui, ma l’ignoranza non è un vanto. So che a molte donne piace. Mi riprometto di leggerlo.

Il buon Nicolas, nel nostro caso, ha un sito in italiano: http://www.nicholassparks.it/ [Aveva: adesso il sito è rediretto su quello dell’editore. Il sito americano, invece, è ancora online: http://nicholassparks.com/ NdR]

Probabilmente l’agenzia incaricata della traduzione, avrà tradotto pedissequamente l’intero sito. Così, in una sezione parecchio nascosta è presente una chicca, la sua lettera di presentazione originale. [I consigli e la lettera sono riportati in questo post. NdR]

Una vera perla. Questa lettera lo farà notare al suo futuro agente e lo avvierà a una carriera da best seller.
È preziosa perché non è una lettera qualsiasi, ma una che ha funzionato. Un modello da cui trarre ispirazione.

Nella lettera di presentazione Spark si rivolge a un agente. Questo perché nel sistema editoriale americano, la prassi non è mandare manoscritti agli editori, ma agli agenti.

Tutto qui. Spero che la mia opera di buon samaritano possa essere utile a qualcuno.
Approfitto della disponibilità di Michele per salutare molti di voi blogger amici. Come alcuni hanno notato di recente ho commentato poco in giro. Ringrazio i blogger che affettuosamente mi hanno contattato per avere notizie. Per le prossime settimane o mesi (spero non anni) sparirò quasi del tutto. Ma sappiate che anche senza commenti proverò a seguirvi ugualmente. Spero di tornare presto. In bocca al lupo e buone presentazioni 😉

Acchiappami n. 4 – Sandra Faè


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

***

nome del file: Acchiappami-Sandra Faè-Figlia dei fiordi.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Gentile XXX,

Vi propongo il mio manoscritto “Figlia dei fiordi”, una commedia composta da circa 240 mila battute, dove si ritrova il personaggio minore di Cesare, già presente ne “Le affinità affettive” che qui diventa il protagonista maschile. Il romanzo non deve intendersi come sequel de “Le affinità affettive” tuttavia, per motivi cronologici, sarebbe preferibile se venisse pubblicato dopo.

Grata per l’attenzione, saluto cordialmente.

 

Anna ha trentasette anni e una figlia diciassettenne, Mia, concepita durante una relazione di pochi giorni con un coetaneo danese durante il viaggio con l’Interrail, regalo dei suoi genitori per la maturità. Lavora come commessa in un celebre grande magazzino milanese e ha da poco ereditato una villa liberty sul lago Trasimeno da una zia deceduta senza eredi diretti. Mentre Mia si trova negli USA per un programma di Exchange student, Anna prende possesso della casa di Passignano, tra l’invidia dei parenti, dove ha trascorso molte estati felici con i cugini, nonostante il carattere scontroso della zia, una stravagante pittrice unicamente interessata all’arte.

Quando l’automobile lascia Anna a piedi, di ritorno dal supermercato, dimentica la borsa con la spesa all’officina, dove è stata portata dal soccorso stradale. Così, con un gesto impulsivo, chiede a Cesare, un uomo stravagante che si crede Spiderman e spesso salta invece di camminare, che ha attaccato discorso con lei in un bar, di accompagnarla a riprenderla. Cesare accetta e lungo la strada si aprono entrambi a confidenze sul loro passato di giovani che sono stati una delusione per i genitori: lei con la gravidanza, lui con la tossicodipendenza e il carcere. Cesare dovrebbe rientrare a Milano e Anna, pur spaventata dalle rivelazioni di Cesare, sempre seguendo l’istinto, gli propone di fermarsi alla villa, in modo che possa riportarla a casa domenica sera; l’auto infatti non sarà pronta prima di martedì e lei non può assentarsi dal lavoro oltre il weekend per aspettare la sostituzione del carburatore. Tornerà in treno a riprenderla il mese, successivo, quando cominceranno le sue ferie estive. Sull’onda dei ricordi e dei racconti al pontile tra le cicale e le erbe aromatiche, Anna e Cesare trascorrono tre giorni bizzarri: Nello, l’anziano padre del meccanico, è scomparso e il loro contributo sarà fondamentale per il ritrovamento; la ricerca di Nello è destinata a diventare una sorta base sulla quale costruire un legame al quale Anna e Cesare non sanno dare un nome (Cesare se ne frega delle convenzioni, Anna invece se ne preoccupa di continuo) nel quale tuttavia sembrano trovare la chiave per uscire dal passato.

Circondati da personaggi dalla grande umanità: Beppe, il meccanico solitario che apre i bagagliai delle auto che gli vengono consegnate per paura di trovarci un cadavere; gli amici di Nello alla bocciofila; Nastia, la badante polacca della quale Nello è innamorato; Vincenzina, l’inserviente della comunità di recupero per tossicodipendenti dove Cesare è riuscito a disintossicarsi dopo la galera, sullo sfondo dell’Umbria e della Val di Chiana, con numerosi flashback nel centro dell’Europa, “Figlia dei fiordi” ci racconta della fatica emotiva per fare pace con gli errori commessi in gioventù, del superamento dei pregiudizi, del difficile rapporto con i genitori quando si diventa adulti, dei rimpianti e della possibilità che ci sia sempre una seconda chance. Per Anna e Cesare, rientrati a Milano, la seconda volta sarà una fuga scellerata di tre giorni a Parigi, perché in fondo Anna, voce narrante del romanzo, è rimasta la diciannovenne romantica che s’innamorò dei fiordi e ora, dopo diciotto anni interamente dedicati alla figlia, può finalmente scegliere di pensare a sé.

La scrittura ricca di colpi di scena dosati con cura, a partire dalla rivelazione della gravidanza, ha una trama avvincente e due personaggi insoliti, per i quali sarà difficile non provare empatia durante la lettura e nostalgia alla fine di essa. Anna e Cesare sono tutti noi, quando la vita ci prende a calci e speriamo in qualcosa di meglio con il caffè del mattino dopo. “Figlia dei fiordi” parla di un amore che prende l’allungatoia, ma poi arriva e non può non indurre il lettore a fare il tifo.

“E siamo noi, fino a quando le ombre si fanno più lunghe sul prato, con i nostri urli primordiali, il sudore salato che gli lecco ovunque su quel corpo che odora di bagnoschiuma maschio e muschio e mi manda fuori di testa, e poi, finalmente, la quiete: il lago brilla sotto un sole arancione ed è come se il fuoco si fosse trasferito da noi al cielo, per magia.”

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

Acchiappami n. 3 – Sandra Faè


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

***

nome del file: Acchiappami-Sandra Faè-Le affinità affettive.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


 

Gentile Editore xxx,

Tra pochi mesi, precisamente il 26 aprile 2016, ricorrerà il trentesimo anniversario del disastro di Chernobyl, i cui effetti all’epoca non furono quantificabili mentre ora, purtroppo, sappiamo che il cesio impiega 250 anni per disperdersi del tutto, quindi in quelle zone l’incidenza di diverse forme tumorali è ancora molto alta. Per abbattere il rischio concreto di ammalarsi, ogni anno centinaia di bambini arrivano in Italia provenienti dal quell’area. Il romanzo che Vi propongo parla di una di loro, e dell’impatto emotivo che, proprio come un’esplosione, ha avuto sulla vita di chi l’ha ospitata.

Spero che possa essere di Vostro interesse, ringrazio per l’attenzione e porgo

Cordiali saluti.

 

A trent’anni dalla tragedia nucleare di Chernobyl, la storia di un’adorabile bambina che arriva in Italia da quell’area per un soggiorno terapeutico e sconvolge la vita di una coppia.

Claudia e Gabriele sono due quarantenni milanesi senza figli: l’apparato riproduttivo si è inceppato – dice lei – e purtroppo anche il tribunale non ha dato alla coppia il nulla osta per l’adozione. Così, dopo un periodo di assestamento per la botta, quando la vita ha ripreso a scorrere sui tranquilli binari della consapevolezza che non saranno mai genitori e si stanno godendo la libertà che questa condizione comporta, arriva una bimbetta bielorussa a scompaginare di nuovo la loro vita. Natallia non può infatti essere ospitata da un conoscente che aveva organizzato il soggiorno e Gabriele, nonostante il parere contrario della moglie, deciderà di accoglierla per un mese.

La numerosa famiglia di Claudia la mette in guardia circa il pericolo di affezionarsi troppo a Natallia: come se fosse facile gestire il carico emotivo di essere genitori a termine!

La quotidianità viene stravolta. Sul lavoro, dove per fortuna c’è collegafigo, perennemente indeciso se lasciare fidanzatastorica, a rallegrare le giornate di Claudia, la testa è costantemente “per aria”, fino a quando una nuova collaboratrice romperà l’equilibrio dell’ufficio e non sarà l’unica cosa ad andare a rotoli intorno a Claudia: “Cose di casa”, il negozio dei suoi genitori, attraversa un periodo di forte crisi, una zia anziana si ammala e toccherà a Claudia accudirla. Il rapporto con Gabriele è spesso compromesso per la tensione. I giorni con Natallia sono perle di una collana troppo corta, e l’addio straziante rischia di strangolare la coppia , che finalmente si era vista restituire il ruolo che era stato loro negato.

Dopo lo strappo la vita prende il sopravvento: collagafigo, tornato single, incontra Virginia, una giovane senegalese che il padre di Claudia ha conosciuto per caso e sta dando una mano a risollevare le sorti di “Cose di casa”, con un corso di pasticceria. Claudia e Gabriele durante le vacanze estive non riescono a scacciare la nostalgia. Perché non invitare quindi ancora Natallia, magari per Natale? Sarebbe tanto bello aprire per la prima volta i pacchetti sotto l’albero insieme a una figlia. La burocrazia ci metterà lo zampino e non sarà facile rinnovare la magia, ma finalmente Natallia arriverà: la portata del terremoto sarà di svariati gradi superiore rispetto all’ospitalità precedente e regalerà a Claudia e Gabriele un nuovo giro di giostra, con le farfalle che fanno le capriole nello stomaco, fino a toccare le vette più alte dell’emozione e, sì, anche dello stress. La stella cometa alla fine brillerà sui destini di tutti, anche su collegafigo, nonostante il suo impegno per buttare in vacca il presente con Virginia, facendo tuffi nel passato con l’ex fidanzata, caldeggiato da sua madre che ha teso trappole per farli tornare insieme. Per fortuna viene aiutato da due amici strampalati che fanno il tifo e si alleano con la vita, che avrà anche un modo tutto suo di divertirsi a giocare a nascondino con gli indizi, ma finisce sempre per mettere ognuno di fronte alla propria affinità affettiva e lascia a noi il solo compito di saperla riconoscere!

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

Acchiappami n. 2 – Giulia Mancini


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

***

nome del file: Acchiappami GiuliaMancini Finedell’estate.doc

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


È l’anno 1983, epoca in cui l’unico modo di conoscersi è quello di incontrarsi nei luoghi di ritrovo più consueti: un parco, una piazza, il centro città, la scuola.

Claudio ha diciannove anni, ma a volte pensa di averne molti di più tanto è insofferente la sua anima, cerca di nascondersi sotto una maschera di sicurezza e spavalderia, ma lo tradiscono la sua espressione inquieta e le troppe sigarette che fuma rabbiosamente. Vorrebbe scappare dalla soffocante cittadina di provincia in cui vive e forse anche dalla sua vita.

Silvia ha sedici anni, tanti sogni da realizzare, tra cui quello di vivere altrove, e tanta immaginazione per dare forma alle sue fantasie, ama i libri e scrivere i suoi pensieri su un diario. Quando conosce Claudio le sembra di trovare la risposta a tutti i suoi interrogativi irrisolti e soprattutto alla sua richiesta d’amore.
Sono arrabbiati con il mondo intorno a loro: i genitori, i professori, le convenzioni sociali soffocanti della piccola città di provincia, troppo attenta alle apparenze e al pettegolezzo. Entrambi manifestano la loro rabbia con i mezzi che hanno a disposizione, il disprezzo, il disappunto e la ribellione. Si incontrano casualmente in un pomeriggio d’estate e si innamorano. Il loro incontro diventa un manifesto e il loro punto di forza contro il mondo, ma anche l’occasione di una possibile felicità. Grazie alla loro incoscienza e al loro amore assoluto e totalizzante, come solo sa essere l’amore adolescenziale, tutta la loro vita sembra prendere una direzione diversa e finalmente positiva. Un grande dolore travolge però inaspettatamente la loro vita. Può un amore così giovane resistere alle prove più dure? Forse la realtà riserva alla loro vita un epilogo differente. O forse il loro è stato soltanto il sogno breve di un’estate.

 

“Non lo aveva preventivato, non aveva pensato che un giorno avrebbe provato un così grande attaccamento alla vita, una voglia di vivere così forte e disperata, lui che aveva sempre scherzato con la morte quasi credendo di dominarla. Non si era mai reso conto di quanto la vita fosse preziosa, fino a quel momento, il momento in cui capiva che poteva perderla e che era al di fuori del suo controllo.”

Fine dell’estate è lungo 175 cartelle commerciali ed è un romanzo genere Fiction letteratura romance contemporaneo

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”